
Finalmente la parola passa ai motori, che torneranno a ruggire come si deve dal 3 luglio per il primo weekend della F1 2020 in Austria dopo la pausa forzata causa Coronavirus.
Un doppio appuntamento perché la settimana successiva ci sarà il bis, sempre sul Red Bull Ring. Era ora che si ricominciasse a fare sul serio ma, di certo, l’assenza della F1 dalle piste in questo, purtroppo, inedito Mondiale non ha certo annoiato gli appassionati. Nonostante il silenzio delle power unit, da marzo ad oggi la classe regina del Motorsport ha ugualmente mostrato una vitalità da primato tra le bombe del mercato piloti e le mosse che stanno definendo la futura architettura del mondo dei Gran Premi.
Una pausa per modo di dire, quindi, perché lo show, dall’asfalto si è trasferito a quanto accaduto dietro le quinte che ha generato un vero e proprio terremoto. La scossa più forte a tutto l’ambiente è stata assestata dal divorzio Vettel-Ferrari che ha portato l’inaspettato e sorprendente approdo a Maranello di Carlos Sainz jr a partire dal 2021. Da questo momento sull’avvenire di Sebastian le ipotesi si sono susseguite a ritmo vertiginoso e al momento nulla può essere scartato, dall’anno sabbatico al ritiro definitivo passando dall’ingaggio di un altro team, tra cui soprattutto la Mercedes.
Neppure il tempo di metabolizzare lo shock del triangolo Ferrari-Vettel-Sainz ed ecco un altro, importante annuncio: la ratifica del nuovo budget cap del Consiglio Mondiale della FIA che riduce il tetto di spesa massimo delle scuderie in chiave 2021 a 145 milioni di dollari.
Nello stesso momento si è consumato l’ultimo, per adesso e purtroppo triste scossone di questa folle prima metà 2020: la smobilitazione della Williams. Uno dei team storici, di maggior prestigio e dalla lunga tradizione della F1 ha perso la sua principale partnership, la Rokit, prendendo seriamente in esame la possibilità di vendere, in parte o totalmente, tutta la società che fa capo alla scuderia.