Finito il campionato è ora di tirare le somme ed assegnare i voti ai protagonisti di questo mondiale 2014 di Formula 1. Un mondiale a nostro parere emozionante, tenuto vivo fino all’ultima gara quando è stato assegnato il mondiale piloti a Lewis Hamilton. Dopo esserci occupati dei 5 top team di questo mondiale, è tempo di dare un giudizio anche per gli altri 6 team che, in modo diverso, si sono resi protagonisti durante il 2014.
Force India:
Nico Hulkenberg: 7+. (96 punti, 9° posto nel mondiale)
Nico è sempre una certezza. Che sia alla guida di una Williams, di una Sauber o di una Force India, quel che è certo è che non delude mai. Un’altra stagione positiva per il ventisettenne tedesco che conclude il 2014 , anche se non proprio sotto il segno della costanza. Ha percorso il 2013 al contrario: l’anno passato aveva iniziato la stagione un po’ sottotono, a causa di una Sauber tutt’altro che competitiva, per “esplodere” da metà campionato in poi con delle gare eccellenti. Come si diceva, quest’anno ha percorso tutto al contrario: ottimo fino alla boa di metà stagione, incostante e un po’ sottotono poi, con gare veramente opache dove il compagno di squadra, Sergio Perez, imponeva un ritmo nettamente migliore del tedesco (precisamente dalla gara in Ungheria, primo ritiro). Si è ripreso nelle ultime gare dell’anno con prestazioni convincenti, nonostante, come ogni anno, la Force India abbia deciso di bloccare lo sviluppo della monoposto a metà annata. Come ogni anno ripeto ciò che ho sempre pensato: merita un top team.
Sergio Perez: 6,5 (59 punti, 1 podio, 10° posto nel mondiale)
Va a ritmi alterni. Le prime gare della stagione non sono proprio esaltanti (complici incidenti e sfortune varie) per rifarsi alla grande in Bahrain con il primo, e unico, podio stagionale. Una stagione che a Sergio è servita per ritrovare quella tranquillità e quella fiducia nel team che si era persa in McLaren. Da sottolineare alcune prestazioni di rilievo come quella in Canada conclusa, però, a muro, e quella in Austria dove è stato nelle posizioni di testa per diversi giri prima di arrendersi alle Mercedes e alle Williams. Mostra grinta e aggressività (in certi frangenti anche troppa) alternandoli a fasi in cui è disperso in mezzo al gruppo. Da rivedere qualcosa, ma è un buon inizio per tornare ai livelli che lo avevano visto protagonista nel 2012.
Toro Rosso:
Jean Eric Vergne: 7. (22 punti, 13° posto nel mondiale)
7 come le volte che è andato a punti in questa stagione, oltre il doppio rispetto alla passata stagione. Una stagione esaltante, sopratutto dal giro di boa in poi. Complici parecchi ritiri per problemi sulla vettura non ha raccolto, in termini di punti, quanto meritava. Esaltanti le sue rimonte e i suoi duelli. Schiaccia sassi con il suo compagno, almeno per quanto riguarda il passo gara, e grande combattente nei duelli corpo a corpo. Scartato dalla Red Bull a favore di Ricciardo prima e dalla coppia Verstappen/Sainz Jr. poi, Jev ha incassato il colpo mostrando tutte le sue carte e sfoderando prestazioni da top driver. Ora lo aspetta un nuovo ruolo da collaudatore in Ferrari (ottimo per lui in quanto ha già lavorato con Adami al simulatore, personaggio che, appunto, ritroverà a Maranello) nella speranza di un sedile per il 2016.
Daniil Kvyat; 6+. (8 punti, 15° posto nel mondiale)
Si gioca con Kevin Magnussen la palma di miglior esordiente della stagione. Una stagione divisa in due: sorprendente nella prima metà, deludente e desaparecidos nella seconda. Tanto talento ma tanta incostanza, ma è anche il suo primo anno, quindi gli è perdonato. Pilota freddo, un po’ alla Raikkonen, ma determinato e veloce, sopratutto in qualifica (da questo punto di vista ricorda il Ricciardo del 2013, veloce in qualifica e molto meno consistente in gara): insomma le qualità ci sono e sono ben evidenti. La Red Bull lo ha preferito a Vergne per sostituire Vettel: sarà la scelta giusta?
Lotus:
Romain Grosjean: 5,5. (8 punti, 14° posto nel mondiale)
Un’annata disastrosa se paragonata al 2013, condito da podi e buon prestazioni. Quest’anno sia i podi che le buone prestazioni (in realtà proprio la zona punti) sono state un miraggio per Romain a causa di una vettura sicuramente non al livello rispetto a quelle dei team di centro gruppo. Riesce a racimolare qualche punto a fine anno, ma sicuramente non la si può considerare un’annata positiva. Si spera in una stagione migliore con l’arrivo dei motori Mercedes.
Pastor Maldonado: 4. (2 punti, 16° posto nel mondiale)
L’anno scorso decise di abbandonare una Williams poco competitiva “comprandosi” un posto nella ben più promettente Lotus, reduce da numerosi podi e con l’ambizione di un ruolo da protagonista nel 2014. Morale della storia? La Williams è 3° nel mondiale costruttori, della Lotus si sono perse le tracce. Una sola gara positiva in tutta la stagione (Austin) dove ha praticamente unito tutti i disastri combinati quest’anno (e sono tanti…) per trasformarli in un’unica grande prestazione, ovviamente riferendoci sempre ai limiti della vettura. Escludendo questa gara rimane un’annata neanche deludente, di più: tra motori rotti, incidenti per distrazione e collisioni varie (da stuntman con Gutierrez) conclude la sua peggiore stagione in F1. Come per Grosjean si spera in qualcosa di meglio per il 2015.
