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In questo week-end si è concluso il viaggio della Formula 1 in Europa. Il Gran Premio d’Italia infatti era l’ultima tappa europea di questo lunghissimo mondiale di Formula 1. Il circuito di Monza ha regalato, come al solito, spettacolo e velocità ed ha reso ancora più avvincente non soltanto la battaglia tra i due piloti del team Mercedes, ma anche la sfida tra Ferrari e Red Bull per il secondo posto nel mondiale costruttori che comincia a farsi interessante.
Fin dalle prove del venerdì le due squadre si sono studiate e se la Ferrari era apparsa in gran forma sulla pista di casa, la Red Bull si era concentrata prevalentemente sul passo gara e sulla prestazione con gomme Soft e Medie. Dopo la prima giornata di prove, molti hanno pensato che la scuderia austriaca avesse nascosto la propria prestazione sul giro secco, ma alle qualifiche del sabato le due Red Bull sono apparse un po’ in difficoltà tanto che lo stesso Daniel Ricciardo aveva fissato come obiettivo della gara almeno il quinto posto.
La griglia di partenza vedeva le due Ferrari subito dietro le due Mercedes, mentre le Red Bull si trovavano in sesta e settima posizione. Durante la gara non vi è stato un confronto vero e proprio tra le due scuderie poiché la Ferrari è riuscita a scattare bene e ha provato a inseguire le Mercedes, mentre la Red Bull si è trovata costretta a combattere con le Williams e con le Force India. Tuttavia i due team in lotta per il secondo posto nel mondiale hanno utilizzato entrambi una strategia con due pit-stop, ma con scelta di gomme diversa: le Ferrari partite con gomme Supersoft, hanno montato gomme Supersoft nuove con Sebastian Vettel e Supersoft usate con Kimi Raikkonen. Nel terzo stint, invece, entrambi i piloti hanno montato gomme Soft nuove. La Red Bull, dopo il primo stint con gomme Supersoft, ha montato gomme Soft usate sulla vettura di Ricciardo e gomme Soft nuove sulla macchina di Max Verstappen, mentre nello stint finale la Red Bull numero 3 ha montato gomme Supersoft usate e Verstappen gomme soft nuove. Le strategie ci fanno capire che la Ferrari, non solo ha provato a superare almeno una Mercedes, ma si è anche guardata alle spalle tenendo sotto controllo le Red Bull per evitare brutte sorprese. La scuderia austriaca invece si è concentrata prevalentemente sul sorpasso di Ricciardo ai danni di Valtteri Bottas per guadagnare qualche punto in più in un week-end negativo.
A fine gara le due Ferrari sono giunte davanti alle Red Bull. Il terzo e quarto posto hanno portato ben 27 punti alla scuderia di Maranello, mentre con il quinto e il settimo posto, Ricciardo e Verstappen hanno collezionato 16 punti. In una pista molto favorevole, non solo perché era la pista di casa, ma anche per le caratteristiche del circuito, la scuderia Ferrari è riuscita a recuperare 11 punti sui rivali.
Il grafico qua sopra ci indica l’andamento delle due scuderie e si può notare che a Monza la Ferrari è tornata a guadagnare punti sulla Red Bull, cosa che non accadeva dal Gran Premio d’Europa. La scuderia austriaca, infatti, nelle ultime 5 gare prima di Monza, ha ottenuto sempre qualche punto in più rispetto alla Ferrari.
Adesso però proviamo a fare un’analisi su come potrebbe proseguire questa sfida per il secondo posto nel Mondiale Costruttori. La prossima tappa del Circus è Singapore, un circuito che l’anno scorso risultò vincente per la Ferrari.
La Red Bull ad inizio anno aveva “cerchiato in rosso” la tappa di Montecarlo e quella di Singapore, dove, secondo Ricciardo, la scuderia austriaca può gareggiare ad armi pari con la Mercedes. A Montecarlo il pronostico fu rispettato, ma uno sbaglio ai box tolse la vittoria al pilota australiano e, viste le caratteristiche della RB12 e quelle della pista asiatica, le parole di Daniel prendono sempre più peso. La Ferrari però lo scorso anno conquistò la pole-position e la vittoria con Sebastian Vettel e, non avendo ancora vinto una gara quest’anno, le Rosse non vorranno di certo stare a guardare. Bisogna tenere conto però che la SF16-H è molto diversa dalla vettura precedente e molto più problematica, soprattutto nei circuiti in cui conta la trazione e l’aerodinamica, aspetti che possiamo ritrovare perfettamente sul circuito di Marina Bay.
Ci sono tutte le carte in regola per assistere, tra due settimane, a una sfida vera e propria e se ciò non accade non dobbiamo preoccuparci perché gli scenari sono ancora tanti e manca sempre un terzo di campionato per decidere chi, tra Ferrari e Red Bull, possa prendersi la medaglia d’argento dietro le imprendibili Mercedes.
