
Ora che la Formula 1 è definitivamente nelle mani dei nuovi padroni di Liberty Media, per gli americani inizia la grande sfida: quella di rilanciare questo sport da un punto di vista commerciale e d’intrattenimento. Obiettivo non facile, visto e considerato che la nuova proprietà statunitense si presenta come erede ufficiale di Bernie Ecclestone, che per ben quarant’anni ha gestito abilmente, e di persona, gli interessi e gli affari della Formula 1.
Quando si effettuano acquisizioni di questo tipo (con cifre che si aggirano attorno agli 8 miliardi di dollari), è chiaro che non ci si può presentare senza un piano, senza idee.
Ed è per questo che il nuovo direttore commerciale della nuova Formula 1, Sean Bratches, ha in mente una strategia costituita da quattro punti per rilanciare la categoria.
Bratches, ex manager della ESPN tra i massimi esperti del marketing americano e soprattutto membro della “Triade” composta da Chase Carey e Ross Brawn (rispettivamente CEO ed amministratore delegato della nuova Formula 1), ha spiegato così il suo programma in un’intervista ai microfoni della CNN:
“Ci sono quattro aspetti -afferma Bratches- sui quali vogliamo e dobbiamo concentrarci maggiormente. Per prima cosa il marchio. Il brand è il biglietto da visita per ogni società e per ogni sport. Dobbiamo lavorare per capire le reali potenzialità del nostro brand, dobbiamo elevarlo e renderlo un elemento centrale, perché questo ci permetterà di seguire nuove dinamiche di mercato e di trovare sponsor di cui abbiamo bisogno all’esterno del nostro mercato, dai titolari dei diritti ai promotori.
Il secondo punto è il digitale. Credo che ci sia una grande opportunità, nello spazio digitale, per ri-immaginare i prodotti digitali offerti dalla Formula 1 di oggi. Coinvolgere i fan sarà il nostro obiettivo principale, e gli sponsor ci aiuteranno a raggiungerlo.
Il terzo punto consiste nel creare un rapporto più democratico con i nostri partner, dai team agli sponsor fino ai promotori e titolari dei diritti. Ci sono veramente tante opportunità per sfruttare la proprietà intellettuale della Formula 1 ed integrarla nei nostro business.
Il quarto ed ultimo punto – conclude Bratches – è l’esperienza della gara. Bisogna creare la miglior esperienza di gara possibile per poter coinvolgere gli spettatori sugli spalti ed i telespettatori da casa. Anche questa è una grande opportunità.
In linea generale stiamo per far ruotare il tutto attorno ad una piattaforma orientata su una visione a lungo termine, che è concentrata e può funzionare solo attraverso un approccio strategico cadenzato del business”.
Giudicare le idee e le intenzioni di Liberty Media (e dei suoi uomini) per la rilanciare la Formula 1, è ancora troppo presto. Ci vorranno strategie, tempo e duro lavoro per rivoluzionare questo sport e renderlo ancor più appetibile agli appassionati. In ogni caso, i piani commerciali e sportivi ci sono tutti, e devono “semplicemente” essere applicati. Soltanto il futuro ci dirà quanto sia cambiato o meno il mondo della Formula 1.