
La Formula 1 quest’anno spegnerà le sue 67 candeline promettendo altri 100 di questi anni. Quando arrivi a questa età, inizi a pensare al passato, ai mondiali piloti e costruttori che hai assegnato, ai grandi campioni che hai visto gareggiare, alle imprese dei Cavalieri del Pericolo che con la loro pazzia e il loro coraggio sfidano la sorte ad ogni curva. Ti soffermi anche a pensare alle vittorie dei vari Gran Premi, impossibile ricordarle tutte, ma in un certo senso ci pensi un po’.
In questo articolo, come avrete capito, parleremo del passato e delle vittorie nei vari circuiti in cui il Circus più famoso del mondo ha fatto tappa. Non vi preoccupate, non ci metteremo ad elencare tutte le vittorie dal 1950 ad oggi, ma le raggrupperemo in gruppi di 10 anni e vedremo come nelle varie decadi della Formula 1 ci sono sempre state scuderie che hanno vinto più delle altre, ma quale tra queste ha sfruttato meglio il proprio decennio e ha vinto di più?
1950-1959: nasce la Formula 1 | Ferrari 29 vittorie
Esatto, nel 1950 nasce ufficialmente la Formula 1, il nome “Formula” deriva appunto dai complessi regolamenti sia tecnici che sportivi che raggruppano questo campionato e il numero 1, beh, quello è il numero dei campioni.
Erano i primi albori ma già vi era il campionato piloti che assegnava il titolo a colui che collezionava i migliori risultati, e di conseguenza guadagnava più punti, nei vari circuiti. Per il titolo costruttori bisognerà aspettare invece il 1958 quindi quasi alla fine della prima decade.
Era l’epoca delle auto con motore anteriore, ma già in questo periodo crescevano costruttori importanti. Ferrari, Mercedes, Alfa Romeo e Maserati si spartivano i trofei.
In questi anni dominava Juan Manuel Fangio, campione del mondo nel ’51, ’54, ’55, ’56, ’57, ma ci furono anche due titolo di Alberto Ascari, figlio di Antonio che per anni era stato compagno di Enzo Ferrari quando i due correvano in Alfa Romeo.
Ma parlando adesso di vittorie, in questi 10 anni si sono corse ben 84 gare e ciò vuol dire che ogni campionato durava in media 8,4 gare. Le tre grandi super-potenze si spartirono così il totale delle vittorie: 29 per la Ferrari (34,5%), 10 per l’Alfa Romeo (11,9%) e 9 per la Mercedes (10,7%).
Per quanto riguarda il campionato piloti sono 4 quelli della Ferrari, 2 quelli dell’Alfa Romeo e per una volta soltanto invece ha vinto la Mercedes.
1960-1969: Inghilterra, la patria della velocità | Lotus 36 vittorie
Il secondo decennio della Formula 1 è caratterizzato dagli inglesi. Per 6 volte su 10, a vincere fu un pilota britannico, mentre per altre 4 volte vinsero piloti americani, neozelandesi e australiani che si può dire in un certo senso imparentati con la Gran Bretagna.
Era l’epoca delle prime evoluzioni motoristiche e dell’introduzione del motore in posizione posteriore sulla vettura (1959/1960). Ci furono alcuni fatti curiosi: Jack Brabham divenne il primo e unico pilota a vincere un mondiale con una scuderia da lui fondata, la Brabham Racing Organisation (1966) che poi vinse un secondo titolo, l’anno dopo, con Denny Hulme; fino al 1968 tutte le vetture avevano corso con livree dedicate ai colori nazionali del pilota che le guidava, ma in quell’anno la Lotus portò una livrea con tre colori (rosso, oro e bianco) e introdusse per la prima volta in Formula 1 il concetto di sponsor.
Le gare in questo decennio furono 100 e quindi una media pari di 10 Gran Premi a stagione. Se i piloti inglesi dominavano la scena anche le vetture anglosassoni non erano da meno. Per 36 volte vinse una Lotus (36%), mentre la Ferrari si trovò al secondo posto con 13 vittorie (13%) seguita dalla Brabham, che aveva sede in Inghilterra, con 12 vittorie (12%).
Per quanto riguarda i titoli mondiali costruttori, il dominio fu incontrastato. 7 titoli per squadre finirono nelle mani inglesi grazie a Lotus, Brabham, Cooper, BRM; mentre l’Italia ne conquistò solo 2 grazie alla Ferrari e uno andò in Francia con la Matra.
