
Oltre alla stagione 2016, che è allo sprint finale, e ai test sulle gomme in configurazione 2017, l’attenzione del circus iridato in questi giorni è rivolta alla sicurezza, e in particolare alla protezione della testa dei piloti.
Già in questa stagione la FIA ha testato in diverse occasioni l’Halo: una sorta di boomerang nero posto sulla parte anteriore del telaio davanti al casco. Studiato dalla Mercedes in collaborazione con la stessa Federazione, il sistema ha suscitato non poche perplessità , tant’è che lo Strategy Group ha deciso di rinviare al 2018 l’introduzione del sistema di protezione della testa. La sperimentazione dell’Halo proseguirà ancora in questa stagione e all’inizio della prossima, al fine di evidenziarne le criticità : l’obiettivo è quello di omologare l’anno prossimo una versione più evoluta, che offra maggiori standards qualitativi.
Al momento, infatti, permangono problemi di visibilità e di estrazione veloce del pilota in caso di incidente.
Un’altra proposta per la sicurezza della testa dei piloti è arrivata dalla Red Bull. La scuderia di Milton Keynes ha studiato una sorta di parabrezza, denominato Aeroscreen, che ha mostrato per la prima volta nelle prove libere del Gran Premio di Sochi. Il progetto però è stato quasi subito abbandonato dalla stessa Red Bull, in quanto già impegnata su troppi fronti: inoltre non ha superato i test di validazione della FIA, per la scarsa visibilità in caso di parabrezza sporco, e la difficile estrazione del pilota in caso di emergenza.
Accanto a queste due soluzioni negli ultimi giorni, ne è stata avanzata una terza
E’ il sito motorsport.it ad anticipare in esclusiva la presentazione alla FIA, da parte di Enrique Scalabroni, di una terza proposta: l’Active Windscreen. L’ex progettista di Williams e Ferrari ha già mostrato il progetto a Bernie Ecclestone e Chris Horner, in occasione del Gran Premio d’Italia.
L’argentino iniziò a studiare il progetto dell’Active Windscreen nel 2009, dopo gli incidenti di Felipe Massa in Ungheria, centrato da una molla della sospensione di una vettura che lo procedeva, e quello mortale di Henry Surtees, figlio del grande John Surtees, colpito in testa da una gomma vagante.

Photo by: Enrique Scalabroni / Motorsport.com
In cosa consiste l’Active Windscreen, lo spiega lo stesso Scalabroni sulle pagine di motorsport.it
Sostanzialmente è costituito da due elementi separati.
Un parabrezza attivo, montato a scomparsa nella parte superiore del telaio davanti all’abitacolo, ad elevata resistenza agli urti, con un cristallo privo di curvature, in modo da permettere una visibilità perfetta.
Il parabrezza può essere attivato dai piloti, con un pulsante, in caso di incidente: sono stati previsti anche una serie di sensori in grado di riconoscere a distanza elementi di pericolo e azionare il parabrezza con un tempo di reazione di soli 2 millisecondi.
Il secondo elemento che va a comporre l’Active Windscreen, è rappresentato da una cupola mobile posizionata sopra la testa del pilota, vedi WEC, in modo da proteggerla da oggetti che possono arrivare da qualsiasi direzione. La cupola si apre lateralmente con un pulsante che può essere azionato internamente dal pilota o esternamente dai commissari o dai medici. In caso di emergenza una barra di torsione azionerebbe la cupola, facendo ruotare la protezione e liberando il pilota, che avrebbe la stessa possibilità di entrare e uscire dall’abitacolo proprio come oggi.
In caso di ribaltamento della monoposto, il tettuccio potrebbe essere estratto frontalmente con un semplice sgancio dai fermi anteriori.
Una struttura così complessa, come immaginabile, ha dei costi elevati. Per questo Scalabroni è in cerca di un finanziatore, che possa sostenere economicamente la sua idea.
Il più interessato è apparso Chris Horner, che però ha detto espressamente, che non intende investire soldi in un progetto che non abbia l’approvazione della FIA, dopo la bocciatura del suo Windscreen.
Qualcosa però potrebbe muoversi. Infatti secondo indiscrezioni, il rinvio dell’adozione dell’Halo al 2018 è stato fortemente voluto da Bernie Ecclestone, che in sede di Commissione ha fatto valere il suo peso politico. Il fatto che Big Bernie abbia preso visione del progetto a Monza, fa pensare che il motivo del suo veto, sia proprio quello di valutare altre proposte , e in particolare quella del progettista argentino.
Scalabroni, in un tweet alla nostra redazione, ha però voluto chiarire che l’idea Active Windscreen è stata presentata non per fare concorrenza all’Halo, ma solo per dimostrare che esistono altre possibilità alternative.
@CircusFuno Perdon, Yo no presente esta idea p competir con otros sistemas, lo hice solo para demostrar q existen otras posibilidades !
— E:Scalabroni (@ScalabroniE) 16 settembre 2016