
Le polemiche riguardanti la gestione politico-sportiva del mondo Formula 1 arrivano non solo dagli spettatori, ma anche da chi il circus lo ha vissuto da vero e proprio protagonista.
Stiamo infatti parlando di Alain Prost, unico pilota francese della storia ad esser riuscito nell’impresa di vincere un campionato del mondo, agguantando il titolo per ben quattro volte nella sua strepitosa carriera a cavallo tra gli anni ’80 e ’90.
Il “Professore” nelle ultime ore ha rilasciato alcune dichiarazioni sul futuro della Formula 1, affermando, di fatto, che nessuno ha realmente intenzione di cambiare la carte in tavola: “Le modifiche che vanno apportate a questo sport non devono esser fatte con il contagocce, ma bisogna ridimensionare completamente l’intero panorama delle scelte future valide per il bene della Formula 1. Troppo spesso infatti noto che si vuole cambiare solo una piccola regola, o un determinato concetto, ma non si va mai oltre, non si vuole mai cambiare del tutto”.
L’ex campione del mondo transalpino, ha voluto fare anche un paragone tra le iniziative della Formula 1 con quelle della Formula E, categoria nella quale è impegnato il figlio Nicolas:
“Nella Formula E ci si è letteralmente lanciati in qualcosa di completamente nuovo e diverso. Li ad esempio c’è una base di crescita e di interventi molto programmati per il futuro. In Formula 1 invece i programmi sono più consolidati, e quando qualcosa è a tal punto nessuno la vuole cambiare. Secondo me questo è il problema fondamentale che blocca non solo lo sviluppo, ma anche la credibilità della Formula 1”.
Infine Prost non ha risparmiato anche qualche polemica sulla questione degli elevati costi nella massima categoria automobilistica che stanno mettendo in grave difficoltà moltissimi team partecipanti al campionato: “Riguardo al problema dei costi non nascondo la mia forte preoccupazione. In Formula E, ad esempio, questo punto dolente viene affrontato molto spesso, cercando di fare qualcosa per risolvere queste difficoltà. In Formula 1 se ne parla moltissimo, ma evidentemente chi dovrebbe occuparsi di queste cose è poco interessato o non le ha abbastanza a cuore, perché fino ad ora non ho visto nulla di concreto per cambiare le cose”.