
Alla Ferrari serviva necessariamente far bene a Suzuka per tenere aperto il discorso mondiale. E invece, nella terra dei Samurai, Sebastian Vettel ed il suo team hanno praticato il suicidio perfetto, un vero e proprio “harakiri” (a dire il vero, l’ennesimo nelle ultime uscite stagionali) che consente ad Hamilton di allungare ulteriormente in classifica, con la possibilità di chiudere matematicamente i giochi già nel prossimo appuntamento ad Austin, negli USA.
Ma il Gran Premio del Giappone non ha messo in risalto solo l’esito clamoroso della sfida tra Vettel ed Hamilton. Ci sono stati, infatti, altri episodi che meritano di essere inclusi nella top 5 del week-end nipponico.
1 – I finlandesi alla prese con il cambio: penalità per Raikkonen e Bottas
Il primo campanello d’allarme in casa Ferrari era già suonato nel corso delle prove libere, quando Kimi Raikkonen è stato protagonista di un’uscita fuori pista che aveva messo in allarme il team di Maranello. Il finlandese ha dovuto così sostituire il cambio, con i meccanici ferraristi che sono riusciti a farlo partecipare alla sessione di qualifica grazie ad un lavoro portato a termine in tempi record.
Ma la sostituzione di questa componente comporta, da regolamento, alla retrocessione di cinque posizioni dalla griglia di partenza.
Eppure, sempre durante le prove libere, anche l’altro finlandese del circus, Valtteri Bottas, commette lo stesso errore di Raikkonen (sebbene in un punto diverso della pista), e anche in casa Mercedes si provvede a rimpiazzare il cambio, con la stessa penalità del ferrarista inflitta anche a Bottas.
2 – Altro colpo di mercato: Sainz subito in Renault dagli USA
In Giappone si è inoltre assistito all’ennesimo colpo in materia di mercato piloti. Che Carlos Sainz avesse firmato un contratto con la Renault per il 2018 era chiaro a tutti, ma che lo stesso spagnolo potesse salire sulla monoposto francese già a campionato in corso, davvero in pochi se l’aspettavano.
In realtà, già nei giorni dell’annuncio del passaggio di Sainz in Renault, i legali del pilota avevano tentato il trasferimento immediato, operazione che non era riuscita per le clausole presenti nel contratto di Jolyon Palmer. E invece, sarà proprio l’inglese a lasciare il suo sedile a Sainz già a partire dal prossimo appuntamento negli Stati Uniti, con lo spagnolo che ha così disputato l’ultima gara in Toro Rosso in Giappone, conclusa per giunta con un ritiro.
E mentre Palmer lascerà quindi la Renault e la Formula 1, in Toro Rosso tornerà Daniil Kvyat fino alla fine del campionato. Il pilota russo era stato appiedato dal team faentino nel precedente appuntamento in Malesia a favore del debuttante Pierre Gasly. Sarà quindi il duo Gasly-Kvyat a portare a termine la stagione in corso per la Toro Rosso.
3 – Hamilton conquista la 71° pole e sigla un nuovo record
In qualifica gira tutto alla perfezione per Lewis Hamilton, il quale, con una sorprendente ed apparente facilità, riesce così a conquistare la 71° pole position della sua carriera, infliggendo distacchi pesantissimi ai suoi diretti inseguitori.
A completare il sabato perfetto dell’inglese, c’è inoltre la sua firma su un altro record, l’ennesimo di questa stagione: grazie al primo posto ottenuto in qualifica, Hamilton è così riuscito ad ottenere almeno una pole position su tutti i circuiti affrontati in carriera.
Grazie al risultato di Suzuka, che era l’ultimo a mancare all’appello, l’inglese raggiunge così quota 26 tracciati.
4 – Vettel si ritira e viene anche ammonito. Penalità per Alonso
Il ritiro di Sebastian Vettel è senza ombra di dubbio il momento chiave dell’intero week-end giapponese, e potrebbe anche esserlo per le sorti del mondiale. Anche se la matematica non lo da ancora come sconfitto, è ormai chiaro che la rimonta su Hamilton sembra più un’utopia che un concreta chance. A fermare il tedesco, già al quinto giro, è stato un guasto ad una candela, talmente serio da compromettere la gara e le speranze mondiali della Ferrari.
Il problema era già stato individuato dagli uomini della Ferrari già sulla griglia di partenza, dove si sono effettuate delle rapide operazioni per consentire a Vettel di poter partecipare alla gara. Ma proprio quando l’allarme sembrava rientrato, già alla partenza la Ferrari di Vettel ha accusato una mancanza di potenza del motore, motivo che lo ha costretto a ritirarsi dopo soli 5 giri.
Dopo il ritiro a Singapore, i diversi problemi di affidabilità in Malesia e questo ennesimo “harakiri” in Giappone, Vettel si allontana sempre più dalla cima della classifica. Ormai il distacco da Hamilton è di 59 punti, troppi per poter anche solo pensare di potercela fare a quattro gare dalla fine del campionato.
Come se non bastasse, a Vettel è stato inoltre ammonito verbalmente dai commissari di gara, per non essersi presentato a piedi sul traguardo per assistere all’inno nazionale giapponese. Il tedesco, dopo il rimprovero a Monaco per aver toccato la linea bianca in uscita dalla pit lane, è salito così alla seconda ammonizione. Se dovesse verificarsi un altro caso da qui alla fine del mondiale, scatterebbe una penalità sportiva, quella che invece è stata inflitta a Fernando Alonso. Lo spagnolo della McLaren, ritrovatosi in mezzo al duello tra Hamilton e Verstappen per il primo posto, non avrebbe rispettato le bandiere blu, ripetendo la stessa manovra effettuata ai danni di Vettel in Malesia.
Per questa ragione, Alonso ha subito così la perdita di due punti dalla sua SuperLicenza FIA.
5 – Hamilton vince ed inizia a sognare
Sfruttando così l’ennesimo K.O. della Ferrari, Hamilton vince quasi indisturbato il Gran Premio del Giappone, ottenendo così il suo 61° successo in carriera. I 59 punti di vantaggio che lo separano da Vettel gli consentiranno, già negli USA, di poter già vincere matematicamente il suo 4° titolo mondiale piloti.
In attesa di capire cosa accadrà ad Austin il prossimo 22 ottobre, il podio di Suzuka viene completato dai due piloti della Red Bull: Max Verstappen e Daniel Ricciardo, rispettivamente 2° e 3°. Per l’olandese si tratta inoltre del 10° podio ottenuto in carriera.