
Manca circa una settimana all’inizio del mondiale di Formula 1 del 2017 e molti appassionati sentono già la pressione della griglia di partenza con le 5 luci rosse dei semafori accese.
Durante questo inverno abbiamo parlato molto di rivoluzione sulle vetture, ma ci siamo concentrati poco su quello che rappresenta un tassello fondamentale di questa annata, cioè gli pneumatici forniti dalla Pirelli.
Mario Isola, responsabile del settore Motorsport della Pirelli, ha recentemente rilasciato qualche interessante intervista a LiveGp e Motorsport in cui ha fatto capire che non soltanto i team sono stati messi a dura prova dovendo iniziare i progetti per le monoposto da un semplice foglio bianco, ma anche la casa italiana di pneumatici ha dovuto rivedere completamente il proprio prodotto, iniziando da zero e sviluppando una nuova tecnologia.
Prima di procedere con le parole di Mario Isola, è giusto sottolineare che quest’anno lo Staff di Circus F1 riceverà, prima e dopo ogni Gran Premio, molti dati dalla Pirelli che ci permetteranno di sviluppare interessanti analisi sulle gomme, sul comportamento delle varie mescole e sulle prestazioni, inoltre saranno utili sia nella previsione del Gran Premio, sia nella lettura delle varie strategie che hanno caratterizzato il week-end di gara.
Partiamo adesso con l’intervista in cui Mario Isola ha fatto capire quanto sia stato importante il lavoro della Pirelli e cosa dobbiamo aspettarci.
Q&A via LiveGp e Motorsport
La prima domanda a cui ha risposto il responsabile italiano, è su quali indicazioni ha rilasciato la FIA per lo sviluppo delle nuove gomme:
“I parametri sono stati piuttosto precisi. Abbiamo ricevuto una richiesta d’intervento volta alla diminuzione del degrado per quanto riguarda tutto il range di mescole: ovviamente ciò non significa eliminarlo del tutto, altrimenti esse sarebbero divenute tutte uguali e con la sola differenza che una avrebbe garantito maggiori prestazioni rispetto all’altra. Occorre infatti creare livelli di degrado diversi per avere un crossover tra le varie mescole e favorire la diversità delle strategie”.
Questa prima parte ci da già un’idea del lavoro svolto dalla Pirelli, poiché è molto importante, avendo 5 mescole slick su cui lavorare, avere un livello di degrado uniforme e ben bilanciato. Se tutte le mescole avessero lo stesso degrado, i team utilizzerebbero soltanto le gomme più morbide e quindi diventerebbe inutile portare in un singolo Gran Premio tre compound diversi tra loro. Avere una SuperSoft che ha lo stesso degrado di una Medium ma con prestazioni maggiori è un bel vantaggio e renderebbe inutile l’uso della gomma più dura.
Mario Isola poi continua dicendo che la Federazione ha chiesto alla Pirelli di diminuire l’over-heating.
Questo fenomeno è sicuramente poco conosciuto ai meno esperti, ma vediamo di spiegarlo bene per permetterne a tutti la comprensione:
Il fenomeno dell’over-heating avviene quando una vettura passa troppo tempo in scia ad un’altra e come sono soliti dire i telecronisti “le gomme della vettura che segue si rovinano”.
Propriamente non avviene questo, ma l’aria calda proveniente dalla vettura che si trova davanti, va a riscaldare la parte superficiale delle gomme della vettura dietro facendole perdere grip e quindi costringendo il pilota ad una guida più nervosa che porta ad una maggiore usura dello pneumatico.
Le parole di Mario Isola sono chiare: “Si tratta di un evento impossibile da eliminare del tutto, poiché soprattutto con il maggiore carico aerodinamico presente quest’anno, in una situazione del genere inevitabilmente il flusso sporco d’aria va a disturbare la vettura che segue e le fa perdere downforce. Però la richiesta era di poter avere una gomma capace, non appena tornata in aria libera, di riacquistare velocemente grip”.
Anche questo quindi è un grosso passo in avanti perché, negli anni passati, un pilota impiegava in media 1/2 giri per riacquistare una buona performance sulla gomma e questo non gli permetteva di spingere al massimo fin da subito.
“Adesso,” continua Mario Isola, “abbiamo verificato che saranno sufficienti poche curve per tornare ad avere un grip ottimale. […] le mescole sono state riformulate completamente con l’ausilio di nuovi materiali e nuovi concetti, indispensabili per raggiungere tali obiettivi. E’ stata una sfida tecnologica importante e al tempo stesso molto stimolante”.
Una nuova sfida tecnologia che ha portato la Pirelli ha creare gomme completamente nuove, non solo al livello strutturale, ma anche a livello dimensionale.
Le gomme di quest’anno come tutti ben sanno sono molto più grandi rispetto a quelle del 2016, basti pensare che le gomme posteriori della scorsa annata, sono della stessa misura delle gomme anteriori del 2017.
Ma a questo punto una domanda da farsi è: “Quant’è il gap prestazionale tra le varie mescole?” e il responsabile Pirelli ci da una risposta ben precisa.
“L’obiettivo è quello di avere un margine di 0.9/1.0 secondi tra i vari compound. Al momento abbiamo visto una differenza maggiore tra medie e soft, 1.5 secondi, ma la mescola media non ha lavorato nelle giuste condizioni nei test di Barcellona. Il divario tra le altre mescole è al momento tra 0.3/0.5s, ma non abbiamo ancora girato su tracciati con un asfalto differente, come avverrà a Melbourne, dove è ipotizzabile che il margine sarà più ampio, prevediamo circa 0.5/0.6s”.
