A distanza di qualche giorno dall’ufficializzazione di Fernando Alonso in McLaren, Flavio Briatore rivela alla Gazzetta dello Sport qualche retroscena della scelta del pilota spagnolo.
La possibilitĂ di dire addio alla Ferrari sarebbe stata concordata con una stretta di mano con Luca di Montezemolo nel “lontano” 2013. La condizione del divorzio consensuale da Maranello sarebbe stata la competitivitĂ o meno della monoposto 2014.
Il manager di Cuneo lascia quindi intendere che giĂ i primi test invernali, pessimi per la F14-T, hanno di fatto segnato il futuro di Alonso, lontano dalla Ferrari e alla ricerca di una valida alternativa per il 2015.
Alonso, ha detto Briatore, era stanco del solito ritornello: “Vedrai, la prossima sarĂ l’auto vincente”. Le delusioni ricorrenti, anzichĂ© lenire, hanno finito per ingigantire il “peccato originale”: Abu Dhabi 2010. Un Mondiale perso per una strategia balorda: “Bastava lasciare Fernando in pista per vincerlo”, ha denunciato Briatore.
E parlando di tecnici, il manager di Alonso ha detto: “La Ferrari deve puntare ai numero 1 e non ai numero… 25! Ma così non è stato: ogni qualvolta Alonso parlava con i propri interlocutori la domanda era sempre la stessa, ben sapendo che la risposta avrebbe deluso le attese: “Ma chi progetta la macchina?”.
Le critiche di Briatore si estendono anche alla power unit sulla quale in cuneese ha le idee molto chiare su cosa la Ferrari avrebbe dovuto fare: “Il problema 2013 era chiaro e riguardava l’aerodinamica, mentre come motore eravamo lì, insieme alla concorrenza — è il punto di vista di Briatore —. Così (con l’ibrido, ndr) si rischiava di fare un salto nel buio anche dal punto di vista del motore”.
La scelta McLaren, è spiegata da Briatore: “La Honda costituiva un’attrazione irresistibile non solo e non tanto per la storia del binomio vincente con Ayrton Senna e con Alain Prost, ma per l’impegno finanziario che i giapponesi metteranno in questa impresa, dove tra l’altro potranno sfruttare la loro esperienza con la tecnologia ibrida. Fernando è consapevole che bisognerĂ rimboccarsi le maniche per tornare competitivi, ma è ottimista, perchĂ©, contrariamente a Maranello, a Woking si punta sui grossi nomi, a cominciare da Prodromou, giĂ numero 2 di Red Bull con Adrian Newey”.
