Arturo Merzario ne ha per tutti. Rush, il film di Ron Howard che ripercorre i duelli tra Niki Lauda e James Hunt, viene definito una “cagata” dall’eclettico pilota nostrano che bolla anche il regista americano come un “somaro“!
Le accuse però del Merzario nazionale non si fermano al film. Critiche vanno anche ad alcuni organi di informazione (Ansa, Gazzetta dello Sport e Repubblica), colpevoli di disinformazione.
Qui sotto le parole dell’uomo che nel famosissimo Gran Premio del Nurburgring del 1 agosto 1976 salvò la vita al pluri campione del mondo Niki Lauda, togliendolo dalle fiamme della sua monoposto.
RUSH TRAVISA LA REALTA’ DEI FATTI
Durante la puntata di giovedì scorso di Griglia di Partenza (in questo post, il video dell’intera puntata), Arturo Merzario aveva avuto modo di “dire la sua” sul film Rush. La ricostruzione romanzata di quel periodo storico che lo aveva visto protagonista insieme a Lauda, Hunt e a tanti altri piloti, molti dei quali meno fortunati di lui, non è piaciuta ad Arturo, il quale poi in un’intervista a Silvia Terraneo di Leonardo.it, ha voluto ribadire e precisare alcune cosette!
“È chiaro e palese e lo sa tutto il mondo – ha detto Merzario – : ci sono i filmati veri visibili facilmente su Youtube non quelli del film Rush che è una cagata e, sottolineo, è un somaro il regista che ha travisato la reale verità nonché la realtà di quello che è successo, ma è un film e per ciò rimane tale per cui che ci fossero Harald Ertlal, Guy Edwards e Brett Lunger in quel occasione è vero. Loro si sono fermati per primi perché erano coinvolti nell’incidente. Io che sono arrivato qualche secondo dopo sono stato colui, che, anche se ho sempre avuto timore a dirlo e ho sempre cercato di sminuire la cosa e di non farmene uno scettro, dopo aver sentito queste ennesime falsità pensa che sia ora che la smettano di travisare la verità“.
LA DISINFORMAZIONE DI GAZZETTA, ANSA E REPUBBLICA
I fatti: alcuni organi di stampa, dopo la tragica notizia della scomparsa del pilota Sean Edwards, che aveva interpretato il padre Guy nel film Rush, hanno parlato di Edwards padre come di colui che salvò la vita a Lauda. I titoloni apparsi su Gazzetta (Lutto Porsche, muore Edwards. Il padre salvò Lauda dal fuoco), ANSA (Muore Sean Edwards, padre salvo’ Lauda), Repubblica (Morto in pista Edwards dopo ‘Rush’: il padre salvò Lauda) non sono piaciuti a Merzario che ha ribadito: “Credo sia superfluo dirlo, superfluo rimarcarlo ora, comunque una volta per tutte desidererei precisare alcuni punti. A prescindere che non ho mai fatto di quell’evento, perché io lo chiamo evento di vita, qualcosa di imponderabile, mi stupisce in questi giorni il fatto che, utilizzando purtroppo la notizia della morte del figlio di Guy Edwards, sia apparso sulla Gazzetta dello Sport, sull’Ansa nonché sul quotidiano La Repubblica una notizia con fatti travisati. Inutile che stia qui a raccontare come siano andate le cose perché tutto il mondo sa da quarant’anni come andarono, per cui trovo veramente ignobile che nell’occasione della morte di un ragazzo, il figliolo del Guy Edwards, che si trovava in quell’occasione sull’incidente nel quale non ho remore a dire che proprio Edwards, credo perché ho sempre avuto il dubbio se sia stato Edwards o Harald Ertlal, al terzo mio tentativo di estrarre Niki Lauda dalla sua Ferrari in fiamme probabilmente fu colui che, utilizzando un estintore dell’ultimo commissario giunto sul posto dopo una corsa di 100 metri, mi creò una specie di varco grazie al quale potei slacciare le cinture a Niki Lauda che era svenuto. Riuscii così a tirarlo fuori cosa che non mi era riuscita nelle due occasioni precedenti: probabilmente è stato Guy ma ho sempre avuto il dubbio tra lui e Harald. Mentre invece Bellanger, medaglia d’argento dei marines che doveva essere colui che avrebbe dovuto spaccare il mondo in quattro come ci fanno vedere gli americani, posso confermare che al il mio primo tentativo di entrare nelle fiamme per estrarre il pilota mi tratteneva perché troppo pericoloso. Per cui vedi come sono state travisate le cose. Resta solo il dubbio di chi ebbe l’arte di saper aprire un estintore. Però in una vecchia dichiarazione credo che Guy disse che non riuscì ad azionarlo, andrò a verificarlo nei miei archivi a qualche giornale su cui fu scritto”.
