
Il primo Gran Premio della stagione 2018 è ormai alle porte e dopo avervi parlato di Pirelli che ci ha spiegato il circuito di Albert Park dal punto di vista delle gomme, ora grazie a Brembo vi daremo dei dati molto interessanti per permetterci di analizzare la pista australiana sotto l’aspetto della frenata.
I tecnici della Brembo hanno progettato nuovi impianti frenanti per consentire ai piloti di effettuare frenate al limite sopportando grandi decelerazioni e anche quest’anno l’esordio a Melbourne rappresenta già una grande sfida.
Per prima cosa gli addetti ai lavori della Brembo classificano i circuiti con una scala da 1 (poco impegnativo) a 10 (molto impegnativo) e il circuito di Albert Park si è guadagnato un valore pari ad 8 che ci fa già capire come fin dal primo giro i freni dovranno funzionare perfettamente.
Il motivo di questo valore è da ricercare nella conformazione della pista, che pur non presentando lunghi rettilinei, ha delle frenate molto importanti e l’aumento delle decelerazioni che abbiamo visto dal 2016 al 2017 ha richiesto pastiglie dei freni molto più resistenti sia all’usura sia alle elevate temperature.
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La pista di Melbourne presenta ben 16 curve, ma soltanto 9 di queste richiedono l’impiego del pedale del freno. Ben 4 frenate sono classificate come impegnative, 3 classificate nella media e 2 sono considerate leggere per i freni.
Il dato ancora più impressionante è che ben 7 frenate su 9 sono oltre i 4g con alcune che sfiorani i 5g. La media dei g-force di decelerazione che un pilota deve sopportare in un singolo giro è di poco superiore ai 4g, ma dallo spegnimento dei semafori fino alla bandiera a scacchi i piloti useranno il pedale del freno per ben 510 volte con un peso totale di 69,2 tonnellate che diviso per il tempo di gara da l’impressionante risultato di 8 quintali e mezzo al minuto.
GP d’Australia: le frenate più impegnative
Come abbiamo detto sopra, si hanno ben 9 frenate durante un giro sul circuito di Albert Park, il che significa che il 15% del tempo sul giro è percorso con il pedale del freno in azione, ma 4 di queste frenate sono veramente impegnative.

Curva 1
Appena passato il rettilineo si arriva in curva 1 con il DRS aperto e una velocità di 329km/h. I piloti frenano per 96 metri in 0,95 secondi con un carico sul pedale di 162 kg che fa raggiungere alla vettura la velocità di 166 km/h necessari per affrontare la curva al limite. Le decelerazioni sono subito alte perché il pilota deve scalare 4 marce con 4,9g di decelerazione.
Curva 3
Giusto il tempo percorrere curva 2 in accelerazione, aprire il DRS e arrivare all’ottava marcia prima di raggiungere la frenata più difficile di tutto il circuito. La curva 3 vede i piloti passare da 317 km/h a 94 km/h in 113 metri con una forza sul pedale di 163 kg. La decelerazione è uguale a curva 1, ma questa volta dura per ben 1,32 secondi. È la curva più difficile perché è molto lenta e i piloti arrivano ad alta velocità , è anche molto stretta e nelle fasi iniziali sono frequenti i contatti oltre ai bloccaggi e alle uscite di pista.
Curva 9
Anche questa è una curva molto impegnativa perché arriva subito dopo un tratto molto veloce ed è quasi ad angolo retto. I piloti passano da 300 km/h a 123 km/h in 90 metri frenando per ben 1,03 secondi. Anche in questo caso la decelerazione è di 4,9g e il carico sul pedale arriva a 165 kg.
Curva 13
Questa curva era già stata scenario di molti bloccaggi e uscite di pista in passato, ma adesso che è preceduta da una zona DRS la sua difficoltà aumenta. I piloti arrivano ad una velocità di 309 km/h, frenano in 89 metri per 0,96 secondi, scalano 4 marce e dopo una forza di 166 kg sul pedale del freno passano ai 145 km/h necessari per percorrere la curva che ha un angolo di 90° gradi.
Un primo week-end molto impegnativo per i freni Brembo perché i dati della curva 13 fanno riferimento allo scorso anno, quindi ci sono buone probabilità che quest’anno le velocità e le decelerazioni saranno maggiori, ma anche le altre curve vedranno sicuramente un incremento prestazionale che metterà l’impianto frenante a dura prova.
