
Appagato, dopo la conquista del quarto titolo mondiale in carriera, Lewis Hamilton si è raccontato in esclusiva sul settimanale Sportweek, allegato della rinomata Gazzetta dello Sport. Intervistato dal giornalista sportivo Gianluca Gasparini, il britannico si è lasciato andare durante una piacevole e curiosa conversazione, nella quale sono emersi lati che aiutano a meglio comporre la figura di una persona complessa e per nulla banale.
Il campione del mondo 2017 di Formula 1 ha ammesso di aver faticato negli anni a trovare la propria dimensione, ma ora che è maturato, è certo di esserci finalmente riuscito e per questo si sente più sereno e più forte che mai: “Mi sono liberato – ha confessato Hamilton -. Siamo migliori quando siamo contenti. Nello sport ad alto livello tutti, sin dall’inizio, ti dicono come ti devi comportare. Invece devi lottare per trovare la tua giusta dimensione.
“All’inizio della carriera – ha poi aggiunto l’inglese – mi bastava essere in Formula 1, mi dicevo che era il miglior lavoro del mondo, ma in realtà ero infelice, non mi sentivo completo. Ma ora sono sereno ed è cambiato tutto” .
Soltanto nell’ultimo periodo le critiche che per anni hanno sommerso il pilota della Mercedes a causa del proprio stile di vita mondano e cosmopolita hanno iniziato a placarsi, anche grazie agli encomiabili risultati da lui ottenuti in pista con la propria Mercedes. Nelle ultime stagioni Hamilton ha letteralmente spento i detrattori a suon di vittorie e titoli mondiali, dimostrando al mondo intero qualcosa che va ben oltre alle corse automobilistiche.
“Ciò che funziona per te non funziona per me. Quando ho iniziato, tutti mi dicevano che forma dovessi prendere. Un atteggiamento che schiaccia la personalità. Per non accettarlo devi avere un’attitudine mentale forte, credere in te stesso, nei tuoi valori, nella direzione e nel viaggio che hai intrapreso. Ci arrivi con la maturità, con fatica e dolore”.
“Perché dobbiamo chiuderci, limitarci, per mettere sempre a proprio agio gli altri? Dovremmo invece tirare fuori la luce più brillante che possiamo produrre, per liberare noi stessi e incoraggiare gli altri a fare altrettanto”.
Ma qual è il mistero celato dietro alla serenità e alla forza mentale di Lewis Hamilton? Che cosa nella sua vita sempre dinamica e mai statica gli consente di essere la persona che è? Il segreto del britannico sta nelle persone che lo circondano, fisicamente ma anche virtualmente. Hamilton è un personaggio particolare; una spugna empatica che attinge energie positive dai grandi uomini di cui si circonda canalizzandole nella propria salute e nella propria serenità. Un modo di vivere che gli consente di dare sempre il 101% nel lavoro che fa e che tanto ama: il campione, nella vita e nello sport.
“Sono affascinato dalle menti creative. Frequentare chi vive in un ambiente diverso, alla fine, alimenta il mio pensiero laterale. E mi rende migliore. Dopo ogni gara accendo il telefono e trovo centinaia di messaggi, voglio rispondere a tutti e a volte ci vuole l’intera settimana. Ma è gente interessante, che deve stare nella mia vita”.
“Non ci sono scorciatoie nell’imparare e nel crescere, non si possono saltare i passaggi, bisogna provare da soli, la vita è esperienza. E soprattutto nella vita non conta la ricchezza, ma il benessere, la salute. Contano altri valori, la gente che hai intorno a te, qualcosa che i soldi non possono comprare”.
Complimenti ancora, Lewis. Con il meritato quarto titolo mondiale in tasca raggiungi Prost e Vettel nella top 5 dei più forti di sempre. Un bel traguardo, non c’è che dire. Ma, a soli 32 anni, Lewis Hamilton non è ancora pago di quanto ottenuto e nelle prossime stagioni proverà sicuramente a infrangere altri record, battendo altri fortissimi avversari, dedicando anima e corpo in tutto ciò che ama: vivere.
“Il mio potere è essere libero” (Lewis Hamilton, copertina Sportweek del 4 novembre 2017).