1970-1979: Arriva l’aerodinamica | Ferrari 37 vittorie
Alla fine degli anni ’60 le vetture iniziavano a sperimentare i primi alettoni, ma nel 3° decennio di Formula 1 questi divennero una parte fondamentale della monoposto. Non siamo ancora ai livelli di flap, più o meno carico e vari tipi di indirizzamento dei flussi, ma iniziano le prime prove aerodinamiche e la Formula 1 fa un grandissimo salto di qualità.
Furono 10 anni che iniziarono in modo triste visto che nel 1970 Jochen Rindt perse la vita durante le prove del Gran Premio d’Italia, ma il suo vantaggio di punti sul secondo gli permise di laurearsi campione del mondo di Formula 1. In questi anni i decessi furono numerosi, 10 piloti persero la vita e si iniziò a pensare alle misure di sicurezza.
Esordirono le prime tute ignifughe, i grandi rettilinei vennero spezzati dalle prime chicane e si posizionarono guardrail a bordo pista, soluzione che però non si dimostrò molto sicura. Infine arrivò Bernie Ecclestone, che iniziò a possedere i diritti televisivi della Formula 1.
I campioni in questo periodo sono molti, basti pensare a Niki Lauda, James Hunt, Emerson Fittipaldi, Jackie Stewart, che ormai era un campione affermato, Mario Andretti e Jody Scheckter, oltre a Rene Arnoux, Didier Pironi e l’indimenticano Gilles Villeneuve.
I Gran Premi disputati furono 144 cioè 14,4 di media per ogni mondiale e le due scuderie più vincenti furono la Ferrari con 37 (25,69%) vittorie e la Lotus con 35 (24,30%), ma anche scuderie come la Tyrrell e la Mclaren si fecero notare con le loro rispettive 21 (14,58%) e 20 (13,89%) vittorie.
1980-1989: Il primo grande dominatore, la Mclaren | McLaren 56 vittorie
Fin dai primi anni si capì che questo sarebbe stato un dominio inglese. Per tutto il decennio, il titolo piloti andò ad un driver di una scuderia anglosassone, mentre il titolo costruttori fu spartito tra Williams e Mclaren con le due parentesi Ferrari nel 1982, che perse però un campione come Villeneuve, e nel 1983.
Mclaren e Williams distrussero gli avversari, ma soprattutto la scuderia di Woking con la coppia più forte di tutti i tempi, Ayrton Senna e Alain Prost, dominò interi campionati. In questi anni per la prima volta esordì il motore turbo-compresso, che fu ben presto abbandonato.
I titoli piloti furono per 5 volte in casa Mclaren, per 3 volte in casa Williams e per 2 volte in casa Brabham. Quelli costruttori invece oltre ai due titoli per la Ferrari, furono rispettivamente 4 quelli della Williams e 4 quelli della Mclaren.
I Gran premi aumentarono a 156 (15,6 di media a campionato) e la Mclaren vinse per 56 volte (35,89%), seguita dalla Williams con 39 vittorie (25%) e dalla Ferrari con 18 (11,53%), mentre la Renault iniziava ad assaporate il gradino più alto del podio con i suoi 14 successi, uno in meno della Brabham.
1990-1999: Negli anni della Williams nasce un campione | Williams 61 vittorie
Se gli anni ’80 erano finiti con il dominio inglese, il decennio successivo proseguì su quella lunghezza d’onda. Fino al 1994 continuarono ad alternarsi la Williams e la Mclaren, ma ci fu una sorpresa proprio nell’anno in cui la Formula 1 perse uno tra i più grandi campioni di sempre, a San Marino, in quel maledetto Gran Premio del 1994, in cui morirono Roland Ratzenberger e Ayrton Senna. La Benetton fu l’unica scuderia in grado di interrompere lo strapotere inglese e la quarta scuderia italiana a vincere un titolo. Michael Schumacher nel 1996, dopo i due titoli con la scuderia de Flavio Briatore, passò alla Ferrari e continuò la sua battaglia contro le vetture inglesi, prima con la Williams di Damon Hill e Jacques Villeneuve e poi con la Mclaren grigia e nera del rivale più temuto, Mika Hakkinen.
Le gare disputate furono 162 con una media di 16,2 gare per mondiale e la Williams ne vinse 61 (37,65%), seguita dalla Mclaren con 43 (26,5%) vittorie, dalla Ferrari con 28 (17,3%) e dalla Benetton con 25 (15,43%).
