Dopo la quattro giorni di test sulla pista di Barcellona è andato in archivio anche il secondo, e penultimo, turno di test F1 che precede linizio del mondiale 2013.
Come di consueto, ospitiamo l’opinione di Gian Carlo Minardi che, fa un’analisi delle prove e fornisce qualche interessante spunto in vista dell’ultima quattro giorni di test e in ottica Campionato.
“I team – ha detto Minardi – hanno iniziato a portare qualche novitĂ realizzando degli step evolutivi di avvicinamento all’ultimo turno di prove e al primo GP. E’ sicuramente molto difficile decifrare quanto i team si siano esposti per dimostrare le performance delle vetture, anche se si inizia ad evidenziare una difficoltĂ nell’interpretazione delle mescole morbide. Ho ancora impressa la frase di Paul Hembery in occasione della presentazione delle nuove gomme, in cui ha sottolineato la volontĂ (o necessitĂ ) di rendere ancora piĂą interessante la corsa”.
“Nella seconda parte della passata stagione – ha proseguito il manager faentino – abbiamo avuto un livellamento delle prestazioni con le medie/hard dove i piloti effettuavano il pit stop perchĂ© lo prevedeva il regolamento. Confrontando i tempi nei primi primi giri dei long run e gli ultimi passaggi, si denotano dei decadimenti improvvisi e sostanziali in poco tempo. SarĂ estremamente difficile e importante stabilire il momento esatto del pit stop. Pertanto nei primi gran premi assisteremo a variabili di strategia interessanti. Siamo ancora in una fase interlocutoria e la quattro giorni è stata interrotta dal maltempo. Normalmente l’ultimo giorno mostra i risultati del lavoro, ma questa volta non è stato possibile”.
“Barcellona ha confermato un compattamento dei tempi, con 7-8 squadre racchiuse nel famoso “secondo”. Per tanto sarĂ interessante osservare cosa succederĂ nel terzo, ed ultimo test (dal 28/02 al 03/03), che sarĂ ospitato ancora sull’asfalto di Barcellona. BisognerĂ vedere quanto i team si mostreranno, anche se credo che faranno delle prove disgiunte per non dare dei riferimenti agli avversari. Ci aspettano due gare vicine (Australia e Malesia) mentre poi avremmo tre settimane prima della Cina, in cui potremmo vedere i correttivi”, ha aggiunto il supervisore ACI CSAI
La Ferrari torna a far discutere. “Siamo alla fine di un ciclo ed era un percorso da intraprendere. Può essere il frutto di una vettura nata in una galleria del vento di ultima generazione. Molti sbandamenti della passata stagione sicuramente erano legati ad una galleria del vento non perfetta”, ha concluso Minardi.
