L’ex pilota della Toro Rosso, ora impegnato nella Formula E con il team Teacheetah, ha raccontato sul sito crash.net, l’episodio che ha condizionato negativamente la sua carriera nel circus iridato.
La Red Bull è stata sempre un team che ha investito sui giovani e ha coltivato futuri campioni. Sulla base di questa politica, la scuderia di Milton Keynes, nel 2006, ha acquistato la Minardi, per trasformarla in una squadra satellite, la Toro Rosso, nella quale far crescere le promesse della Formula 1.
E i risultati ben presto sono arrivati
Basti pensare a Sebastian Vettel, che vinse la sua prima gara proprio con una monoposto del team di Faenza, per poi aggiudicarsi quattro titoli mondiali con la Red Bull.
O al sorriso più amato della Formula 1, Daniel Ricciardo, pilota veloce e aggressivo, cresciuto con la Toro Rosso e oggi primo pilota del team austriaco.
Per finire con il “ragazzo terribile” Max Verstappen che, dopo un solo anno di apprendistato, nel 2016 ha scalzato Daniil Kvjat dal sedile della sua RB12, andando a vincere la sua prima gara in Spagna. Un avvicendamento improvviso e duro, che ha scatenato numerose polemiche, ma che alla fine ha premiato la Red Bull.
Per tanti giovani promesse lanciate nel circus iridato, la Red Bulla ha anche “bruciato” piloti talentuosi, che dopo l’esperienza con la scuderia austriaca, non hanno trovato più posto in Formula 1.
E’ il caso di Jean-Eric Vergnè, driver francese di 27 anni, che dopo una consistente esperienza nelle formule minori, (Formula Renault, Formula 3, GP3), nel 2012 approdò alla Toro Rosso insieme a Ricciardo.
L’esperienza del transalpino in Formula 1 durò però solo 3 anni. Nel 2014 infatti, nonostante i 22 punti conquistati a fine stagione, contro i soli 8 del suo compagno di team Kvjat, fu lasciato a piedi dalla Toro Rosso, e dovette dare l’addio al circus, per mancanza di offerte.
A distanza di anni Vergnè si è tolto qualche sassolino dalle scarpe, raccontando al sito crash.net, alcuni retroscena che spiegano il suo prematuro addio alla Formula 1.
Nel 2014, come detto, il pilota francese disputò la sua miglior stagione, battendo nettamente il suo nuovo compagno Daniil Kvjat, nonostante la sua monoposto fosse più pesante, come raccontato dallo stesso Vergnè: “Kvyat per tutta la stagione corse con 10 kg in meno di me sulla vettura. Quindi il mio deficit per tutta la stagione andava dai 2 ai 4 decimi in qualifica e dai 10 ai 15 secondi in gara. E’ stata una stagione dura, ma ho fatto comunque più punti del mio compagno”.
Ad agosto la Red Bull mise sotto contratto il giovanissimo Max Verstappen, girandolo alla Toro Rosso per il 2015. “In estate ricevetti una chiamata dalla Red Bull, con la quale mi comunicavano che avrebbero messo Max in macchina. Già li, pensai: Toro Rosso è una specie di scuola per i giovani piloti: e non c’e posto per andare alla Red Bull, con Vettel e Ricciardo. Quindi sono stati gentili ad informarmi così in anticipo durante la stagione”.
Nello stesso periodo però erano cominciate a circolare le prime clamorose voci di un contatto Vettel – Ferrari. A quel punto Vergnè cominciò a sperare di poter prendere il posto del quattro volte campione del mondo: “Durante quella chiamata, chiesi: e se Vettel va? Mi fu risposto: “Sarai in macchina”.
Ma la promessa non fu mantenuta.
Durante il week end del Gran Premio del Giappone, Vettel comunicò ufficialmente la sua decisione di lasciare la Red Bull. La scuderia austriaca, presa un po’ in contropiede, si affrettò ad annunciare Kvjat al posto del tedesco. “Scoprii solo in seguito, che secondo loro sarebbe stato strano mettermi su una Red Bull, dopo avermi preferito Verstappen sulla Toro Rosso”.
Nel contempo il sedile lasciato libero dal russo sulla monoposto di Faenza venne affidato ad un figlio d’arte, Carlo Sainz Jr. “Per lo stesso motivo persi il posto alla Toro Rosso nonostante tutto il team mi volesse accanto a Max.”
E così Vergnè si trovo con un pugno di mosche in mano
La sua esperienza in Formula 1 però continuò ancora per due anni, sebbene dietro le quinte. Infatti alla fine del 2014 la Ferrari annunciò di aver ingaggiato il francese come collaudatore. Attività che il francese affiancò al suo impegno principale in Formula E con il team Andretti.
Attualmente il transalpino è impegnato nella sua terza stagione del campionato dedicato alle sole monoposto elettriche e nel Campionato Endurance con la Manor.
