
La stagione 2017 di Formula 1 si è chiusa all’insegna della Mercedes, che ha realizzato l’ennesima doppietta. Valtteri Bottas si è imposto davanti al neo campione del mondo Lewis Hamilton. Dietro di loro le due Ferrari, con un distacco che deve far riflettere i tecnici di Maranello in vista del 2018. Giancarlo Minardi: “Per la Ferrari si preannuncia un inverno intenso, caldo e molto corto”.
Il mondiale 2017 di Formula 1 ha chiuso il sipario. La classifica del Gran Premio di Abu Dhabi, ultimo appuntamento della stagione, ha confermato esattamente le forze in campo. Con la Mercedes che ha fatto il bello e il cattivo tempo sia nelle prove, che in gara. La Ferrari che ha dimostrato i progressi fatti rispetto all’anno scorso, riuscendo a conquistare io secondo posto in entrambe le classifiche iridate. E la Red Bull che ha evidenziato i problemi di affidabilità e di discontinuità, che l’hanno afflitta per tutta la stagione.
Sul circuito di Yas Marina è stato Valtteri Bottas l’assoluto protagonista del week end: pole position, vittoria e giro più veloce. Il finlandese è riuscito a contenere la fame di vittorie del compagno di scuderia, rintuzzando in gara ogni tentativo di attacco dell’inglese Un messaggio per Hamilton per il 2018?
Dietro i due alfieri delle frecce d’argento, Sebastian Vettel, a quasi 20 secondi. Il tedesco non è mai riuscito a impensierire le Mercedes e ha condotto una gara solitaria, con l’obiettivo di portare a casa i punti sufficienti per confermare il titolo di vice campione: missione compiuta!.
Ai piedi del podio l’altro pilota del Cavallino Rampante Kimi Raikkonen. Ennesima gara anonima del finlandese che ha dovuto solo difendersi sul finale dal ritorno arrembante del “bad boy” Max Verstappen.
Nel 2017 la Ferrari è cresciuta, riuscendo ad essere, per 2/3 della stagione, l’unica vera antagonista della Mercedes, e collezionando alla fine 5 vittorie. Un incoraggiamento e un punto di partenza per la scuderia di Maranello per la prossima stagione, per tornare ad essere un team vincente
Anche, se proprio la gara di Abu Dhabi, ha mostrato come l’impresa non sarà per niente facile.
E’ Giancarlo Minardi, dalle pagine del suo sito, ad analizzare dettagliatamente il divario di prestazioni tra Mercedes e Ferrari, evidenziato dal circuito di Yas Marina. “La Mercedes è riuscita ad archiviare un’altra entusiasmante stagione con la vittoria di Valtteri Bottas e la doppietta, mettendo tra loro e il primo degli inseguitori, Sebastian Vettel, quasi venti secondi, che equivalgono ad un vantaggio medio sul giro di 350 millesimi di secondo, che salgono addirittura a 8 decimi ai danni di Kimi Raikkonen”.
Un gap che deve far riflettere la Ferrari, soprattutto in vista della preparazione della nuova monoposto. I tecnici di Maranello saranno chiamati ad un’attività frenetica perché come evidenziato dallo stesso Minardi “sarà un inverno intenso, caldo e molto corto perchè mancano solamente venti settimane ai prossimi test pre-stagionali”.
Se in Ferrari dovranno rimboccarsi le maniche, anche alla Red Bull non potranno certo adagiarsi sugli allori. A Yas Marina Daniel Ricciardo ha collezionato il sesto ritiro della stagione, mentre Verstappen ha chiuso in quinta posizione a 40° dal vincitore. Una prestazione, e una stagione in generale, che non possono certo soddisfare un team, che per il 2018 vuole tornare ad aprire un ciclo vincente.
Il Gran Premio di Abu Dhabi ha anche assegnato i posti di rincalzo nella classifica costruttori: con la Renault che ha agguantato in extremis il sesto posto, a danno di una Toro Rosso, che probabilmente ha pagato la perdita di Carlos Sainz jr, proprio a favore della casa francese, l’eccessiva alternanza di piloti, e l’inesperienza di Pierre Gasly e Brendon Hartley. Una perdita economica di circa 7-8 milioni di dollari che toglierà linfa vitale alla scuderia di Faenza, in ottica di un rilancio per il 2018.
Il prossimo mondiale sarà comunque molto impegnativo per tutte le scuderie. Se da un lato infatti aumenteranno le gare, passando dalle attuali 20 a 21, dall’altro il nuovo regolamento imporrà una diminuzione dei motori a disposizione di ogni pilota: tre per tutto il mondiale, senza incorrere in penalità
Una restrizione che appare penalizzante, soprattutto per i team minori. Ma secondo Minardi parte della colpa è degli stessi protagonisti del mondiale: “Ora la maggior parte dei Team Principal puntano il dito contro questo regolamento approvato da loro stessi. Mi chiedo: dov’erano o cosa pensavano quando è stata l’ora di deliberarli?”
Tirando le somme finali, solo la Mercedes può guardare il prossimo mondiale con serenità e fiducia. Salvo il caso di errori clamorosi di progettazione, le frecce d’argento saranno ancora le monoposto da battere. Compito di Ferrari e Red Bull cercare di spezzare l’egemonia teutonica. Tutta da vedere e scoprire la nuova McLaren motorizzata Renault. Riuscirà la scuderia di Woking, con la nuova power-unit transalpina, a riportare Fernando Alonso in lotta per il mondiale?