
A volte ritornano! È il titolo della raccolta di racconti di Stephen King: ma si può ben adattare alle soluzioni prospettate dalla Strategy Group, composto dai top team, da Bernie Ecclestone e dalla FIA, riunitosi nell’aeroporto londinese di Biggin Hill, con l’obiettivo di ridurre i costi e rendere la Formula 1 più spettacolare e attraente.
In sostanza le soluzioni adottate, che dovranno ora essere vagliate dalla Commissione F1 e successivamente del Consiglio Mondiale della FIA, sono:
1) Dal 2016 ogni team sarà libero di scegliere le due mescole da utilizzare in pista: dovrà comunicare, non si sa quando, le due mescole che intende utilizzare nel week end di gara.
2) Dal 2017 reintroduzione dei rifornimenti di benzina durante la gara: verrà mantenuto un limite massimo di carburante utilizzabile in corsa.
3) Sempre dal 2017 monoposto più veloci: si prevedono 5 o 6 secondi di miglioramento dei tempi sul giro attraverso regole sull’evoluzione aerodinamica, regimi di motore più alti con aumento del rumore, pneumatici più larghi e riduzione del peso della vettura.
Ancora una volta nessuna idea nuova, ritorno a soluzioni già adottate e accantonate, tante chiacchiere e tanta confusione.
In particolar modo non si capisce il ritorno dei rifornimenti in gara: in primis non si comprende il collegamento tra rabbocco dei serbatoi delle monoposto e aumento dello spettacolo. Lo spettacolo si fa aumentando sorpassi, duelli in pista, non frammentando ulteriormente la gara e favorendo i sorpassi all’interno dei box, a seconda delle strategie adottate.
Per quanto riguarda l’aspetto riduzione costi, ricordiamo che i rifornimenti in gara sono stati proibiti proprio per gli eccessivi costi: non si spiega quindi una tale scelta, con l’obiettivo dichiarato di tagliare le spese della Formula 1, obbligando soprattutto i team più piccoli, già in difficoltà finanziarie, ad ulteriori esborsi economici per ricomprare le attrezzature e riorganizzare una struttura apposita per i rifornimenti.
Infine fronte sicurezza: altro motivo per cui i rifornimenti erano stati eliminati era quello di evitare incendi durante le soste ai box, con evidenti pericoli non solo per il pilota, ma anche per tutti i meccanici. Le monoposto di oggi sono molto più complesse e l’introduzione della power unit, e quindi di componenti elettriche, aumenterebbe i rischi di incendio nei box: come ad esempio in caso di problemi o errori col bocchettone e conseguente fuoriuscita di benzina sulla vettura.
Passando al discorso pneumatici, anche qui possiamo ipotizzare problemi di sicurezza. Potendo ogni squadra scegliere le mescole che preferisce, si può pensare che i team minori, per essere più competitivi, adottino le mescole morbide, e quindi più veloci, anche dove tali coperture non siano adatte a causa dell’asfalto ruvido: con evidenti rischi di foratura del pneumatico e uscita di strada della monoposto.
Sulla terza proposta è evidente che si tratti solo di parole e ipotesi, ma che non hanno alcun riscontro concreto e oggettivo.
Eppure a poche ore dalla pubblicazione, c’è già chi si è detto soddisfatto delle regole adottate. E’ il caso di Jos e Max Verstappen, ex pilota di Formula e 1 ed esordiente più giovane del circus. Il primo, in un intervista al quotidiano olandese De Telegraaf, ha dichiarato: “Questo è ciò di cui la F1 ha bisogno, sarà tutto a beneficio dello spettacolo”.
E in particolare sul ritorno ai rifornimenti e la libera scelta dei pneumatici da parte dei team, l’ex pilota di Benetton, Arrows e Minardi ha aggiunto: “sono felice anche di queste proposte. Questi cambiamenti daranno ai team più opportunità di fare la differenza. La strategia sarà ancora più importante. Come pilota, al momento bisogna risparmiare davvero tanto in gara con una guida efficiente, perciò si ritornerà ad avere di nuovo ‘corse reali’”.
“La benzina e la libera scelta delle gomme renderanno le corse più eccitanti. Ora, si pensa solo ai cambi gomme, ma ci sarà di più in futuro. I team avranno molta più influenza, visto che ci saranno più variabili, aumentando la probabilità di errori e, di conseguenza, la probabilità di sorprese ed un maggiore spettacolo”, ha concluso Jos.
Gli ha fatto eco il figlio Max, favorevole anche lui, come detto, alle nuove regole: “le modifiche daranno ai team più opportunità per fare la differenza e la strategia sarà ancora più importante. Sono contento”.
L’impressione, però, è che queste nuove regole non cambieranno molto sotto il profilo della spettacolarità. Ci vorrebbero idee più innovative che incidano direttamente sulle prestazioni in pista: monoposto più semplici e veloci. Gare che si vincano in pista, con sorpassi e duelli mozzafiato, piuttosto che con una strategia azzeccata.
Importante sarebbe anche avvicinare fisicamente il pubblico alle gare. Rendere il circus iridato più accessibile, più umano: invece che scuderie blindate e piloti rinchiusi nei loro hospitality.
Tutte queste ipotesi, e altre che magari i nostri lettori vogliono avanzare, potrebbero far tornare la Formula 1 ai fasti degli anni settanta/ottanta. Ma per poterle attuare è necessario creare una Strategy Group staccata dai team che, pur conoscendo bene il mondo della Formula 1, non abbia interessi in gioco, che possano ovviamente influenzare le proposte avanzate.