
Sunday 28 May 2017.
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Dopo tanti anni la Ferrari torna a realizzare una doppietta. L’ultima risaliva al lontano 2010, Quando Fernando Alonso e Felipe Massa arrivarono primo e secondo nel Gran Premio di Germania.
Ieri Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen hanno interrotto questo digiuno che durava da molti anni, ma il tedesco ha infranto un altro tabù, ovvero la vittoria nel Gran Premio di Monaco per una Rossa di Maranello mancava dal lontanissimo 2001.
La vittoria di Monaco è importante dal punto di vista del campionato perché adesso Vettel ha 25 punti di vantaggio su Lewis Hamilton, il suo diretto avversario. Considerando il sistema di punteggio usato in Formula 1, il tedesco della Ferrari ha una “gara di vantaggio” sull’inglese della Mercedes che, sul tracciato del Principato, dopo una pessima qualifica, è riuscito ad arrivare soltanto 7°.
La gara di questo week-end non è stata spettacolare, anzi si può dire che ieri in pista lo spettacolo non si è proprio presentato. Gli 0 sorpassi in pista fanno riflettere molto su tracciato che dal 1929 vede sfrecciare le vetture e che forse avrebbe bisogno di una modifica molto più grande per le monoposto attuali.
L’unica nota positiva, oltre alla doppietta Ferrari, del week-end è stata la Pirelli.
Le gomme portate dalla casa milanese erano le tre più morbide, ma soltanto la mescola Supersoft e la mescola Ultrasoft sono state utilizzate.
Le gomme non presentavano degrado e i piloti si sono fermati per la sosta soltanto a causa del regolamento perché con le Ultrasoft si poteva tranquillamente percorrere l’intera durata della gara.
Questo dato è sia positivo che negativo. Per i piloti, anche se alcuni si sono lamentati, questo degrado nullo è un bene perché consente loro di poter spingere ogni giro senza dover gestire la monoposto, ma questo comporta meno soste e quindi a Monaco vuol dire anche meno “sorpassi” e se lo scorso anno era stato soltanto Hamilton ha buttare l’idea, quest’anno molti piloti hanno seguito il pensiero del pilota inglese, ovvero per Monaco servono delle gomme speciali con un elevato grado di usura, altrimenti ogni anno sarà sempre un trenino interminabile di vetture.
Per quanto riguarda la Pirelli però tutto è andato secondo i piani e come aveva già annunciato Mario Isola, la gara si è basata sui giri veloci e sulle strategie, ma analizziamo le performance delle due mescole.
Mescola Ultrasoft
Era la gomma da gara, degrado nullo, se non negativo (cosa che spiegheremo dopo) performance elevate ad ogni giro e lunga vita per lo pneumatico.
Pascal Wehrlein, prima dell’incidente con Jenson Button, aveva già percorso 56 giri con questa gomma e vista la sosta al primo giro per togliere le Supersoft, poteva tranquillamente arrivare fino alla fine del Gran Premio. Il tempo più veloce invece è stato fatto segnare da Sergio Perez che è stato il pilota assieme ad Esteban Ocon ad aver fatto il maggior numero di soste, ma questo a causa di danni sulla propria vettura o cambio di strategia in vista della Safety Car. Il tempo fatto rilevare dal messicano della Force India è di 1:14.820 che gli vale il primato assoluto sul circuito di Monaco.
Mescola Supersoft
Come detto prima questa mescola è stata montata solo per motivi regolamentari perché altrimenti sarebbe tranquillamente rimasta all’interno dei box.
Comunque sia si è dimostrata molto performante e in grado di avvicinarsi ai tempi delle Ultrasoft, anche se il degrado era praticamente inesistente.
Il maggior numero di giri è stato fatto da Perez con 47 giri, mentre il giro record con questa mescola è di Kimi Raikkonen con 1:15.527.
Come detto prima, abbiamo parlato di degrado negativo, ovvero che con il passare dei giri la gomma acquista prestazione, ma ciò come è possibile?
Il motivo è semplice: le vetture iniziano gara con il serbatoio pieno di carburante e quindi più pesanti e meno performanti, ma con il passare dei giri il carburante cala e aumentano le prestazioni, mentre la gomma rimane costante per tutta la durata della gara, cioè il degrado della gomma è nullo, mentre la macchina diventa più leggera e più veloce ogni giro che passa.
Passiamo adesso alle parole di Mario Isola, responsabile del settore Motorsport della Pirelli: “Anche se è sempre stato che la strategia ad un solo pit-stop fosse quella ottimale, i piloti hanno potuto scegliere tra momenti diversi per effettuare la sosta, come abbiamo visto in gara. Come previsto, il degrado e l’usura dei pneumatici sono stati minimi: ciò ha permesso anche alla Ultrasoft di compiere lunghi stint, nonostante le temperature dell’asfalto fossero piuttosto alte per Montecarlo”.
Le strategie sono state determinanti, passare in pista era impossibile e con il passare del tempo ne abbiamo sempre più la conferma.
La strategia vincente è stata senza ombra di dubbio quella adottata da Vettel e da Daniel Ricciardo che hanno sfruttato la pista libera per fare giri veloci, mentre gli avversari lottavano in mezzo al traffico e nel momento in cui vi era il tempo necessario entrambi hanno fatto una sosta e hanno guadagnato le posizioni.
Sappiamo tutti che Monaco è sempre stata una pista particolare e con una lunga storia alle spalle, ma fermandoci un attimo a riflettere, vedendo che tutti coloro che hanno provato a effettuare un sorpasso hanno distrutto la propria vettura, è forse il momento di pensare a qualche cambiamento e l’idea di Lewis può non essere così lontana dalla soluzione.
