Nel grande mondo della Formula 1 ci sono diversi circuiti che meritano di essere inseriti di diritto nell’Olimpo dei tracciati. Alcuni per la loro bellezza, altri per la storia che hanno alle spalle, altri ancora perchè magari hanno segnato la carriera di un pilota, in positivo come in negativo.
Basta citare nomi importanti a livello storico come quello di Silverstone, ricavato da un vecchio aeroporto militare, o come il Nürburgring o i “nostri” Monza e Imola. Parlando di spettacolo invece, il primo circuito che viene in mente a qualsiasi appassionato di Formula 1 e motori è di sicuro quello di Spa-Francorchamps e la sua famosissima Eau Rouge-Radillion.
Per i più giovani che rincorrono i loro sogni giorno dopo giorno e per i deboli di cuore il circuito più bello e spettacolare è e resterà sempre quello di Montecarlo per alcuni semplici motivi. Innanzitutto il Principato di Monaco è da sempre la patria del lusso: barche e auto costosissime regnano incontrastate nelle inquadrature televisive e rappresentano uno dei sogni di qualsiasi persona. Inoltre è realizzato a pochi passi dal mare, regalando anno dopo anno vedute sempre più splendide. Il tracciato è stretto e tortuoso: pur non favorendo i sorpassi, riesce sempre a rendersi protagonista di inseguimenti tipici dei film hollywoodiani, con le monoposto che sfrecciano tra i palazzi.
Ma la motivazione fondamentale per cui il Gran Premio di Monaco è riuscito ad entrare sin da subito nel cuore degli appassionati è relativa alla sua realtà di circuito cittadino. Le stesse strade che un fine settimana di primavera ospitano le monoposto più belle del mondo, durante il resto dell’anno sono al servizio di pendolari e turisti. E’ questo l’aspetto più romantico di Montecarlo: prende i sogni di gloria di un pilota che insegue la vittoria con l’adrenalina a mille e li mischia alle storie di vita vissuta di chi, pochi giorni dopo le gare, percorre quello stesso asfalto per andare a lavorare o semplicemente per andare a fare la spesa, magari con mille pensieri che affollano la mente.
Fare una passeggiata sulla griglia di partenza o attraversare con l’autobus il Principato e riconoscere tutte le curve, dal tornante Mirabeau alla curva del Tabaccaio, passando per la Rascasse significa toccare con mano pezzi importanti di quel mondo che ci sembra lontano anni luce. E’ come se mettessimo un piede nella storia di questo sport: per noi che ci nutriamo di sogni è già un grande traguardo.