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Il quattordicesimo appuntamento della Formula 1 ha avuto inizio e il piloti della Scuderia Ferrari, Sebastian Vettel, è focalizzato e determinato ad affrontare la decima edizione del Gran Premio di Singapore.
Il pilota tedesco della Scuderia Ferrari ha vinto 4 volte a Marina Bay, l’ultima nel 2015 proprio con la Rossa e ha festeggiato cantando “L’italiano” di Toto Cutugno. Domenica gli servirà un 5° successo se vorrà tornare in testa al Mondiale piloti F1, dopo la doppietta Mercedes a Monza.
E allora, parafrasando questa volta Luciano Ligabue, ha detto che “Il meglio deve ancora venire…“.
Qui sotto un estratto dell’intervista di Daniele Sparisci, inviato a Singapore del Corriere della Sera, che potrai leggere integralmente qui.
Daniele Sparisci: Sente la pressione? Questa gara può essere un passaggio chiave del campionato?
Sebastian Vettel: “No, la pressione c’è in ogni week end e mi considero molto fortunato a poter parlare di titolo. Mancano ancora sette Gp e tanti punti da assegnare, il mio approccio non sarà diverso da quello delle prime gare. Rispetto a Monza mi attendo un confronto più ravvicinato con la Mercedes: al di là dell’ultimo Gp abbiamo visto come i distacchi fra noi e loro siano ridotti quasi ovunque, ce la siamo sempre giocata”.
DS: Ha vinto 4 Mondiali con la Red Bull, pensa sia più difficile ripetersi con la Ferrari? Per la storia, per le aspettative dei tifosi…
SV: Se scegli di guidare la Ferrari, che per me è sempre stato un sogno, è perché vuoi vincere. È tutto diverso rispetto ad altri team, e voglio proprio scoprire quali emozioni si provano a essere campione con questi colori”.
DS: Perché correre per la Ferrari è diverso? Ci spieghi questa «diversità».
SV: È passione infinita per ciò che la Ferrari rappresenta, che spinge milioni di persone a tifare per te. Senti un Paese che ti abbraccia. Nel fine settimana ero a Maranello per la festa dei 70 anni e ho letto una frase di Enzo Ferrari: “Non si può descrivere la passione, la si può solo vivere”. È la risposta migliore alla sua domanda. Poi certe sensazioni le scopri solo da vicino”.
DS: Quanto è dura lottare in pista con Lewis Hamilton? È l’avversario più forte che ha mai affrontato?
SV: Lo metto sullo stesso livello di Fernando (Alonso ndr) con cui ho vissuto una bella e prolungata rivalità. Eravamo sempre vicinissimi tanto da giocarci il titolo all’ultima gara nel 2010 e nel 2012. E anche nelle altre stagioni era sempre lui il mio rivale numero uno. Ma spero di poter raccontare nuove storie”.
DS: Ora che ha rinnovato il contratto lo può dire: ha mai pensato di lasciare la Ferrari?
SV: Lasciare non è la parola giusta. È naturale riflettere e guardarsi intorno. Ma il mio obiettivo principale era e rimane vincere con la Ferrari. Non è un progetto di un anno ma a lungo termine: il meglio deve ancora venire”.