All’annuncio non sono seguite le azioni successive e così la Sauber è ancora in serie difficoltà finanziarie.
Il piano finanziario di salvataggio dei russi per la scuderia elvetica è rimasto sulla carta e dei 120 milioni di euro per ora si è udito solo il tintinnio mediatico, mentre all’orizzonte si profilano nuovi acqirenti.
Malgrado le rassicurazioni e la strategia di minimizzazione di Monisha Kalterborn, la prima donna a capo di un team di Formula 1 e Peter Sauber, la scuderia è priva di quell’ossigeno che servirebbe a garantire una continuità aziendale messa a repentaglio da una politica economica eccessivamente dissennata.
A guardare con attenzione l’evoluzione della vicenda è la Ferrari, che attende ancora il pagamento di nove milioni di euro per la fornitura dei propulsori in questa stagione, saldo che a Maranello sperano di poter ottenere entro il mese di agosto.
Alla luce delle titubanze russe ci sarebbero ufficiosamente le difficoltà di Sergey Sirotkin nel conseguire la superlicenza per diventare terzo pilota della squadra di Hinwil, motivazioni che avrebbero indotto l’oligarca Oleg Sirotkin, padre dell’aspirante outsider a raffreddare l’entusiasmo nei confronti dell’operazione.
Ad approfittare delle titubanze allora potrebbe essere Colin Kolles, ex team principal di Force India e HRT, che potrebbe mettere su una cordata di imprenditori pronti a rilevare la squadra elevtica. Però si allunga la lista dei creditori, tra cui c’è anche Pirelli: si parla anche di un buco di bilancio di 80 milioni di euro e di 35 milioni di fatture non pagate.
Con un’eredità da incubo, in attesa di un cavaliere bianco, è palese che Peter Sauber dovrà abbassare anche le pretese per la vendita dello storico marchio.
