
Il weekend del Gran Premio d’Italia non è stato certamente semplice per la Ferrari, complice una qualifica che l’ha vista “naufragare” sotto l’acqua e una gara al di sotto delle aspettative dei tifosi e, probabilmente, della Scuderia stessa.
La gara di casa, la più attesa della stagione, davanti al proprio pubblico, ai propri tifosi, a quel popolo rosso che nonostante tutto non ha smesso di sostenere la propria squadra, perché al di là di una gara storta, la lotta per il titolo è più aperta che mai. Quella di Monza, infatti, era probabilmente la tappa del campionato più difficile per la Ferrari, su un circuito che mal si sposa con le caratteristiche che hanno portato la SF70H a vincere e dominare in altri tracciati del calendario. Ovviamente ci sono delle ragioni tecniche dietro questa sconfitta, partendo dalla conformazione del tracciato, ricco di lunghi rettilinei che esaltano le doti motoristiche e aerodinamiche delle monoposto. Come già dimostrato più volte in questa stagione, la Rossa di Maranello preferisce tracciati a medio/alto carico aerodinamico, base a intorno a cui gira il progetto 2017: per questo in circuiti come Monaco, Ungheria, Australia, Bahrain e molti altri, la SF70H è stata sempre molto competitiva, centrando il successo o mostrandosi sempre in grado di poter lottare per la vittoria. In piste, invece, dove bisogna scaricare le ali e ridurre il carico aerodinamico, soprattutto per sfruttare i tratti ad alti velocità, la Ferrari ha sofferto di più, con un bilanciamento non perfetto e difficoltà nel trovare il giusto range di temperatura delle gomme, esaltando al contrario le doti telaistiche e motoristiche della Mercedes. E Monza è l’esempio perfetto, un circuito veramente atipico ed unico nel calendario, che ha messo a nudo i punti deboli della Ferrari e in risalto i punti di forza della W08. Scaricando molto la vettura per sfruttare i lunghi rettilinei e per sopperire alla differenza motoristica tra le due squadre, la SF70H è risultata sbilanciata e non in grado di sfruttare gli pneumatici nella giusta finestra, cosa confermata tra l’altro anche dai piloti nelle interviste, con una vettura che non dava fiducia.
È chiaro che questa situazione è unica nel suo genere, su una pista completamente diversa dalle altre nel calendario, per questo di motivi per essere fiduciosi per i prossimi appuntamenti ce ne sono. La Ferrari ha dimostrato ampiamente di saper reagire alle difficoltà e alle batoste, come dopo la difficile gara di Silverstone. C’è sempre qualcosa da imparare dalla sconfitta, su come e dove migliorare e a Maranello ne sono coscienti.
Non è una gara, la più difficile della stagione, a cambiare il percorso di crescita della Rossa. Un percorso che l’ha portata a lottare per il mondiale, ad essere attore protagonista della lotta al titolo. I tifosi dovrebbero essere fieri di questo gruppo, un gruppo che sta sfidando “Golia”, la dominatrice degli ultimi tre campionati, riuscendo a tenergli testa. Non sarà una seconda parte di campionato, il rivale è forte e ci sarà anche da soffrire, ma l’obiettivo finale rimane sempre lo stesso. È stato un weekend difficile? Si. È l’inizio della fine? No. È stata persa la battaglia, ma non la guerra.
La Ferrari ne è consapevole e reagirà, in cerca di riscatto già a Singapore.