
Alessandro, giovane appassionato di motori, fa una breve cronistoria di un sport ricco di fascino
Piacenza, ottobre 2017 – Ciao a tutti sono Alessandro, ho 16 anni e frequento la terza indirizzo turistico dell’Istituto alberghiero di Piacenza. Fin da piccolo sono stato affascinato dai motori, dal loro rombo, dal profumo della benzina e dai colori che in essi vedevo. Con i miei genitori ho assistito a diversi rally e ogni volta l’ interesse e la passione per questo sport è aumentato sempre di più’.
Oggi vi parlo dell’evoluzione del rally dalla nascita ai giorni nostri.
Questa competizione è nata nel 1960 con delle auto praticamente di serie, quando non esisteva ancora il mondiale rally come lo conosciamo oggi ma solo il campionato europeo.
Con la vittoria a Montecarlo del 1964 comincia l’era delle “Mini ”che, sempre sullo stesso circuito, faranno il bis anche l’ anno successivo. Quella del 1966, invece, sarà una gara particolare per la piccola inglese che, se non fosse stata squalificata, avrebbe vinto ancora (vinse la Citroen di Pauli Toivonen). Il tris, comunque, arriva al “Monte” del ‘67 con Raulo Aaltonen.
Intanto, negli stessi anni, si fanno vedere la Porsche con la vittoria dell’Europeo 1967 con il mitico Vic Elford, e l’italiano Sandro Munari che vince il Tour de Corse con una Lancia Fulvia HF. In quegli anni sono molto importanti i safari rally ed entrano in scena le mitiche Renault Alpine a110, le Lancia Fulvia e le Ford Escort Tc.
Il 1972 è un anno importante sia per la Fiat che per la Lancia che infatti vincono rispettivamente il campionato europeo e quello costruttori. Il 1973 vede la prima edizione ufficiale del mondiale costruttori e la vittoria del titolo europeo da parte di Munari su Lancia. Nel ‘74 nasce la Lancia Stratos che vince il campionato costruttori, mentre Walter Rohrl vince il campionato piloti con la Opel.
La Lancia vince per tre anni consecutivi il mondiale costruttori (dal 1974 al 1976). Nel ‘76 nasce la Fiat 124 Abarth e nel ‘77 la 131 Abarth. Nel frattempo viene istituita la coppa FIA piloti. Nel ‘79 Bjorn Waldegaard vince il suo primo iride con la Ford. Dei primi anni ottanta ci sono da ricordare case automobilistiche come la Renault con la sua R5 e l’ Audi con la Quattro con cui, nel 1983 il quarantunenne Hannu Mikkola vince il mondiale piloti, mentre, la Lancia, nello stesso anno, vince il mondiali costruttori.
I rally sono cambiati molto dagli anni sessanta ad oggi, infatti negli ultimi anni queste competizioni sono diventate più sicure grazie all’utilizzo di dispositivi come le cellule e i serbatoi di sicurezza, l’impiego degli stacca batteria, degli impianti estinguenti automatici, dei sotto-tuta e tuta ignifughi oltre ai caschi obbligatori. Insieme alla sicurezza è cambiata anche la tecnologia. Dal 2010, infatti, si è passati da motori 2.0 cc aspirati, di cui il massimo interprete è stato Sebastian Loeb, a quelli 1.6 cc turbo. Dal 2017, invece, il regolamento è cambiato e sono nate le WRC plus che hanno un aerodinamica molto più efficiente, flangia del turbo aumentata, un peso più leggero e un utilizzo dell’elettronica più efficace. Qualcuno le paragona alle vecchie Gruppo B degli anni ottanta, dei veri mostri di potenza con cui allora sono morti diversi piloti. Non sono in realtà delle Gruppo B moderne, perché quelle avevano dai 400 ai 600 cv senza sicurezza e con un comportamento imprevedibile, mentre le WRC plus hanno “solo” 330 cavalli e maggiore sicurezza.
Io penso che i rally siano l’essenza del motorsport a quattro ruote.
Alessandro Ernestini
Alessandro ha partecipato con le sue fotografie dedicate al mondo del Motorsport alla mostra “Alla ricerca della felicità” organizzata a febbraio 2017 presso il PAC di Milano da RISCATTI ONLUS. L’associazione di volontariato presieduta da Federica Balestrieri che, attraverso la fotografia, realizza progetti per promuovere l’integrazione sociale e dare un’opportunità di riscatto a chi soffre o a chi nella vita è rimasto indietro, oltre a sensibilizzare l’opinione pubblica sui valori della solidarietà.