
E’ uno degli appuntamenti più storici e tradizionali della Formula 1, e di sicuro quello più affascinante e glamour. Manca ormai pochissimo alla 66° edizione del Gran Premio di Monaco, che segna una delle tappe di prestigiose dell’intero Circus, ma anche una delle più insidiose per i piloti stessi, i quali devono mantenere al 100% la concentrazione per evitare i contatti contro i muretti del circuito cittadino prima di essere premiati sul podio, come da consuetudine, dalla famiglia reale monegasca. La prova più chic del mondiale si presenta con le Mercedes favorite, attente a non sottovalutare l’imprevidibilità della pista di Monaco che spesso, nel corso della sua magnifica storia, ha regalato tantissimi colpi di scena. Se si fa eccezione al 1951, 1953 e 1954, tutte le altre stagioni hanno sempre avuto presenti in calendario il Gran Premio del Principato. Prima di addentrarci alla gara dell’anno in corso, riviviamo insieme alcune delle gare più memorabili, nel bene e nel male, di questo appuntamento davvero da non perdere.
1950: dopo la primissima edizione svolta nel 1929 con la vittoria del pilota inglese William Grover-Williams su Bugatti, nel 1950 il Gran Premio di Monaco entra a far parte ufficialmente dell’appena costituito campionato del mondo di Formula 1. A vincere dunque la prima storica gara del Principato è l’argentino Juan Manuel Fangio, salendo sul gradino più alto del podio in un fine settimana che segna anche il debutto ufficiale della Ferrari in Formula 1.
1955: cinque anni dopo la Ferrari torna protagonista a Montecarlo, stavolta con una vittoria conquistata grazie al talento del francese Maurice Trintignant, ultimo pilota ad aggiudicarsi un gran premio con la macchina numero 44 prima di Lewis Hamilton. Ma quell’edizione verrà ricordata soprattutto per la pazzesca uscita di pista di Alberto Ascari, con il pilota milanese che finisce addirittura in mare con la sua vettura. Il figlio di Antonio fortunatamente ed incredibilmente esce illeso dalle acque del porto, eppure non sarà l’unico caso di un incidente simile. Dieci anni dopo infatti, nel 1965, l’australiano Paul Hawkins è vittima dello stesso tuffo, sempre nello stesso punto in cui avvenne l’uscita di pista di Ascari, ovvero all’altezza della chicane dopo il tunnel. Anche qui, il pilota ne uscì senza conseguenze.
1960: dopo un dominio dei costruttori italiani, brevemente interrotto da due vittorie delle Cooper, il GP di Monaco 1960 passa alla storia non tanto per il primo posto di Stirling Moss, ma tanto perchè coincide con la prima vittoria in assoluto in Formula 1 della Lotus.
1967: Denny Hulme, che sarà poi campione del mondo al termine della stagione, vince la sua prima gara in Formula 1. Ma il pilota neozelandese non potrà festeggiare con felicità quella sua prima vittoria, in quanto quell’edizione passa tristemente alla storia per la terribile scomparsa del pilota milanese della Ferrari Lorenzo Bandini. In seguito ad un violento impatto, con ancora la chicane protagonista in negativo, la rossa di Bandini prende fuoco. I soccorsi non tempestivi, e la convinzione generale che il pilota fosse stato sbalzato fuori dall’abitacolo, furono una combinazione di errori fatali che causarono alla morte del milanese, due giorni dopo l’accaduto, per le tremende ustioni subite.
1981: dopo lo slittamento della partenza per consentire ai pompieri di spegnere un incendio divampato nelle cucine dell’hotel Loews, la gara si chiude con una vittoria tanto importante quanto esaltante per Gilles Villeneuve, con il pilota canadese capace di concretizzare una splendida rimonta andando a superare brillantemente il leader Alan Jones nei giri conclusivi della gara. Secondo il parere di molti appassionati, quella fu una delle vittorie più belle dell’indimenticato “Aviatore”.
1982: nonostante non si respiri un clima festoso per la recente scomparsa proprio di Villeneuve avvenuta a Zolder (Belgio), il GP di Monaco del 1982 verrà per sempre ricordata come una delle gara più pazze dell’intera storia della Formula 1. Dei 20 piloti partecipanti alla corsa, ben 19 si ritirano, e addirittura quattro di questi nel corso del penultimo giro. Riccardo Patrese, che a causa di un testacoda aveva perso la leadership della corsa, approfitta senza accorgersi di nulla del ritiro dei diretti avversari, e senza rendersene conto va a vincere nel caos più totale per l’assegnazione delle posizioni finali. La sua Brabham, di fatto, è l’unica vettura ad esser riuscita a tagliare il traguardo, e il pilota padovano sale incredulo sul podio diventando il primo italiano a vincere a Monaco, facendo suonare l’Inno di Mameli per la prima volta dopo l’ultima vittoria di Vittorio Brambilla nel 1975.