Il distacco proposto inizialmente sembra davvero ampio, mentre quelli attuali sembrano decisamente più ristretti, questo ci indica che la Pirelli durante l’anno proverà in qualche modo ha migliorare il suo prodotto permettendo alle varie mescole di fare la differenza in determinate situazioni di gara.
Parlando appunto della gara vengono in mente altre domande su come sarà il degrado dello pneumatico e se la prestazione consentirà ai piloti di spingere per tutta la durata del Gran Premio.
“Il fatto che vi sarà un minore degrado non rappresenta di certo un mistero, visto che i piloti potranno spingere di più e saranno di conseguenza meno incentivati ad effettuare delle soste. Potrebbe quindi succedere di vedere gare con un unico pit-stop, ma questo non significa affatto che le gare saranno più noiose, poiché se avremo maggiore battaglia in pista automaticamente gli spunti d’interesse non mancheranno”.
Questa è sicuramente un’ottima notizia, poiché molti in passato si erano lamentati del degrado troppo eccessivo di alcune gomme, mentre adesso abbiamo raggiunto un livello tale che i piloti saranno costretti a fare la sosta solo per regolamento.
Mario Isola non scarta la possibile strategia che attueranno alcuni team in cui se ci dovesse essere un’incidente al primo giro che comporta l’uscita della Safety Car, i più coraggiosi potrebbero fermarsi subito, montare la mescola più dura e fare tutto il Gran Premio con quella gomma. Questo però ha anche un lato negativo, uno solo a dir la verità ma è pur sempre negativo.
Il problema che sorge adesso è quello del Gran Premio di Montecarlo. Già lo scorso anno, Lewis Hamilton fece l’impensabile percorrendo una grande quantità di giri con le gomme Ultrasoft che sono la mescola più morbida portata dalla Pirelli e alla fine del Gran Premio di Monaco disse una cosa molto veritiera, cioè che per questa gara servirebbero gomme speciali con un degrado enorme.
Tutti sanno che nel circuito cittadino più famoso al mondo è quasi impossibile sorpassare, e lo è stato negli scorsi anni, quando i piloti, rischiando la manovra “della vita”, finivano a muro o tamponavano gli avversari. Quei sorpassi che abbiamo visto erano dovuti dagli ordini di scuderia oppure da una differenza troppo marcata di usura delle gomme che consentiva al pilota dietro di avere la meglio in trazione.
Adesso pensiamo a macchine molto più larghe rispetto allo scorso anno e a delle gomme molto più performanti e con un degrado molto minore. Inutile dire che quel GP si deciderà il sabato in qualifica e che saremo costretti ad un interminabile trenino che per 78 giri percorre le strade monegasche facendo diventare quindi l’idea proposta da Hamilton non così orribile.
Parlando infine delle prestazioni dei piloti, Mario Isola da segnali incoraggianti dicendo che in base hai dati si potrà spingere per tutta la durata dello stint, ma bisogna aspettare per un responso dalla pista.
“Non dimentichiamo che l’incremento delle performance delle monoposto è stato enorme, e non sappiamo ancora quanto le vetture miglioreranno la performance nel corso dell’anno. Abbiamo riprogettato completamente i pneumatici 2017 per soddisfare questa richiesta (aumento della performance della gomma). Il degrado che ci è stato richiesto è stimato in 2 secondi in 15 giri, ma ne abbiamo meno, siamo a 1.5. Ma se le performance aumenteranno, vedremo”.
Quel “vedremo” finale potrebbe preoccupare qualche tifoso, ma la Pirelli ha un piano B come avevamo già affermato in un altro articolo, cioè le gomme back-up.
Questo tipo di gomme sono quelle dello scorso anno, ma in configurazione 2017 e Mario Isola ci spiega che per ora non servono, ma restano sempre pronte per essere usate in caso di problemi.
“Non pensiamo di utilizzarle, ma il motivo per cui abbiamo pensato di omologarle è semplice. Noi siamo arrivati a questi test basandoci su delle simulazioni, visto che le vetture 2017 non avevano mai girato in pista e tutto lo sviluppo è stato fatto utilizzando le mule car. Sicuramente tali prove ci sono risultate molto utili e ci hanno dato la possibilità di verificare in pista alcune soluzioni, ma la differenza rispetto alle macchine che stanno girando qui si è rivelata pari a circa 5 secondi. Dovendoci presentare in questa situazione alla nuova annata, abbiamo scelto di puntare su una famiglia di mescole nuova, che noi chiamiamo ‘base’, la quale è completamente diversa da quella dell’anno scorso. Se le prestazioni delle vetture che stanno girando adesso non fossero risultate in linea con le simulazioni, a quel punto avremmo potuto optare sulle backup, le quali sono molto più simili alle precedenti mescole. Abbiamo però constatato che le mescole base funzionano bene e mi sento di poter dire che la soluzione di riserva rappresentata dalle backup rimarrà nel cassetto”.
5 secondi su un singolo pneumatico possono fare una differenza enorme e alterare molti parametri, quindi è stata giusta la decisione della Pirelli di omologare anche delle gomme simili a quelle dello scorso anno su cui erano già stati raccolti molti dati. Per ora quindi le gomme vanno bene per queste nuove vetture, ma i test non danno una dimostrazione della massima prestazione della monoposto e quindi è giusto per ora mettere le gomme back-up da parte, ma ritirarle fuori alla prima occasione di pericolo.
La Pirelli si è quindi molto ben organizzata in vista di questo 2017 e rispetto agli anni passati sembra che la crescita sia stata esponenziale e molto costante.
Per fare un semplice esempio, le gomme Ultrasoft, quest’anno, verranno usate in molti più Gran Premi, anche se principalmente come gomma da qualifica, ma questo sta ad indicare un netto miglioramento del prodotto che al tempo stesso vede le gomme Soft, Medium, Hard come principali gomme da gara a seconda dei vari Gran Premi.