
Nei lampi e tra i fulmini del GP di Baku potremmo raccontare una miriade di episodi che hanno scritto la pagina tutta azera della nostra domenica. Ne abbiamo scelti due, uno l’opposto dell’altro. Una è una storia brevissima, lunga un istante. Un battito di ciglia, tanto quanto basta per riscrivere un podio. L’altra invece, dura cinquantuno giri e molto più di due ore. Ed ha un lieto fine inaspettato.
LA LINEA SOTTILE TRA LANCE STROLL ED IL SECONDO SOGNO
Lance Stroll veniva da un ottima prestazione in Canada, a casa sua. Aveva conquistato i primi punti della sua carriera in Formula 1 e nell’euforia del traguardo raggiunto stava per realizzare qualcosa di impensabile ed impossibile da pronosticare. A due passi dal secondo posto, dalla bandiera a scacchi, da un secondo che sa di trionfo.
Ma il rettilineo di Baku è troppo lungo, e la Mercedes di Valtteri Bottas non era lontana. Il sorpasso era maturo già da qualche giro, ma il canadese si era difeso bene. Tutto perfetto, a due secondi dalla fine. “Una linea sottile, tra star fermi e subire”. Acceleratore della Williams al massimo, sguardo fisso negli specchietti e quel “Resisti, manca poco” sussurrato sotto il casco. Nulla da fare, la scia ha preso il sopravvento. Bottas secondo, Stroll terzo. Contenti lo stesso, ma così fa male.
CINQUANTUNO GIRI PER RISCATTARE IL KARMA
Se da una parte c’è una pagina che dura quindici metri, dall’altra invece dobbiamo riavvolgere il nastro più volte per capirci qualcosa. Daniel Ricciardo è scattato dalla decima casella in griglia, in un weekend rovinato già dal sabato da un errore in qualifica. Nessuno si sarebbe aspettato una rivincita del genere, soprattutto dopo il suo pit al sesto giro che lo ha fatto scivolare ancora più giù in classifica.
Il GP d’Azerbaijan lo scorso anno è stato davvero spettacolare, ma in questa stagione si è rivelato impossibile da decifrare. Safety car praticamente una dietro l’altra, una bandiera rossa e tantissimi contatti. L’australiano della RedBull è riuscito a scontare il suo conto con il karma tra il sabato e la partenza della domenica, avendo a disposizione la PU Renault e la sua voglia di rivincita a mille per tutta la gara.
Uno dietro l’altro, i suoi avversari si sono complicati la vita, chi per propria colpa chi a causa del fato, e Ricciardo ha avuto la chance di risalire la china fino al primo posto, che non ha più mollato. Un bel riscatto, durato molto più di cinquantuno giri. E’ la sua riscossa per questo inizio di stagione un po’ così, con il fiato corto e la testa sempre alta.
Le due facce di Baku, dal Canada all’Australia. Un romanzo che sfoglia tutto il mondo, lasciando il suo segnalibro in Azerbaijan. Questa è la #F1aFavola di Stroll e Ricciardo.