
Abbiamo raccolto per voi alcuni “virgolettati” di alcune delle firme più autorevoli del giornalismo italiano che hanno commentato il Gran Premio d’Australia di Formula 1, primo appuntamento del Campionato Mondiale 2017 di Formula 1.
Giorgio Terruzzi | RedBull.com/it
Voto 6 a Findus Bottas. Sembrava Calimero tinto di biondo. Poi, piano piano ha cominciato a sembrare Rosberg. Verso fine gara ha persino telefonato alla moglie di Rosberg per chiederle se aveva fatto la spesa. Ma si può?
Voto 5 a Ginetto Hamilton. Pensava di andar giù in discesa, ridendo e scherzando. Invece le ha beccate dalla Ferrari e si è beccato Bottas nel retrovisore per tre quarti di gara. Insomma, come inizio, un bel pacco.
Gian Carlo Minardi | Minardi.it
Non dobbiamo cadere nella tentazione dei facili trionfalismi, ma su questo tracciato semi-permanente vettura e pilota hanno reso il 100%. Il quarto posto di Kimi Raikkonen, autore del giro più veloce della gara, contribuisce a portare la Ferrari in vetta nella classifica costruttori. A mio avviso questo obiettivo è alla portata del team di Maranello, ma sarà importante che il finlandese si piazzi davanti al connazionale Bottas. Non mi è sembrato il Raikkonen del finale di stagione.
Umberto Zapelloni | Gazzetta.it
Ferrari e Vettel perfetti, il sogno è appena incominciato
La Ferrari esce dal sogno e diventa realtà. Ed è una realtà bella, bellissima, concreta. Dopo 27 gare di vuoto ecco la vittoria.
[…] Il lungo silenzio dell’inverno diventa un grido di gioia. Perché questa è vittoria vera. Figlia di una macchina eccezionale, di un pilota perfetto, di una squadra che ha lavorato come ai vecchi tempi.
Ferrari magistrale ai box. E nella strategia.
Ribaltone
Quello che sognavamo in inverno ora è realtà. La Mercedes non è imbattibile. E la Ferrari è davvero tosta e soprattutto con dei margini di miglioramento in qualifica.
Alberto Sabbatini | twitter.com/sabbatini
Penso che se @nico_rosberg fosse stato in gara, avrebbe vinto. Lui non avrebbe perso la testa come HAM per le gomme
Leo Turrini | quotidiano.net
Tremate tremate, le Rosse son tornate
Tremate, tremate. Le Rosse son tornate.
Aspettavo da anni di poter scrivere una cosa del genere.
Ora tu sei qui! E per vederti mi bastano gli occhi lucidi…
Dieci anni che la Ferrari non vinceva in Australia.
Sette anni che la Ferrari non si aggiudicava la prima gara del campionato.
Quasi due anni che la Rossa non festeggiava un trionfo.
Vettel e’ stato Vettel, cioè eccezionale.
O cauteloso Raikkonen ha fatto il suo e infatti la Ferrari dopo una vita guida anche la classifica costruttori.
Luca Budel | Sportmediaseti.it
Ferrari: 553 giorni dopo, il “rischio” autarchia ha pagato.
Nomi e volti cresciuti all’interno della squadra inseriti nei ruoli chiave al posto dei fin troppo celebrati tecnici stranieri
Sono serviti 553 giorni per tornare a sorridere: 553 giorni, un’eternità in Formula 1, soprattutto quando porti in giro per il mondo la griffe del Cavallino Rampante
Una scelta rischiosa quella della Ferrari autarchica, con nomi e volti cresciuti all’interno della squadra inseriti nei ruoli chiave al posto dei fin troppo celebrati tecnici stranieri. Mattia Binotto ha riorganizzato il reparto rendendolo più efficiente, mentre la presidenza, dopo i proclami che avevano portato poca fortuna un anno fa, imponeva la regola del silenzio
Giorgio Terruzzi | Corriere della Sera
Una festa attesa tra prudenza e scetticismi, riporta al centro della scena un grande campione, sintonizzato e riabilitato dalla prorpia macchina…
[…] Gina batte Gino-Hamilton 1-0! […]
Abbiamo ritrovato quel pilota che ha vinto 4 titoli mondiali sfruttando a meraviglia la materia prima a dispoizione.
…dobbiamo alla Ferrari una doppia gratitudine. Per la concretezza, la velocità, la stoffa tecnica da podio alto; per aver guarito, tonificato e rilanciato un ragazzo che, senza una fidanzata così, è perso, inquieto e fragile.
Adesso, al suo fianco, ostenta serenità e classe. Innamorato al punto da risultare imbattibile.
Pino Allievi | La Gazzetta dello Sport
Un trionfo che è frutto della svolta italiana
È un trionfo che riporta al 1979, quando in Sud Africa debutto la Ferrari T4 e Scheckter dominò, rompendo il predominio degli inglesi che avevano appena scoperto l’effetto suolo. Anche allora si parlava di geni britannici dell’aerodinamica ma Mauro Forghieri mise a tacere tutti con un progetto controcorrente, proprio come la SF70H che aprì la strada al mondiale.
Umberto Zapelloni | La Gazzetta dello Sport
…Non è una vittoria arrivata per caso, ma una vittoria costruita con il lavoro (e i silenzi) invernali e il progetto di monoposto rivelatosi subito sano.
Non il traguardo ma la partenza di un sogno ancora più grande come suggerisce il presidente Marchionne ma come conferma quello che abbiamo visto in pista. E’ un po’ come stappare una bottiglia che promette bene, ma su cui abbiamo qualche dubbio e scoprire che contiene un vino da sballo, italiano naturalmente. Perché questa è la prima vittoria firmata dal made in Italy…
…con questo non vuol dire che adesso la Ferrari è la favorita per il titolo ma soltanto che la Ferrari ha la macchina, il pilota e la squadra per indurre Toto Wolff a tirare altri cazzotti al suo tavolo…