I titoli per i piloti finirono per 4 volte in Williams e per 4 volte in Mclaren mentre soltanto 2 furono i titoli della Benetton. I costruttori invece videro 5 allori per la Williams, 3 per la Mclaren, 1 per la Benetton e 1 per la Ferrari nel 1999 ovvero 16 anni dopo l’ultimo titolo costruttori.
2000-2009: Schumi nella leggenda e l’evoluzione continua | Ferrari 90 vittorie
Il nuovo millennio si apre con un dominio vero e proprio, quello della Ferrari di Michael Schumacher, che si presentò nel 21° secolo con la F1-2000 e con il numero 3. Quel numero lo tenne soltanto per quell’anno perché nei 5 anni successivi avrebbe tenuto solo il numero 1 quello di campione del mondo. Michael dominò in lungo e in largo, grazie anche ad una super squadra Ferrari e con cui infranse un record dopo l’altro. Mika Hakkinen riuscì a tenere testa al tedesco solo nel 2000, ma poi si arrese alla superiorità di Michael.
Solo la Renault nel 2005 e 2006 riuscì a contrastare Schumi e successivamente la Ferrari tornò a vincere in quel pazzo Gran Premio del Brasile del 2007 per poi passare lo scettro alla Mclaren, sempre in Brasile, in una gara piena di colpi di scena. Il 2009 fu un anno di transizione in cui la Brawn, facendo scelte azzardate sullo sviluppo della vettura, grazie anche al nuovo regolamento, vinse il titolo piloti e costruttori nel suo unico anno di partecipazione.
In questo decennio nessuno riuscì a fermare la Ferrari che si mostrò sempre tra i top team. Nei 174 Gran Premi (17,4 gare di media) per 85 volte trionfò una vettura di Maranello (48,85%), per 41 volte una Mclaren (23,56%) e per 20 volte una Renault (11,49%).
I titoli piloti furono per 6 volte delle Rosse, per 2 volte andarono alla Renault e per una volta alla Mclaren e alla Brawn. Quelli costruttori invece vedono 7 corone Ferrari, 2 per la Renault e 1 per la Brawn.
2010-2016: Il dominio RedBull e la seconda epoca turbo | Mercedes 55 vittorie
Il 60° anniversario della Formula 1 fu festeggiato con un campionato unico e inimitabile. Nel 2010 infatti furono ben 5 piloti a lottare per il titolo mondiale e 4 di questi giunsero all’ultima gara ad Abu Dhabi con delle chance iridate. Il 61° trofeo era conteso tra Lewis Hamilton, Fernando Alonso, Mark Webber e Sebastian Vettel e quest’ultimo, pur non essendo mai stato primo in classifica, riuscì ad aggiudicarsi il titolo mondiale.
Dal 2010 fino al 2013 fu un dominio assoluto di Vettel e della Red Bull Racing, ma con l’arrivo dei motori turbo-compressi l’egemonia cambiò radicalmente.
La Mercedes aveva investito tanto nel cambio regolamentare del 2014 e quindi riuscì ha prevalere su tutti, lasciando agli avversari soltanto 8 vittorie.
Il confronto con gli altri decenni non è definitivo, ci sono ancora tre anni per capire se la Mercedes ha sfruttato al meglio il suo decennio, per ora però i dati sono chiari.
In questi 7 anni si sono disputati 136 Gran Premi e la scuderia con la Stella a tre Punte ne ha vinti 55 (40,44%), seguita dalla Red Bull con 46 vittorie (33,82%) con le due storiche squadre Mclaren e Ferrari ferme a 18 (13,2%) e 14 (10,2%).
I titolo mondiali sono stati per i primi 4 anni tutti della RedBull, mentre dal 2014 in poi è spettato alla Mercedes portare a casa sia il titolo piloti che quello costruttori.
Fatta questa analisi ci accorgiamo che le Ferrari del primo decennio del 21° secolo sono state le vetture più vincenti in assoluto riuscendo a vincere quasi il 49% delle gare a cui hanno partecipato e ciò significa che Schumacher, Barrichello, Massa e Raikkonen riuscivano quasi a vincere 1 gara su 2, ma la Mercedes e la Red Bull hanno ancora tre anni per migliorare questo risultato e visto che il 2017 si prepara come uno scontro tra le due scuderie, ci sono serie probabilità che si avvicineranno molto alla media Ferrari, ma devono ancora vincere tanto.