Tanto rumore per nulla. Il Tribunale internazionale della FIA, riunito a Parigi, ha deciso salomonicamente di non decidere. Dopo tanta attesa il verdetto emesso dai giudici il testgate si conclude tecnicamente con un quasi nulla di fatto: in pratica gli imputati sono stati graziati.
Mercedes subisce una reprimenda e il divieto di condurre la tre giorni di test riservata ai giovani piloti (i Rookie test), come richiesto ieri dagli avvocati, per Pirelli solo un richiamo. Sono state rigettate tutte le altre conclusioni.
La scuderia di Brackley dovrà pagare un terzo dei costi per le investigazioni e la procedura, esclusi i costi legali della Fia, al pari di Pirelli e della FIA, che dovranno farsi carico dei restanti due terzi.
Una sentenza che farà senz’altro discutere. Ettolitri di inchiostro, intere settimane a fare scenari e ipotesi e alla fine tutto si è deciso con un buffetto alla Mercedes e al fornitore Pirelli.
In conclusione della vicenda legata ai test segreti condotti a Barcellona con gomme Pirelli e sulla monoposto W04, si può dire che la difesa della scuderia è stata efficace: il tirare in ballo Ferrari, le parole di Whiting e richiamarsi alle responsabilità di Pirelli hanno fatto breccia nei giudici. Nella punizione è passata la linea del team.
Queste le parole di congedo del legale Paul Harris: “Se siamo sotto la giurisdizione della FIA, allora il Tribunale Internazionale potrebbe escluderci da eventi che controlla, quindi i Rookie Test, una tre giorni in cui tutti i team hanno il pieno controllo delle macchine e conoscenza dei pneumatici. Ci sembra una soluzione equa”.
Efficace anche lo spauracchio agitato da Pirelli di ricorrere a un giudice ordinario se condannata per ragioni di immagine e di fiducia dei propri prodotti. A perdere credibilità è un po’ tutto l’impianto della Formula 1, dove pur di non decidere si è preferito mantenere lo status quo. Giudizio equanime o sentenza farsa?
