
Quando ti senti di toccare il cielo con un dito ed improvvisamente perdi ogni appiglio. Quando credevi di essere giunto nell’Olimpo dei grandi, nello stesso posto in cui altri prima di te hanno iniziato a costruire i propri successi. Magari su quello stesso sedile, con lo stesso compagno di squadra, diventando uno dei piloti più bravi forse di sempre.
Ma ad un certo punto però il destino decide di voltarti le spalle e di incrociare i tuoi passi con quelli di chi ti ha preceduto. Le stesse orme che provavi a calcare diventano l’apice di un periodo no, il culmine di un’avventura troppo bella per poter durare ancora.
A Sochi finisce la prima favola di Daniil Kvyat: nel GP di Russia l’amore tra il pilota russo e la RedBull, sbocciato e coronato nel 2015 con Daniel Ricciardo al suo fianco, è terminato nel peggiore dei modi il primo giorno di maggio. Il doppio tamponamento ai danni di Sebastian Vettel sul tracciato russo è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso del pilota di Ufa, riempito da tre GP non all’altezza e dai punti, troppo pochi, accumulati sin ora.
Per Kvyat si tratta di un ritorno alle origini, di un passo indietro che sa di retrocessione. Quasi come se non fosse all’altezza del posto occupato sin ora, troppo importante e troppo poco tollerante per uno come lui. Rispedito al mittente, quella Toro Rosso che lo aveva lanciato e che aveva fatto sì che i ‘principali’ della RedBull puntassero occhi e riflettori su di lui.
Il comunicato della scuderia anglo-austriaca dimostra che chi sbaglia deve pagare. Ed evidentemente dalle parti di Chris Horner non ci sono seconde o terze chanches per nessuno. Daniil dovrà continuare il suo lavoro di ‘sviluppo’ altrove, precisamente nel team satellite. A ventidue anni e una carriera davanti, oltre al danno, la beffa più grande è addirittura più giovane di te di tre anni e si siederà sul tuo stesso sedile.
Nel Gran Premio di Spagna ci sarà un nuovo primo giorno per Daniil, questa volta da ripetente. Un altro inizio, il principio di una rivincita. Il nuovo Kvyat ritorna alla vecchia Toro Rosso dopo due anni e un po’ di esperienza in più. Ma soprattutto con tanta, tantissima fame.

Il primo maggio per Daniil Kvyat nella sua Russia non fu una favola (#F1aFavola): prendendo in prestito queste parole dalla musica si tratterebbe di una combinazione di eventi che non è razionale nè si può spiegare. In Toro Rosso torneranno a tremare le gambe, il cuore riderà come la prima volta e la stessa fiamma di un tempo brillerà negli occhi e sotto la visiera di chi, ancora troppo giovane, ha visto un sogno lacerarsi davanti a lui e farà di tutto per raggiungerlo di nuovo.