
In Giappone, il ritiro di Sebastian Vettel per problemi tecnici, ha praticamente messo la parola fine alle sue speranze mondiali e a quelle della Ferrari. L’affidabilità, generalmente cavallo di battaglia delle vetture di Maranello, ha tradito proprio nel momento più importante della stagione. Gian Carlo Minardi, dalle pagine del suo sito ha commentato così la situazione della scuderia di Maranello: “La Ferrari sta pagando, con l’affidabilità, il grande step evolutivo della power-unit e aerodinamico”.
Nella terra del Sol Levante la Ferrari ha fatto “harakiri” e ha probabilmente accantonato, anche per il 2017, le speranze iridate. In Giappone per Vettel è arrivato il secondo ritiro in tre gare e il secondo week end consecutivo con problemi alla power unit, dopo il disastro di Sepang. Uno “zero” in classifica mondiale che pesa come un macigno, soprattutto a fronte dell’ottava vittoria di Lewis Hamilton, che ora con 59 punti in più del ferrarista, ha praticamente entrambe le mani sul quarto alloro.
Mancano quattro gare alla fine della stagione, per un totale di 100 punti. Vettel, per poter tenere vive le speranze dovrà vincerle tutte, e fare la “macumba” contro la Mercedes. Infatti solo una serie di disastri alla monoposto di Hamilton, potrebbero consentire al campione tedesco di lottare per il campionato fino all’ultima gara.
Tra quindici giorni, ad Austin il primo match ball per Hamilton e la Mercedes. Con la Ferrari che cercherà di rendere la vita difficile ad entrambi fino alla fine. Anche se a questo punto potrebbe subentrare un po’ di rassegnazione, viste le parole a fine gara di Vettel (“Non serve un genio per capire che adesso è dura), nonostante i proclami bellicosi di Maurizio Arrivabene (“..andremo avanti fino alla fine”).
Al di là dell’incidente al via a Singapore, l’affidabilità è stato il vero tallone di Achille della Ferrari in questo trittico di gare asiatiche. La Rossa, che per tutto l’anno non ha dato alcun sintomo di malessere, ha tradito proprio nel momento cruciale della stagione.
Dove ricercare il motivo di questa debacle? Sul banco degli imputati lo sviluppo della monoposto, che se da un lato l’ha portata ad essere altamente competitiva, tanto da dare più di un grattacapo agli avversari teutonici, dall’altro l’ha resa più delicata, vulnerabile. In Ferrari, nella seconda parte della stagione si sono fatti notevoli progressi in termini di aerodinamica e velocità, a discapito purtroppo dell’affidabilità.
Questo è quello che pensa anche Gian Carlo Minardi, che dalle pagine del suo sito, www.minardi.it, ha analizzato nel dettaglio la crisi tecnica della Ferrari. “Una Ferrari che sta pagando, con l’affidabilità, il grande step evolutivo della power-unit e aerodinamico. Una Ferrari che ha dimostrato di essere competitiva, anche se concede qualche decimo in qualifica ai diretti avversari, ma che sul ritmo gara potrebbe dire la sua”.
Un incremento di performance che probabilmente ha portato ad estremizzare le prestazioni di alcuni componenti del motore, anticipandone magari l’impiego rispetto ai progetti iniziali, che hanno comportato la rottura del delicato equilibrio prestazioni-affidabilità.
Un rischio che, forse, la Ferrari doveva correre per colmare il gap ancora esistente con le frecce d’argento, e per provare a dare la zampata finale nella seconda parte della stagione.
D’altronde lo sviluppo della monoposto durante la stagione, è un elemento imprescindibile per poter lottare per il mondiale. Una monoposto, per quanto nata bene, non potrà mai aspirare al titolo iridato se nel corso della stagione non viene fatta crescere. Ne è un esempio la Red Bull che negli ultimi due anni, grazie ad un’eccellente sviluppo, ha portato la sua monoposto a competere con le Mercedes nelle ultime gare della stagione.
A questo punto, con sole 4 gare al termine, la Ferrari pur non mollando un centimetro, dovrà iniziare a pensare anche un po’ al 2018. Perché, se è vero che può succedere di tutto, è altamente improbabile che una serie di catastrofi si abbattano su Hamilton e la Mercedes. Quindi è necessario risolvere i problemi di affidabilità che stanno tormentando la rossa, sia per giocarsela fino alla fine, sia con un occhio puntato alla prossima stagione, come affermato anche da Minardi. “ La Ferrari deve continuare a lavorare soprattutto in virtù del 2018 per risolvere velocemente i problemi di affidabilità che stanno attanagliando la SF70H sfruttando le ultime corse, vista la mancanza di test”.
E chissà se il Presidente Sergio Marchionne, che differentemente dalle sue intenzioni non è riuscito a togliere il sorriso dai volti di casa Mercedes, ha già in programma una rivoluzione tecnica all’interno del team per l’anno prossimo, con epurazioni anche importanti (Arrivabene?).