
Il duello della parte finale di gara in Ungheria tra Max Verstappen e Kimi Räikkönen è stato probabilmente il momento più acceso e coinvolgente dell’ormai alle spalle Gran Premio di Budapest. Purtroppo per i tifosi della rossa il risultato finale è stato lo stesso di Barcellona, con il giovane olandese sempre attento a chiudere le porte al ferrarista fino al traguardo. Molte volte non senza malizia ma con un pizzico di aggressività di troppo, caratteristiche proprie dell’indole del pilota Red Bull ed alimentate dalla sua giovane età.
Dopo una gara eccezionale Kimi Räikkönen, 14° in griglia, si è trovato solo il giovane olandese a dividerlo dal compagno di squadra Sebastian Vettel, ma nonostante la netta superiorità nel passo gara al momento (suo il giro veloce di giornata prima di giungere alle spalle della Red Bull numero 33) derivata dalla diversa strategia e dalla differenza di mescole tra i due a favore del ferrarista, il finlandese non è riuscito a conquistare il quinto posto, rischiando inoltre l’incidente in più di un’occasione nel tentativo di sorpasso.
Più di una volta infatti Räikkönen ha provato ad attaccare Verstappen alla fine della DRS zone 2 ma l’aver danneggiato la propria ala anteriore con un contatto al primo tentativo di sorpasso non ha aiutato il finlandese nei tentativi successivi.
Mentre Verstappen allargava la propria traiettoria per affrontare la curva successiva, il pilota della Ferrari ha provato un attacco all’interno, salvo poi dover buttarsi immediatamente sull’esterno della pista per evitare un incidente che probabilmente avrebbe fatto terminare la corsa ad entrambi a causa di un leggero quanto malizioso cambio di traiettoria della Red Bull mirato a chiudere ogni spazio al ferrarista.
Il regolamento della Formula 1 parla chiaro ed afferma che chi difende la propria posizione può cambiare la propria traiettoria solo una volta dopo di che deve lasciare spazio a chi insegue per consentirgli di provare il sorpasso.
Manovra dunque, quella di Max Verstappen, nei limiti del regolamento se consideriamo il suo allargarsi a metà rettilineo come impostazione della propria traiettoria.
In merito al fatto in questione si è espresso Martin Brundle, ex-pilota di Formula 1 ed ora commentatore per Sky Sports: “La tecnica difensiva di Max è fin troppo da categorie minori. Lui difende tenendo il centro pista e spostandosi all’ultimo nella direzione dove l’avversario attacca, rischiando di buttarlo fuori”.
Parlando di quali conseguenze questa tecnica possa portare ha continuato: “Non ho dubbi che prima o poi finirà con qualche foratura o con danni alla vettura a fine gara. É stato fortunato domenica con Räikkönen ma il suo stile di guida lo porterà ad avere problemi, perché è frustrante per gli altri piloti e qualcuno prima o poi vorrà dargli una lezione, come facevano Mansell e Senna ai loro tempi quando un giovane non mostrava loro rispetto”.
Il risultato di gara dunque ha premiato l’aggressività di Max Verstappen ed il suo stile di guida ai limiti del regolamento, ma c’è anche da considerare che il giovane pilota è stato molto fortunato a non subire una foratura durante il contatto della sua posteriore destra con l’ala anteriore della Ferrari ed a trovarsi alle spalle un pilota molto pulito nella guida e corretto come Kimi Räikkönen.
Senza tralasciare il fatto che i commissari di gara a Budapest non siano nemmeno intervenuti, quanto meno con un’investigazione, dopo il contatto avvenuto tra i due, il minimo d’aspettarsi dopo un episodio del genere.
Scritto da: Rovida Mirko