Dopo tre gare al di sotto delle aspettative, già non all’altezza di un Top Team, la Ferrari e Mattia Binotto parlano di un cambio di rotta e di una reazione che possa portare ad una revisione complessiva del progetto della SF1000.
Un risultato molto deludente come quello delle prime gare 2020 e in particolare dell’ultimo Gran Premio d’Ungheria deve necessariamente provocare una reazione forte in una squadra che porta il nome Ferrari.
C’è bisogno di un cambio di rotta, come ha sottolineato Mattia Binotto subito dopo il weekend ungherese e anche ribadito con forza la scorsa settimana nei meeting dedicati all’analisi del fine settimana e alla preparazione delle prossime gare a Silverstone e Barcellona.
“Dopo tre gare è chiaro che ci troviamo in una situazione peggiore di quelle che erano le nostre aspettative e bisogna reagire, senza alcun indugio”, ha dichiarato il Team Principal della Scuderia Ferrari.
“E’ il progetto complessivo della vettura che va rivisto – ha precisato Binotto -, pur consapevoli dei limiti regolamentari esistenti. Lo so bene che in Formula 1 non esiste la bacchetta magica ma dobbiamo cambiare marcia per invertire questa tendenza, nel breve e nel lungo periodo. Se necessario, dobbiamo rivedere anche l’organizzazione per migliorare e rinforzare il metodo di lavoro dove ce n’è più bisogno. Per questo dobbiamo come squadra capire quali sono le dinamiche che ci hanno portato alla situazione attuale”.
E sul tema organizzazione vi abbiamo già raccontato dei cambiamenti avvenuti recentemente [ LEGGI QUI ].
Parole dure quelle di Binotto, che però ci tiene a sottolineare un aspetto: “Ho fiducia nelle persone che lavorano in Gestione Sportiva: abbiamo iniziato un percorso che ci deve portare a riaprire un ciclo vincente. Sarà lungo ma tutta l’azienda ne è consapevole e supporta questa visione. Per questo mi fanno sorridere certe notizie che si leggono in giro: non è tagliando teste che si fa andare più veloce una vettura”.
