
Mentre la Ferrari ha festeggiato la doppietta che l’ha portata saldamente al comando di entrambe le classifiche iridate, la Mercedes ha lasciato il Principato leccandosi le ferite. In particolare Lewis Hamilton, protagonista di un fine settimana incolore, ha raccimolato solo un settimo posto, che ha sollevato non pochi dubbi sulla effettiva competitività della sua W08.
Per Lewis Hamilton, il Gran Premio di Montecarlo, doveva rappresentare un sogno per la sua carriera: centrando la sua 65° pole position, avrebbe infatti eguagliato il suo idolo, Ayrton Senna, come numero di partenze al palo. Proprio li, su quel circuito dove “The Magic”, nel 1984, aveva iniziato a scrivere la sua leggenda. E dove il brasiliano detiene a tutt’oggi il maggior numero di vittorie, con ben 6 affermazioni, condite da 5 pole position.
Un fine settimana che doveva essere carico di emozioni, di ricordi. E che invece ha insinuato nell’inglese innumerevoli dubbi sulla sua Mercedes.
Il tre volte campione del mondo infatti, dopo una breve apparizione in testa alla classifica nelle prime prove libere del giovedì, è sprofondato incomprensibilmente nelle retrovie, non riuscendo più a domare la sua monoposto, che sembrava un toro da corrida tra le strette curve del Principato.
In particolare le qualifiche del sabato sono state un supplizio per Hamilton che, complice anche un po’ di sfortuna, non è riuscito ad entrare in Q3. I problemi alla sua monoposto son risultati evidenti sin dai primi giri in pista nella Q1, quando, in diverse occasioni Hamilton ha perso il posteriore della sua W08, rischiando anche di andare a sbattere contro le barriere di Massenet. Nel suo ultimo tentativo di rientrare tra i primi 10, l’inglese si è trovato davanti la McLaren di Stoffel Vandoorne, stampata contro le barriere alla chicane, e ha dovuto alzare il piede dall’acceleratore. Addio Q3 e 13°posizione in griglia di partenza, grazie alla penalizzazione del rientrante Jenson Button.
Un Hamilton deluso, incredulo e rassegnato quello sceso dalla sua monoposto al rientro ai box. Mani sul casco, e la consapevolezza di non poter lottare per la vittoria in gara, tanto da fargli dichiarare: “Il weekend è sostanzialmente finito, domani cercherò di andare almeno a punti”.
Un rassegnazione che difficilmente si è vista in Hamilton: un pilota che quando c’è stato da combattere non si è mai tirato indietro, come mostrato anche nell’ultimo Gran Premio di Spagna, nel duello ruota a ruota con Sebastian Vettel.
Un rassegnazione dettata anche dall’impotenza di non sapere le cause del sottosterzo, che rendevano così scodinzolante la sua monoposto. Un problema con le gomme morbide Pirelli, probabilmente, ma non solo. Un male che affligge la Mercedes su alcuni circuiti e non su altri, tanto da meritarsi il soprannome di “Principessa Capricciosa”, attribuitogli da Toto Wolf al Gran Premio di Russia.
Anche in gara Lewis ha sofferto molto già dallo spegnersi dei semafori. Su un circuito dove la partenza vale almeno mezza gara, l’inglese non è riuscito nei primi giri a rimontare molte posizioni. Dopo 2 giri infatti era solo 12°, mentre il compagno di team, Vallteri Bottas, partito terzo, era in lotta con le Ferrari.
La Mercedes ha provato con la strategia a far risalire la china al suo pilota, con un primo stint di gara lungo, sulle ultrasoft usate: e la tattica ha ripagato. Infatti alla 47° tornata Hamilton è rientrato ai box in sesta posizione.
Superato da Sainz durante la sosta, il tre volte campione del mondo ha provato a recuperare sullo spagnolo ma, neanche la safety-car, entrata per il pauroso contatto tra Button e Wehrlein, gli hanno consentito di recuperare la posizione persa.
La bandiera a scacchi deve essere stata una liberazione per Hamilton, che, rincuorato dall’inaspettato settimo posto portato a casa, ha voluto mandare un chiaro messaggio a Vettel, attraverso una comunicazione ai propri box: “La guerra non è ancora finita!”
Nelle interviste post-gara Hamilton ha ammesso la debacle: “E’ stato un fine settimana terribile. E’ molto insolito che io abbia un weekend così negativo a Montecarlo. Sono arrivato alla gara giù di morale”.
Comunque il settimo posto è stato un risultato insperato alla luce delle qualifiche del sabato: “Sono molto, molto felice di essere stato in grado di lottare per il settimo posto. Gli strateghi del team prima della gara mi avevano detto che il 10° posto sarebbe stato probabilmente il massimo cui ambire oggi, quindi è grandioso aver superato quell’obiettivo. Guadagnare sei punti, considerando la mia posizione in griglia dopo un sabato disastroso, è un buon risultato. Oggi era impossibile sorpassare, ho provato di tutto per passare Carlos”.
E infine Lewis ha lanciato una nuova sfida alle Ferrari: “In Canada spingeremo duramente queste macchine rosse: sarà una lotta dura ma ci sono ancora 14 gare da correre”.
Al di là delle dichiarazioni battagliere di fine gara, volte a spingere i suoi a continuare a lavorare duramente per recuperare il gap visto in queste prime gare del 2017, il mondiale di Hamilton sarà sicuramente il più duro degli ultimi anni. Infatti mentre le scorse stagioni Lewis aveva il nemico in casa, che guidava la sua stessa monoposto, quest’anno l’inglese se la dovrà vedere non solo con un affermato campione in cerca del quinto sigillo, e con un pilota definitivamente ritrovato, ma anche con una Ferrari in gran spolvero e fortemente motivata a riportare a Maranello i due i titoli mondiali.
Servirà un pronto riscatto già dalla prossima gara in programma a Montreal tra 15 giorni: ma soprattutto serviranno tutta la sua grinta a la sua classe per mantenere vive le speranze iridate. E forse non basteranno…