Da qualche giorno si è conclusa l’ultima sessione di test invernali della stagione 2015 di Formula 1. Si avvicina giorno dopo giorno la prima gara del mondiale, che si svolgerà a Melbourne il 15 Marzo. Tempo di impressioni e di bilanci su quelli che sono stati, nel complesso, gli ultimi test invernali, con una Mercedes ancora dominatrice, alle cui spalle si affaccia una timida Ferrari in cerca di rivincita.
Una Mercedes pronta a dominare anche la stagione 2015: sembra che il campionato, ancor prima che inizi, sia stato già assegnato. Tempi, giri, chilometri, affidabilità; tutti termini che ormai si associano perfettamente alla vettura argentata.
Guardando i tempi ottenuti nella pista spagnola del Montmelò (Jerez da questo punto di vista è poco indicativa per comprendere i reali valori delle vetture) è subito comprensibile che la casa dalla stella a tre punte sia un netto passo avanti rispetto alla concorrenza. Attraverso la tabella sottostante possiamo notare come, nel complesso, Rosberg abbia completato oltre 750 giri (circa 3463km) durante tutti i test invernali, risultando il più attivo in pista. Ciò che
sorprende, però, è ciò che Toto Wolff ha detto nei giorni conclusivi del test a Barcellona: la Power Unit usata durante tutte e 12 le giornate è sempre stata la medesima! Si parla di quasi 6000km con una sola unità e questo fa comprendere come la Mercedes abbia risolto, in buona parte, anche i problemi di affidabilità palesati durante la passata stagione. Sul fronte piloti bisogna sottolineare come il debuttante Felipe Nasr, con la sua Sauber C34, di candidi come sorpresa di questo 2015. Nonostante diversi problemi sulla vettura (cambio e tamponamento con Susie Wolff), il brasiliano ha macinato moltissimi chilometri, sorprendo anche il team per la sua efficienza. Stesso discorso per l’altro debuttante Max Verstappen, il vero indiziato speciale per questa stagione: il 17enne deve dimostrare di non aver fatto un passo più lungo della gamba, accendendo al mondo della Formula 1 ancora in “tenera età”. Interessante anche il debutto in Rosso di Sebastian Vettel: il pilota tedesco ha destato un’ottima impressione sia all’interno del team sia agli addetti ai lavori. Ha impressionato anche i vertici della casa di Maranello per la sua professionalità e per il grande impegno in ogni cosa che fa, dalla pista ai meeting dopo le varie sessioni. Un debutto carico di speranze, che ha portato un grande ottimismo ma, sopratutto, una grande serenità. Inoltre, da non sottovalutare, un ritrovato Kimi Raikkonen, al quale la convivenza con il campioncino tedesco sembra aver solo giovato. Una vettura modificata alla base che ora riesce ad essere più adatta di quanto lo fosse la F14-T allo stile di guida del finlandese, tanto che lo stesso campione ha più volte confermato come questa nuova vettura sia un passo avanti rispetto a quella che l’ha preceduta. Interessante notare anche la prestazione dell’altro pilota Toro Rosso, Carlos Sainz Jr: il figlio d’arte, anch’esso debuttante, sembra favorito nel confronto con Verstappen ma con una coppia così giovane e senza una particolare esperienza alle spalle può succedere di tutto. Tra i debuttanti c’è da segnalare anche l’ottima prestazione di Pascal Wehrlein: il terzo pilota Mercedes ha avuto la possibilità, durante la prima sessione di test a Barcellona, di girare sia con la vettura argentata sia con la Force India, destando ottime impressioni, sopratutto per il suo metodo di lavoro molto professionale. Se da una parte ci sono certezze dall’altra ci sono tanti dubbi, come quelli che hanno avvolto l’incidente di Fernando Alonso (di cui abbiamo già parlato in precedenza): le cause di questo avvenimento sono state ancora chiarite in modo completo e la scusa del vento fatica a reggere. L’unica cosa certa è che Fernando Alonso non parteciperà alla prima gara del mondiale in Australia, tornando sulla sua Mp4-30 solo in Malesia.
