L’inizio di stagione per la Ferrari non è sicuramente quello che ci si aspettava, non solo per performance, ma anche per risultati e sfortuna. Senza gli eventi “straordinari”, saremmo certamente davanti ad un mondiale e ad un inizio di stagione completamente diversa per la Rossa, con probabilmente più podi e una vittoria in più.
Protagonisti, nel bene e nel male, sono stati i piloti della Ferrari, Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen. Nelle prime due gare i due driver della casa di Maranello sono stati bravissimi. In Australia una partenza fulminante li ha portati in testa: una possibile doppietta rovinata dalla bandiera rossa e dal cedimento del turbo sulla vettura del pilota finlandese. In Bahrain, invece, nonostante una cattiva partenza, Raikkonen fu protagonista di una grandissima rimonta, mentre Vettel non riuscì nemmeno a partire a causa della rottura della sua Power Unit. In Cina la situazione è leggermente cambiata: per la prima volta in questa stagione, i piloti hanno commesso degli errori. In qualifica gli errori durante il giro secco hanno pregiudicato non solo la prima fila, ma anche una possibile pole. In gara, dopo il contatto che non si può ricondurre a loro responsabilità, entrambi sono stati protagonisti di una grande rimonta, in particolare Raikkonen, dopo essersi ritrovato nel fondo della griglia.
Addentriamoci in un rapido confronto di inizio stagione tra i due piloti, ma non per vedere chi sia il più forte e chi sia riuscito a concretizzare maggiormente, ma per capire lo stato di forma di Raikkonen e Vettel.
In qualifica momentaneamente Sebastian Vettel è in vantaggio 2-1: per il tedesco a favore Australia e Bahrain, mentre per il finlandese l’ultimo appuntamento in Cina, in quale poteva puntare anche alla pole. Per quanto riguarda il distacco medio a livello cronometrico tra i due piloti in qualifica, esso non non è ampio come nella passata stagione, sintomo che Kimi, anche se non sia un asso in questa fase del fine settimana, riesca a non essere distante da un Sebastian che nella prestazione al sabato è uno dei migliori della griglia. La SF16-H sembra nata bene anche sotto questo punto di vista.

In gara la situazione è simile: virtualmente la situazione sarebbe 2-1 a favore del quattro volte campione del mondo. In questo caso, però, i ritiri pesano notevolmente e giudicare in base ai risultati finali sarebbe difficile. In Australia Raikkonen si è ritirato, in Bahrain Vettel non è partito e in Cina l’incidente alla prima curva ha scombussolato le carte. Quello che possiamo dire e su cui possiamo fare un confronto è la prestazione durante la gara e, fino ad ora, il campione finlandese non è sembrato essere distante come l’anno scorso, anzi durante questa prime gare il suo passo gara sembrava essere allineato a quello di Sebastian.

È sicuramente troppo presto per dire chi sia il “vincitore” di questa sfida interna, ma da questo inizio di stagione possiamo dedurre come Raikkonen con la nuova vettura abbia fatto un netto salto avanti, per confort di guida e per costanza. Per un pilota che era dato “bollito” da molti, sicuramente questa è una bella rivincita, sopratutto pensando che Kimi con questa SF16-H è in grado di giocarsi ottime prestazioni in qualifica ed eccellenti risultati in gara, grazie anche alle nuove introduzioni tecniche, come la sospensione push rod che facilitano il lavoro di messa a punto. Al contempo, invece, Sebastain ha mantenuto gli alti livelli che lo avevano caratterizzato la scorsa stagione con la SF15-T, confermandosi un pilota dalle grandi abilità non solo in qualifica, ma anche in gara e nel corpo a corpo, come dimostra la rimonta cinese.
