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    Rai Sport 2, capire la F1 di ieri per costruire la F1 di domani

    Paolo PellegriniBy Paolo Pellegrini8 Ottobre 20122 commenti5 Mins Read
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    Emozionante, didattica e colma di nostalgia. In questi termini si può definire l’iniziativa Perle di Sport Formula 1 in onda su Rai Sport 2. Occasioni per rivivere gli anni ruggenti della Formula 1, pensando al presente, con un occhio al futuro.

    La cena è agli sgoccioli. Una mela, una fetta di ciambellone, un’altra di crostata alla marmellata di more. Telecomando in mano, alla caccia di qualcosa di guardabile in TV. Zapping veloce sino ai canali sportivi. 57, niente. 58, Rai Sport 2. Ecco, stop. Anche questa serata è sistemata.

    Va in onda il GP di Gran Bretagna 1979. “Questo ancora mi manca”, dico mentre butto giù l’ultimo boccone di crostata. Alzo il volume e vai col gas! Mario Poltronieri in soporifero sottofondo, ma in video mi vedo sfilare davanti monoposto da bava alla bocca: Lotus 79, Brabham BT48, McLaren M29 e M28, Ferrari 312T4, Renault RS10, Shadow DN9, Wolf WR7, Ligier JS11, Williams FW07 e, soprattutto, le avveniristiche Arrows A2.

    Vetture diverse, motori diversi: oltre alla sfilza di V8 Ford-Cosworth DFV, ci sono anche i V12 di 180° Ferrari 015, i V12 Alfa Romeo 1260 ed i V6 Turbo Renault EF1. Che belli, che motori, che varietà!

    Ecco spiegate le ragioni del successo di Perle di Sport Formula 1, i cui filmati sono introdotti e chiusi dalla bellissima e brava Barbara Milani. Certo, occorre chiarire subito una cosuccia non di poco conto: sinora, la RAI ha ritrasmesso pochi GP, eccedendo in repliche che, a lungo andare, riescono a stancare persino gli appassionati più incalliti. Nello specifico, i GP d’Italia 1977, Spagna 1981, Francia 1979 e USA West 1977 sono le perle televisive che più “molestano” i telespettatori da mesi! Chiediamo, dunque, agli autori del programma di arricchire il palinsesto con nuovi documenti – in poche parole, vogliamo altri GP – andando a pescare negli immensi archivi della TV di stato.

    Fatto è che il periodo analizzato e riproposto dagli autori RAI è di notevole interesse. Oltre ai già citati, sono stati ritrasmessi i GP del Belgio 1978, Italia 1979 (in cui Gilles Villeneuve “scorta” Jody Scheckter verso l’iride), Argentina 1977 (documento di grande valore storico, qualità video pessima ma gara avvincente), Monaco 1970 (solo le esaltanti fasi finali), Italia 1980 (l’anno in cui il GP nazionale si corse a Imola anziché a Monza), Olanda 1979 (rivedere le F1 a Zandvoort è sempre un piacere), Austria 1977 (circuito e gara fantastici), Monaco 1979, Gran Bretagna 1981 (corsa memorabile e mirabolante vittoria firmata Watson), Monaco 1981 (capolavoro di Gilles Villeneuve e del V6 Turbo Ferrari) e Germania 1977 (ah, che bello il vecchio Hockenheim!).

    Grazie a Perle di Sport Formula 1, è possibile rivivere appieno le emozioni tecniche e sportive degli anni a cavallo tra la fine dei 70 e l’alba degli 80. A riguardo, consigliamo agli autori del programma di esplorare in profondità questi splendidi anni, prendendo, cioè, in esame un intervallo di tempo che va dalla metà degli Anni 70 ai primi Anni 90.

    Repliche a parte, il valore dell’iniziativa resta. I GP riproposti sono una fucina di spunti di dibattito. È, così, possibile riscoprire a riassaporare la sana genuinità delle corse di un tempo, fatta di varietà tecnica e GP non dopati e condizionati a tavolino e per regolamento da fattori e artifici esterni. È possibile apprezzare competizioni ritmate ma non inutilmente frenetiche, vere rimonte, veri duelli e sorpassi non inutilmente inflazionati.

    Ere sportive e tecniche oggi misconosciute e quasi dimenticate, distanti anni luce dalla Formula 1 “plasticona” e artefatta del Nuovo Millennio. GP in cui è possibile riscoprire elementi oggi, a torto, ripudiati: distacchi abissali (i primi tre a pieni giri e tutti gli altri doppiati!), pit-stop improvvisi e non calcolati – peraltro, effettuati con estrema lentezza dai meccanici –, vetture ritirate lasciate a bordo pista senza che tale condizione potesse giustificare l’ingresso della Safety-Car.

    Vi sono, poi, aspetti delle corse che furono che, oggigiorno, lasciano interdetti: semplicemente interdetti, né positivamente, né negativamente. Interdetti, appunto. Ci riferiamo alla disposizione – quasi casuale – delle vetture in griglia di partenza e alla modalità d’avvio della corsa: monoposto già in movimento, altre ancora che debbono raggiungere le proprie postazioni sullo schieramento. Un caos, diciamolo francamente, piuttosto singolare e genuinamente anarchico.

    Per non parlare dei podi – che definire improvvisati è dire poco –, di folgorati commissari e fotografi intenti ad attraversare la pista durante il GP, degli spalti e dei prati che esplodono di pubblico, assiepato nei modi più disparati, abbarbicato in cima ad un cartellone pubblicitario (rigorosamente vandalizzato) o “appeso” ad una casereccia struttura in tralicci.

    I GP, inoltre, non sono le uniche testimonianze storiche riproposte dalla RAI. A tal proposito, è doveroso ricordare i molteplici documentari realizzati negli Anni 70. Documentari in cui si cercava – alquanto maldestramente – di analizzare e sviscerare il mondo delle corse, Formula 1 in particolare. Nello sconfinato oceano di luoghi comuni, frasi fatte e giudizi palesemente negativi sul motorismo, emergevano, tuttavia, verità e nodi di dibattito che, volenti o nolenti, hanno sempre qualificato il motorismo sportivo: caro-biglietti (andare in circuito costava tanto già all’epoca, ma oggi i prezzi sono inavvicinabili), elevati costi di gestione, organizzazione e partecipazione della e alla Formula 1, questione delle sponsorizzazioni (dai piloti paganti alla lotta contro i tabaccai), sicurezza delle vetture e dei circuiti.

    Questa volta la RAI ha fatto centro. Il prodotto è valido e gustoso, occorre solo potenziarlo e arricchirlo con nuovi contenuti e nuove, appunto, perle di sport. Cosa buona e giusta, infine, i filmati trasmessi in TV possono essere comodamente visti anche in rete, su Youtube: è sufficiente digitare “perle di sport formula 1” per visualizzare tutti i documenti sinora trasmessi.

    Proposta: perché non far rivedere agli “veglioni” della FIA, a Mr Ecclestone, ai capoccioni dei team e agli appassionati più smemorati i GP del passato? Magari imparano qualcosa…

    Perle di sport (Rai Sport 2), Formula 1: Gp Monaco 1981

    Scritto da: Paolo Pellegrini

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    Paolo Pellegrini, Classe '82, amante della velocità a 360°, che sia un'auto, una moto, un aereo o i 10 secondi di un 100 metri. Disegnatore di auto e moto da corsa estreme.

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