1984: questa è la gara che per la prima volta mette in risalto il talento in Formula 1 di un pilota che, in quel contesto, non era nemmeno preso in considerazione per un risultato di rilievo. Ayrton Senna su Toleman, al suo primo anno nella massima serie, approfitta della pioggia battente per compiere una rimonta eccezionale, sorprendente ed imprevedibile che lo porta fino al 2° posto, dopo aver compiuto sorpassi su campioni ben più titolati ed esperti di lui come se fosse un gioco da ragazzi. Il brasiliano potrebbe addirittura vincere, ma la gara viene sospesa per le condizioni climatiche avverse al 31° giro, con Alain Prost che vince a punteggio dimezzato a poca distanza da Senna.
1988: Senna, questa volta su McLaren, è protagonista di un altra dimostrazione di forza. Se nel 1984 la sua amica fu la pioggia, nel 1988 è la qualifica. Ottiene forse la pole position più incredibile di tutti i tempi, staccando il compagno Prost, secondo, di addirittura un secondo e mezzo al termine di un giro strepitoso e praticamente perfetto. Senna poi dichiarerà che nel corso di quel giro si sentiva in uno “stato di grazia” talmente intenso che non ha più rivissuto in futuro. In gara però la musica cambia, con il brasiliano costretto al ritiro per un raro errore di decontrazione che regala la vittoria ad Alain Prost.
1992: al volante di una McLaren in crisi rispetto alle passate stagioni, Senna riesce comunque a vincere una gara soffertissima. Negli ultimi giri della corsa è infatti costretto a difendere strenuamente la prima posizioni dagli attacchi della Williams di Nigel Mansell, il quale disponendo di una vettura superiore non riesce a sopravanzare Senna. Sul podio il pilota inglese, visibilmente stravolto, quasi sviene davanti al Principe Ranieri per lo sforzo compiuto nei vari tentativi di sorpasso.
1994: è la prima gara che si corre senza Ayrton Senna, scomparso nella tappa precedente sul circuito di Imola. L’atmosfera è cupa, e si respira un’aria pesante colma di polemiche sulla sicurezza. Nel corso delle prove libere la paura dei piloti, che sembrava smaltita dopo la bandiera a scacchi di Imola, ritorna ad essere altissima. Karl Wendlinger, al volante della Sauber, è vittima di un bruttissimo impatto con le barriere che lo spedisce in coma farmacologico. In seguito il pilota austriaco si riprenderà, ma sarà costretto a chiudere prematuramente la sua avventura in Formula 1. La gara per fortuna è priva di avvenimenti negativi, con Michael Schumacher che va a vincere per la prima volta a Montecarlo.
1996: l’edizione del 1996 va a sfiorare, in termine di ritiri, quella del 1982. Solo quattro vetture giungono sane e salve al traguardo, e il vincitore è più che sorprendente. A tagliare per primo il traguardo, a bordo di una Ligier che sta per chiudere la sua era in Formula 1, è il francese Olivier Panis, che vince clamorosamente la sua prima ed unica gara in carriera.
2004: Monaco si tinge d’Italia. In qualifica Jarno Trulli ottiene una meritata pole position al volante della sua Renault, confermandosi il giorno dopo in gara con una bellissima vittoria, anche in questo caso la sua prima in carriera. Trulli è al momento l’ultimo italiano ad esser riuscito nell’impresa di vincere a Montecarlo.
2006: è l’edizione che passa alla storia per le polemiche nei confronti di Schumacher. Il tedesco, in qualifica, si rende protagonista di errore considerato volontario dai commissari di gara per non consentire ad Alonso di realizzare il suo giro veloce. Per questo motivo il “kaiser” viene retrocesso sulla griglia di partenza tra le contestazioni di chi lo accusa e le prese di posizione di chi lo difende. Una situazione analoga, senza una squalifica inflitta al diretto interessato, è quella che si è verificata l’anno scorso tra Rosberg ed Hamilton, con il tedesco che ostacola il compagno con un errore considerato dubbio e che rovina l’amicizia tra i due compagni di squadra. Per la cronaca, la pole e la vittoria dell’ultima edizione furono firmate proprio da Nico Rosberg.
2012: dopo il rientro in Formula 1 di Schumacher, non senza difficoltà, il tedesco termina incredibilmente le qualifiche in pole position, ma a causa di una penalità subita nel precedente GP di Spagna, il tedesco è costretto a partire dalla 10° posizione. Ma per i tifosi del “kaiser”, quella resta nel cuore di tutti come l’ultima pole position, anche se non ufficiale, del campione tedesco. Keep fighting Michael! La gara poi sarà vinta dalla Red Bull di Mark Webber.
Politicamente il Principe di Monaco è attualmente Alberto II, ma nel circus della Formula 1 il titolo di principe monegasco è ancora di Ayrton Senna, sia in numero di vittorie che di pole position, rispettivamente fermo al record di 6 vittorie e 5 pole. Tra i costruttori spicca il nome della McLaren, che in una stagione fino ad ora cupa come quella in corso può vantare il maggior numero di vittorie (15) e il maggior numero di pole (11).
Formula 1 2014 Monaco Grand Prix Official Race