
A Shangai, Lewis Hamilton ha dominato il week end di gara e ha raggiunto Sebastian Vettel in testa al mondiale. Proprio il tedesco della Ferrari e il giovane Max Verstappen sono stati i due protagonisti della gara. Il primo con sorpassi decisi e grintosi che hanno ricordato “un’altra” Formula 1. Il secondo con una rimonta furibonda dalle retrovie, che gli ha regalato il gradino più basso del podio.
Il Gran Premio di Cina, secondo appuntamento iridato del 2017, ha visto il ritorno alla vittoria della Mercedes e di Lewis Hamilton. Terzo Grand Chelem in carriera (pole, vittoria e giro veloce), in testa per tutta la gara, il pilota britannico ha dimostrato che seppur non dominando, la monoposto da battere resta quella della stella a tre punte. E dopo due gare sembra ormai chiaro che la lotta per il mondiale sarà una questione privata tra Hamilton e Vettel: sette titoli mondiali in due e ancora tanta voglia di essere il migliore.
Al di là della vittoria chiara e lampante di Hamilton, forse “aiutata” anche da un errore di strategia e da un po’ di sfortuna a danno della Ferrari ad inizio gara in regime di safety car, i due protagonisti che hanno animato più di tutti il Gran Premio asiatico, sono stati lo stesso Vettel e Max Verstappen.
I due, appartenenti a due generazioni di piloti diverse, hanno in comune la determinazione, la voglia di vincere e il “piede pesante”.
L’anno scorso sono spesso venuti a contatto, e non sono mancate le polemiche tra i due, con anche scambi di insulti.
Entrambi nel 2016 hanno conseguito dei primati certificati dalla Pirelli. Verstappen è risultato il pilota che ha compiuto più sorpassi durante la stagione, e si è aggiudicato il premio della FIA per il miglior sorpasso dell’anno: quello ai danni di Nico Rosberg nel Gran Premio del Brasile. Nella stessa gara il giovane olandese aveva anche “bucato” lo stesso Vettel: l’unico sorpasso subìto nel 2016 dal ferrarista, che per questo è risultato il pilota meno sorpassato dell’anno.
Quindi, a conti fatti, due “mastini” del volante che sicuramente renderanno più interessante il mondiale 2017.
E che hanno contributo più di tutti a vivacizzare il Gran Premio di Cina.
Partenze diverse per i due piloti. Con Vettel che in qualifica era riuscito a strappare la prima fila, al fianco del pole-man Hamilton. Mentre Verstappen si era dovuto accontentare della 16° piazza in griglia di partenza, vittima di un complicato sabato di qualifiche a Shanghai.
Al via il ferrarista ha mantenuto la seconda posizione alle spalle di Hamilton, mentre l’olandese ha cominciato subito una furiosa rimonta. Un primo giro che ha ricordato quello di Ayrton Senna, Donington 1993, che gli ha permesso di infilare ben nove monoposto, e di risalire in poche tornate fino al quarto posto.
Dopo soli 3 giri Vettel è rientrato ai box per un cambio gomme un pò azzardato, per passare dalla mescola intermedia alla slick-soft, a causa di una pista in rapida via di asciugamento. E qui è intervenuta la malasorte, sotto forma di safety-car, che ha fatto il suo ingresso al 4° giro a causa dell‘incidente di Antonio Giovinazzi sul rettilineo. Il tedesco si è visto così annullare il suo vantaggio teorico, ed è rientrato alle spalle del compagno di squadra Kimi Raikkonen.
Nel frattempo Vestappen aveva concluso la sua rimonta, andando a superare lo stesso Raikkonen e il compagno di team Daniel Ricciardo, e ponendosi alle spalle di Hamilton in seconda posizione.
E qui è cominciato lo show del quattro volte campione del mondo, che ha inanellato una serie di sorpassi ad alto contenuto adrenalinico. Prima sul compagno di squadra, con un staccata decisa che ha sorpreso il finlandese, sottotono anche questa gara. Poi con una manovra da cineteca su Daniel Ricciardo. Un sorpasso fantastico, pensato e studiato: il tedesco si è preso l’esterno, e ha costretto l’australiano, all’interno, al bloccaggio delle ruote. Una lotta gomma contro gomma vecchio stile, con contatto finale, che ha fatto venire in mente agli appassionati un po’ “datati”, il famoso “Duello di Digione” tra Gilles Villeneuve e Rene’ Arnoux.
Vettel ha poi completato la sua rimonta andando a prendere Verstappen, e costringendolo all’errore. A questo punto il ferrarista, recuperato il secondo posto, ha provato ad andare a prendere Hamilton, ingaggiando con l’inglese una sfida a distanza, a suon di giri veloci. A dimostrazione che le prestazioni della rossa quest’anno, sono alla pari o di poco inferiori a quelle della Mercedes. Ma ormai il distacco era troppo elevato e il tedesco ha dovuto accontentarsi della piazza d’onore.
Vestappen invece, in debito di gomme, ha dovuto subire il ritorno del compagno di squadra, che negli ultimi giri si è attaccato ai tubi di scappamento della sua monoposto, senza peraltro avere lo spunto sufficiente per sorpassarlo.
E’ qui è venuto fuori il carattere un po’ “lagnoso” e l’immaturità del baby prodigio olandese, che ha più volte chiesto via radio ai box di far esporre le bandiere blu a Romain Grosjean, reo di ostacolare la sua fuga. Peccato che il francese della Haas si trovasse ad oltre due secondi da Verstappen, distacco minimo richiesto per segnalare il doppiaggio, e ad un certo punto girasse anche più veloce dello stesso pilota della Red Bull.
Un limite caratteriale già evidenziato in altre occasioni l’anno scorso, dovuto forse anche alla giovane età e all’inesperienza di Max, che però nulla toglie alle sue indiscusse qualità di pilota.
Verstappen è comunque riuscito a resistere a Ricciardo ed a conservare la terza posizione fino alla bandiera a scacchi. Un podio che neanche lo stesso pilota avrebbe messo a preventivo prima dello spegnimento dei semafori.
Il Gran Premio di Cina ha rappresentato una conferma per i due fuoriclasse.
Conferma che Vettel è ancora un pilota motivato e affamato di vittorie: dopo la deludente stagione 2016, molti hanno puntato il dito contro Seb colpevole di aver “tirato i remi in barca” a fronte di una monoposto non competitiva. Queste due prime gare hanno restituito al circus iridato un campione ritrovato, che quando ha una monoposto competitiva, riesce a dare quel plus che può fare la differenza.
Conferma che Verstappen ha davanti a sé un’avvenire brillante che lo vedrà sicuro protagonista nel prossimo decennio. E se ogni tanto fa i “capricci” fa niente. L’importante è che ci faccia divertire ed appassionare.
Vettel e Verstappen. Due generazioni di piloti Vincenti di cui la Formula 1, del presente e del futuro, ha bisogno.