Il fronte dei difensori di Pirelli cresce in maniera direttamente proporzionale all’avvicinarsi del giorno del giudizio. Il fornitore degli pneumatici del Circus continua a incamerare difese d’ufficio in merito alla spinosa questione del testgate, ormai in via di definizione. Dopo Bernie Ecclestone arriva anche l’apologia dell’imprenditore, nonché fondatore della Jordan, Eddie Jordan.
Il marchio italiano è stato subissato di critiche, talvolta anche ingenerose, ma forse la minaccia di lasciare la Formula 1, sta facendo vedere tutto in un’ottica diversa, più oggettiva.
Jordan, oggi affermato opinionista Tv, espone il suo punto di vista all’austriaca Servus Tv: “Pirelli ha apertamente presentato la sua offerta, ha pagato molti soldi e ora è molto criticata o addirittura didicolizzata da alcuni team”.
“Credo che alcune squadre dovrebbero essere più attente. Chi andrà a dare loro le gomme se non ci sarà Pirelli?”, ha aggiunto.
“Si può vedere se c’è qualcuno disposto a fare un lavoro migliore? Penso che dovremmo avere tutti un atteggiamento più amichevole con Pirelli“, ha puntualizzato Jordan, che sulle richieste di Red Bull di modificare le mescole a stagione in corso, ha asserito: “Non si può punire qualcuno che ha fatto tutto per bene”. L’irlandese ha cercato di proporre esempi calzanti. In Canada non si è lamentato nessuno degli pneumatici, segno che quando le cose funzionano, non ci sono capri espiatori.