Marussia:
Jules Bianchi: 9. (2 punti, 17° posto nel mondiale)
Per Jules è stata una stagione più che discreta. Numerose apparizioni in Q2 e punti a Monaco. Ecco, il 9° posto di Montecarlo: molti sostengono che è frutto del caso, che solo a Montecarlo poteva accadere una cosa del genere. Forse hanno anche ragione, ma la “fortuna” bisogna andarsela a cercare e Jules in quella gara ha fatto un’impresa, a detta anche di molti suoi illustri colleghi. Riuscire ad arrivare a punti con una vettura del calibro della Marussia, in perenne difficoltà economica, vuol dire avere del talento, avere il piede pesante e saperci fare. Ogni domenica ha seminato il vuoto rispetto al suo compagno di squadra, risultando il più veloce tra i piloti dei piccoli team e “rischiando” di giocarsela anche con la più quotata Sauber. Sicuramente in molti, giustamente, penseranno ad un voto “pompato” per via del terribile incidente di Suzuka: ebbene, non centra. Merita un voto alto perché quest’anno ha fatto il fuoriclasse, ha portato la Marussia dove in 4 anni (considerando anche la gestione Virgin) non era arrivata. Si è caricato sulle spalle tutto il peso di un team portandolo a competere con team ben più quotati e ricchi. Noi ci crediamo, perché la speranza è l’ultima a morire. Noi ci crediamo perché Jules ha dimostrato di essere forte. Noi ci crediamo. #ForzaJules
Max Chilton: 4,5. (0 punti, 21° posto nel mondiale)
Mentre il suo compagno di squadra va a punti lui affonda in piccoli problemi e piccole noie che ne minano le prestazioni, oltre per evidenti limiti del pilota stesso. C’è da dire che, rispetto alla passata stagione, il gap con il compagno di team si è ridotto, indice di un progresso considerevole, anche se non può essere abbastanza per arrivare alla sufficienza.
Sauber:
Adrian Sutil: 5. (0 punti, 18° posto nel mondiale)
Dopo aver speso l’intera carriera a bordo della Force India, segnandone i vari passaggi e la crescita, decide di approdare in Sauber: una pessima scelta. Il tedesco sperava che la Sauber potesse ripetere quanto di buono visto nel 2013 ma, purtroppo per lui, non è stato così. Probabilmente la peggior stagione della carriera per il “pianista”, oltretutto appiedato dal team svizzero alla ricerca di fondi.
Esteban Gutierrez: 4,5. (0 punti, 20° posto nel mondiale)
Per quanto riguarda la sua stagione, come per Sutil, le scarse prestazioni della vettura hanno influito notevolmente sul rendimento del messicano anche se, spesso, la differenza con il ben più esperto compagno di team era tangibile. Da ricordare il volo in Bahrain. La cosa migliore che gli è capitata quest’anno è stata avere ancora il supporto di Carlos Slim (uno degli uomini più ricchi del mondo) che gli ha staccato un assegno per fare il 3° pilota in Ferrari.
Caterham:
Kamui Kobayashi: 5+. (0 punti, 22° posto nel mondiale)
Arrivato in Caterham come “ultima spiaggia” per assicurarsi un pilota di buon livello, Kamui ha concluso il suo annus horribilis all’ultimo posto della classifica piloti: una C05 che quando, in grazia divina, decide di non avere un problema non gli permette di esprimersi al massimo del potenziale. Un pilota di tutt’altra caratura da cui, però, ci si aspettava magari qualcosina di più, quantomeno giocarsela stabilmente con Bianchi. Bistrattato a destra e a sinistra per far spazio ai pay drivers si è dovuto accontentare di concludere mestamente la stagione ad Abu Dhabi per trasferirsi, poi, in Super Formula. Affrettata e poco sensata l’idea di scegliere la Caterham rinunciando ad un posto in Ferrari per il WEC.
Marcus Ericsson: 4-. (0 punti, 19° posto nel mondiale)
Nella sua stagione d’esordio sono pochissime le gioie da segnare per Marcus: l’11 posto a Montecarlo che gli permette di tenersi dietro piloti più esperti nella classifica mondiale piloti e l’ingaggio in Sauber, grazie ad un grossissima valigia, per il 2015. Battuto sonoramente da Kobayashi e anche dal debuttante Lotterer a Spa (durante le libere e la qualifica, visto che in gara Lotterer si è dovuto ritirare subito) non ha dimostrato di essere un buon investimento, almeno per quanto riguarda il piano velocistico in pista, visti anche i numerosi incidente di cui si è reso protagonista. Da metà anno, da Singapore per essere precisi, il pilota svedese ha denotato notevoli progressi, tanto che è riuscito ad avvicinarsi sensibilmente anche al compagno di squadra. Peccato fosse troppo tardi…
In conclusione non ci resta che augurarvi un sereno periodo natalizio. Noi, con le nostre pagelle, ci vediamo la prossima stagione!
