A Madonna di Campiglio, Stefano Domenicali ha annunciato oggi l’arrivo di Pedro De La Rosa in Ferrari. Il pilota spagnolo, ex HRT, è stato chiamato a Maranello per rafforzare principalmente un’area, quella del lavoro al simulatore.
De La Rosa ha disputato 106 Gran Premi in Formula 1. Ha corso per cinque squadre diverse (Arrows, Jaguar, McLaren, Sauber e HRT), ottenendo come miglior risultato il secondo posto nel Gran Premio d’Ungheria del 2006.
“Abbiamo scelto di avere De La Rosa nel novero dei nostri piloti per rafforzare principalmente un’area, quella del lavoro al simulatore, che con l’attuale situazione regolamentare riguardo ai test diventa sempre più importante”, ha detto Stefano Domenicali.
“E’ straordinariamente motivante lavorare per una squadra come la Ferrari, non solo per quello che rappresenta nella storia della Formula 1 e dell’automobilismo in generale ma anche perché si tratta di un’esperienza completamente nuova per me e molto stimolante – ha detto De La Rosa –. Davvero, spero di cominciare il lavoro il prima possibile e di dare il mio aiuto nello sviluppo della vettura. Sono contento di poter tornare a collaborare con Fernando e di lavorare con Felipe. Non c’è molto tempo da qui all’Australia ma ci sono molte cose da fare: mi metterò subito a disposizione della squadra”.
De la Rosa si aggiunge ad un già nutrito gruppo di piloti che comprende Davide Rigon, Marc Gené, Andrea Bertolini e Jules Bianchi. La domanda dunque è la seguente: era davvero necessario avere un quinto pilota al simulatore, visto che i test in pista sono stati praticamente aboliti?
Non era forse meglio ingaggiare un giovane pilota per farlo crescere al simulatore, portarlo ai box negli week end di gara e prepararlo per il dopo Massa?
In Ferrari continuiamo ad assistere a scelte quantomeno discutibili in ambito piloti, a partire dal rinnovo contrattuale ad un pilotino come Massa, all’ingaggio ora di un 42enne per lavorare al simulatore! Mah!
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