Per quanto riguarda i team possiamo dire che la Mercedes, come detto in precedenza, si è dimostrata un passo avanti rispetto a tutti. Parte aerodinamica al top e miglior power unit sulla griglia, per un pacchetto che anche quest’anno sembra imbattibile. Il team tedesco durante l’inverno ha cercato una sola cosa: l’affidabilità. Niente tempi, tanto che a ben guardare il crono migliore della casa di Stoccarda è stato ottenuto con gomma Soft e non Supersoft. I tedeschi hanno continuato a girare nel tentativo di portare al limite ogni singolo elemento della vettura, per verificarne l’affidabilità e i risultati di questi test sono essenzialmente positivi. Oltre 6000km con una sola Power Unit significa aver trovato un equilibrio incredibile e neanche la miglior Williams sembra aver speranza contro il colosso di Stoccarda. Chi ha sorpreso, in positivo, è stata sicuramente la Ferrari: come si diceva, Vettel ha portato un clima completamente nuovo nel team, rivitalizzando la squadra e il compagno. Ma, alla base di questa rinascita rossa, c’è un completo riassestamento del gruppo di lavoro impegnato sulla vettura: via Tombazis, Hamashima e Fry, considerati i responsabili della debacle degli ultimi anni, dentro Allison, Resta e Binotto. Si è dato spazio alle “seconde linee”, portando avanti un progetto che va a valorizzare anche i nostri tecnici italiani. I miglioramenti sono sia sul livello aerodinamico, con l’introduzione di una nuova sospensione anteriore (sempre pull rod), sia a livello motoristico, grazie alle modifiche apportate sull’unità motrice. I miglioramenti della power unit sono visibili anche grazie alla Sauber che si è mostrata molto attiva e affidabile, denotando anche buone prestazioni in termini di velocità di punta. Tornando ai motorizzati Mercedes, c’è da notare come la Williams confermi le buoni prestazioni della scorsa stagione, sopratutto sul passo gara. Analizzando le relative simulazioni potremmo dire che il team di Grove si posiziona ad un distacco di circa 8decimi/1secondo al giro dalla Mercedes, mentre la Ferrari accusa, a sua volta, due decimi di distacco dalla squadra di Sir. Frank. Ciò dimostra come non sia solo la power unit, nel caso della Mercedes, a far la differenza sugli altri, ma come sia l’intero pacchetto ad avere una simbiosi perfetta tra tutti i componenti.
Chi sembra, invece, aver fatto un passo indietro rispetto all’anno passato è la Red Bull: sicuramente questi test invernali sono stati migliori rispetto a quelli 2014, ma i problemi rimangono e le poche sicurezze derivanti da una power unit Renault, cui dovrebbe avere un netto miglioramento solo a metà stagione, sembrano aver fatto fare un passo indietro al team austriaco. Per concludere passiamo al capito McLaren; il team inglese ha iniziato questa nuova avventura con Honda con il piede sbagliato, risultando la meno attiva in pista. In una sola giornata la MP4-30 è riuscita a superare questa 100 tornante in un giorno ma, negli altri, si è sempre fermata ad una quota abbastanza bassa, cosa che crea abbastanza scetticismo intorno a questa nuova avventura. Inoltre bisogna sottolineare come, dal 28 Febbraio, il motore giapponese sia sotto omologazione da parte della FIA e le possibilità di effettuare modifiche saranno limitate. Una situazione che non lascia tranquilli né Arai, responsabile della casa del Sol Levante, né Ron Dennis, capo McLaren. Entrambi hanno fatto sapere che per Melbourne saranno pronti, ma riusciranno davvero a coprire l’intera distanza di gara? Approssimando una possibile classifica potremmo dire che attualmente i livelli delle monoposto sono i seguenti:
- Mercedes
- Williams/Ferrari
- Red Bull
- Toro Rosso/Sauber/Lotus
- Force India
- McLaren
Infine, grazie ai dati forniti da Pirelli, vi riportiamo gli stint più lunghi per ogni mescola usata durante i test invernali.
