
L’inizio del mondiale si avvicina velocemente per i team che, dopo le due sessioni di test invernali sul circuito spagnolo di Barcellona, dovranno affrontare fra meno di due settimane la prima gara della stagione a Melborune, in Australia. Dopo tanto lavoro durante l’inverno è arrivato il momento della verità: chi vincerà? Analizziamo le statistiche dei test invernali per vedere quali team si sono preparati meglio per l’inizio del mondiale 2016.
Miglior tempo: piloti
Il migliori tempi della 8 giorni di test spagnola sono stati segnati dalla Ferrari, grazie a Kimi Raikkonen e a Sebastian Vettel: il crono più veloce di 1:22.765, infatti, è stato fatto segnare dal finlandese, nel 7 giorno di test su gomme ultrasoft, la mescola più morbida messa a disposizione da Pirelli per il mondiale 2016. Alle spalle del campione del mondo 2007 troviamo Sebastian Vettel, distante solo 45 millesimi dal suo compagno di squadra, sempre su gomma ultrasoft. Il team di Maranello ha fatto segnare il crono più veloce anche con le gomme supersoft e soft: quindi dal punto di vista cronometrico, tenendo in considerazione che sono pur sempre test e che la Mercedes non ha mostrato il suo potenziale sul giro secco, la SF16-H sembra nata bene e ciò è un fattore molto importante per la qualifica. Parlando di Mercedes, il team tedesco ha deciso di non utilizzare gomme ultrasoft e supersoft, dato che Pirelli molto probabilmente non porterà queste mescole per il Gp, quindi i dati raccolti sarebbero stati poco utili. Per Nico Rosberg c’è comunque da sottolineare il miglior quinto tempo della sessione di test, a soli 13 millesimi dal miglior crono fatto segnare da Kimi Raikkonen sulla stessa mescola. Nella top ten figurano anche un ottimo Nico Hulkenberg con la Force India e Carlos Sainz.

Miglior tempo: team
La Ferrari, come abbiamo visto, ha monopolizzato la lista dei migliori tempi con Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel. Ad aver lavorato con impegno sotto l’aspetto cronometrico sono stati anche Force India e Toro Rosso, il cui distacco dalla Ferrari è di soli pochi decimi. Chi, invece, non ha fatto un lavoro particolarmente brillante è stata la debuttante Haas che, complice i numerosi problemi di affidabilità riscontrati durante i test, non è riuscita a tentare una sorta di attacco al tempo negli ultimi giorni. Anche in Sauber, però, non sono stati fatti grandi progressi: la C35 è scesa in pista molto in ritardo rispetto agli altri concorrenti, accumulando lavoro arretrato e non potendo permettersi di provare un giro cronometrato di particolare rilevanza.

Chilometraggio: team
Nel corso di questa sessione invernale di test, chi non si è risparmiato è stata sicuramente la Mercedes. Il team di Stoccarda per questi otto giorni avevano un programma ben congegnato: girare il più possibile in modo da poter constatare quali fossero gli elementi della vettura a cedere per primi. Dopo tanti chilometri, l’unico problema invernale è arrivato all’ultimo giorno, quando un problema alla trasmissione ha costretto Lewis Hamilton a fermarsi in pista. La Mercedes, infatti, in 8 giorni di test ha completato 1294 giri, l’equivalente di oltre 6000km! A sorpresa al secondo posto troviamo la Toro Rosso: con il cambio di Power Unit si temevano problemi di affidabilità che, invece, non sono arrivati, visti i quasi 5000km percorsi. Insomma, l’affidabilità sembra esserci: ci sarà anche la prestazione.
Dopo le prime difficoltà iniziali, anche la Ferrari ha messo insieme parecchi giri, arrivando a sfiorare quota 900: il programma, secondo i piloti e i vertici del team di Maranello, è stato interamente completato ma, forse, qualche centinaia di giri in più avrebbe sicuramente aiutato a fare un quadro miglior sia di affidabilità che di consumo gomme. In ogni caso in casa Ferrari c’era molto da provare, visto che bisognava anche trovare degli assetti completamente nuovi derivanti dal cambio di tipologia di sospensione. Chi non ha fatto un buono lavoro, invece, sono state McLaren, Manor e Haas. Per il team inglese di Woking rimangono i problemi di poca affidabilità del motore Honda: i due piloti, infatti, hanno passato quasi più tempo ai box, per cercare di risolvere i problemi, che in pista. Anche dalla Manor, vista la nuova motorizzazione, ci si aspettava nettamente di più. Per quanto riguarda la Haas, i numerosi problemi di affidabilità avuti sembrerebbero giustificare l’impossibilità avuti: non solo al motore, ma anche ai freni. Certamente, però, per un team debuttante non è un grande inizio.

Chilometraggio: Power Unit
Anche sul lato Power Unit domina la Mercedes, anche se la lotta si fa più ferrata. Grazie ai 4 team dotati del motore della casa di Stoccarda, la Mercedes è stata in grado di accumulare in totale quasi 16mila chilometri: dati preziosi che saranno utili per analizzare ogni singola parte del proprio motore. I motorizzati Ferrari seguono da vicino: solo 750 chilometri meno, anche se bisogna considerare che solo il team di Maranello, Haas e Sauber (nel secondo test) disponevano della Power Unit aggiornata, mentre Toro Rosso ha la versione 2015. In casa Renault non si fatto i salti di gioia: i chilometri totali sono meno della metà di quelli messi di Mercedes e Ferrari. Anche in Honda sicuramente non saranno soddisfatti di quanto ottenuto, visto i soli 3305km totali.
