
Potremmo essere di fronte ad una nuova puntata della telenovela dal titolo: “Il rinnovo del contratto”.
E notizia di ieri infatti che la FIA ha prorogato al Circuito del Mugello la licenza internazionale di 1° grado, che abilita il tracciato ad ospitare qualsiasi gara internazionale, sia di moto che di auto.
Questa in sé dovrebbe essere letta semplicemente come una bellissima notizia per il circuito toscano e per l’Italia in genere: se non ci fosse dall’altra parte la querelle Autodromo di Monza – Bernie Ecclestone.
Il rinnovo del contratto per l’autodromo brianzolo, in scadenza a fine 2016, sembra essersi arenato.
Ricordiamo che a fine gennaio si è svolto un incontro a Londra tra Bernie Ecclestone, Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’ACI, e Ivan Capelli, Presidente di AC Milano, che però non ha portato, come invece era previsto, alla firma del contratto.
La questione a questo punto sembra non essere solo più di natura economica: infatti grazie all’intervento del Governo e della Regione Lombardia, è stata garantita la copertura finanziaria al 70% della somma richiesta per il rinnovo.
Da quanto è emerso, pare che Big Bernie abbia fermato qualsiasi trattativa, perché non ha alcuna intenzione di trattare con i vertici della SIAS, la società che ha in gestione l’autodromo lombardo, sui quali pesa una messa in liquidazione. Ecclestone vorrebbe quindi un cambio della dirigenza della SIAS per poi tornare a trattare con loro la proroga del contratto.
Prova di ciò sarebbe il fatto che l’incontro previsto a fine febbraio, sembra essere saltato.
Esaustiva inoltre la sua perentoria affermazione a proposito: “Questione all’italiana, si mettano d’accordo loro”.
Nell’ipotesi che la trattativa saltasse, ci sarebbe quindi già pronta e confezionata una valida alternativa: il Mugello appunto.
Sul tracciato toscano si corre già una gara ufficiale del motomondiale: pertanto sarebbe sicuramente in grado, a livello di logistica, di ospitare un evento motoristico importante e di richiamo internazionale come la Formula 1.
Inoltre il circuito è gradito a molti piloti del Circus.
Nel maggio del 2012 la pista della Toscana ospitò le monoposto della Formula 1 per una serie di test eccezionali, che si svolsero nel corso della stagione. A molti piloti piacquero le caratteristiche tecniche e velocistiche del tracciato, e manifestarono chiaramente l’augurio che un giorno potesse esserci un Gran Premio proprio al Paolo Poli. Soprattutto l’australiano Mark Webber, allora pilota della Red Bull, dichiarò apertamente: “meglio 10 giri all’asciutto al Mugello, piuttosto che 1.000 intorno alla pista di Abu Dhabi”.
Al momento Bernie Ecclestone non sembra avere alcuna intenzione di organizzare una gara di Formula 1 al Mugello.
Ma se la trattativa con l’Autodromo di Monza dovesse naufragare definitivamente potrebbero aprirsi diversi scenari. Infatti la FIA non ha sicuramente intenzione di rinunciare ad avere un Gran Premio in Italia. Una nazione simbolo e storia dell’automobilismo, con molti appassionati e soprattutto sede della Ferrari: unico team da sempre in Formula 1, che attira tifosi da ogni parte del mondo.
Per salvare capra e cavoli le alternative quindi potrebbero essere varie.
La più fattibile sarebbe quella di spostare l’appuntamento italiano a Imola. Il circuito del Santerno, che ha la licenza di 1° grado fino al 2017, ha già ospitato in passato il Gran Premio di San Marino ed è stato teatro di epiche battaglie e purtroppo anche di indimenticate tragedie.
Un’altra soluzione potrebbe essere un’alternanza tra l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari e quello lombardo, come accade in Germania tra Hockenheim e il Nurburgring.
Ma l’apprezzamento dei piloti verso il Mugello, e l’ennesima conferma dell’idoneità ad ospitare gli eventi motoristici internazionali, potrebbero portare ad un clamoroso colpo di scena.
To be continued…..alla prossima puntata!