
L’arrivo di Max Verstappen in Red Bull è sicuramente una delle chiavi di svolta di questa stagione che, per ora, è stata segnata da tante sorprese. Il giovane olandese è arrivato nel team anglo-austriaco durante il quinto appuntamento della stagione, il Gran Premio di Spagna, nonostante una dura polemica da parte degli appassionati per uno scambio che, in quel momento, non solo sembrava affrettato, ma pure scorretto nei confronti di Daniil Kvyat. Grazie a questa mossa targata Helmeut Marko, la Red Bull si è garantita una squadra fortissima, composta da un talento cristallino, Max Verstappen, e un pilota che è già riuscito a vincere per tre volte e che ormai grande esperienza in Formula 1, Daniel Ricciardo.
Una volta approdato in Red Bull, il giovane olandese, ha subito dimostrando le proprie abilità, ottenendo la sua prima vittoria in carriera sul circuito del Montmelò. Grazie a questa vittoria Max è diventato il pilota più giovane ad aver vinto una gara nell’intera storia della Formula 1. Ovviamente grazie al precoce successo, il giovane olandese è riuscito immediatamente a mettersi sotto i riflettori, lasciando un po’ in disparte il compagno di squadra che, in realtà, era il reale candidato alla vittoria finale: una grande prestazione del pilota australiano, rovinata palesemente da una strategia al quanto discutibile che, a molti, ha ricordato quella adottata dal team anglo-austriaco ad Abu Dhabi 2010. Una rivalità, quelle tra i due piloti Red Bull, molto corretta, senza colpi sleali e che, per il momento, non sta vedendo un reale “vincitore”, ma si va molto in base agli eventi. Dopo il ritiro durante il Gran premio di Monaco, abbiamo una situazione completamente opposta: mentre Ricciardo si dimostra competitivo per tutto il week end, grazie ad una pole e una vittoria scappata, ancora una volta, per un grave errore del team al pit stop, Verstappen si trova alle prese con un fine settimana molto complicato, finendo contro il guard-rail per ben tre volte.
Anche in Canada, il terzo appuntamento tra i due nello stesso team, vede una situazione al quanto opposta: l’olandese si dimostra, ancora una volta, un pilota da gara, grazie anche ad una difesa sublime nei confronti di Nico Rosberg, mentre l’australiano fino all’ultimo è incerto sulla partecipazione al Gran Premio, a causa di un problema alla centralina che ha impegnato i tecnici fino all’ultimo minuto. L’appuntamento successivo è uno di quelli difficili proprio per la Red Bull: il Gran Premio d’Europa, infatti, presenta lunghissimi rettilinei che mettono a dura prova le abilità motoristiche della RB12, non ancora al livello di quelle degli avversari. Il grandissimo risultato di Ricciardo in qualifica poi è vanificato da una gestione gomme molto difficile per il team stesso, visto l’assetto troppo scarico scelto per non perdere troppo tempo sui lunghi rettilinei. Da un Gp catastrofico come quello di Baku, i “Tori” giocano in casa, al Red Bull Ring. In questo appuntamento Verstappen conquista un ottimo secondo posto, grazie, in particolar modo, ad un’ottima gestione della gomma. Si ripete a Silverstone con un bellissimo duello con Nico Rosberg: per la prima volta il giovane olandese riesce a stare davanti a Ricciardo in qualifica, ma il confronto in gara ha dei ma. Infatti durante la VSC Ricciardo ha perso una decina di secondi non per causa sua nei confronti del compagno di team, come affermato dalla stessa scuderia.
In realtà da questo confronto non c’è un reale vincitore, ma ci dobbiamo spesso basare nel giudicare gli eventi come una gara a se. Verstappen sta facendo benissimo ma è anche vero che, al contrario di quanto affermano certi giornalisti, non sta assolutamente “distruggendo” Ricciardo, anzi. Questa è una rivalità sportiva che ci potremo gustare ancora, almeno, per due anni e mezzo.