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    Halo: che effetto ha sulle monoposto F1 2018?

    Mattia LivraghiBy Mattia Livraghi22 Marzo 2018Updated:23 Marzo 2018Nessun commento7 Mins Read
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    Il nuovo sistema di protezione Halo è una delle novità della stagione 2018, ormai alle porte. Tra gli appassionati ciò che ha creato scalpore in modo più immediato è l’impatto estetico di questo dispositivo e sicuramente anche i piloti si devono adattare a un cambiamento nella loro visuale alla guida. Tuttavia, vanno presi in considerazione anche gli altri effetti che Halo avrà sulle macchine di Formula 1.

    Infatti, come spiegato da James Allison, direttore tecnico della Mercedes, Halo presenta una sfida concreta per le conseguenze che ha sul telaio, l’aerodinamica e il motore.

    Tra aerodinamica, influenza sul peso complessivo della monoposto e persino rendimento della power unit, le squadre tecniche dei team hanno dovuto affrontare un impegno non indifferente e sicuramente più laborioso rispetto a quanto non possa sembrare. La scelta dell’implementazione di Halo per la stagione 2018 è giunta a luglio del 2017 e i timori manifestati da alcuni team a settembre erano relativi al dettaglio della ripartizione dei carichi dall’Halo sul telaio, fondamentale per adattare la progettazione.

    Le parole di Allison per quanto riguarda la perfetta integrazione del dispositivo di protezione sono state queste: “Non si tratta di una lavorazione leggera, sono diversi kg, 7 kg di titanio che devono essere integrati in macchina. Ci sono modifiche che dobbiamo fare per ospitarlo e garantirci che la macchina nel suo insieme resti al di sotto del peso limite. Non è leggero anche perché sostiene carichi molto alti. Abbiamo dovuto rafforzare il telaio in modo che potesse sostenere grossomodo il peso di un bus a due piani, di quelli che si vedono a Londra, posto sopra l’Halo. Dovevamo assicurarci fosse abbastanza resistente da reggere il tipo di eventi, la protezione della testa del pilota, per i quali è stato progettato.”

    Allison sottolinea la resistenza eccezionale di cui è dotato Halo, ma rende chiaro che questa resistenza la può esprimere solamente se ha il supporto del telaio su cui viene integrato. Dunque, è stato svolto un lavoro impegnativo da parte dei team ed è stato necessario apportare alcuni cambiamenti strutturali alla macchina. Tutto ciò ha inevitabilmente implicato un aumento del peso della vettura e, come evidenziato da Allison, questo è uno dei motivi principali per cui l’Halo ha costituito una sfida talmente laboriosa per i team e anche una preoccupazione.

    Inoltre, nonostante il peso minimo delle Formula 1 sia stato aumentato rispetto al 2017 di sei chilogrammi, quindi quasi equivalente a quello dell’Halo, non considera i necessari rinforzi strutturali da applicare al telaio.

    Stando a motorsport.com, dall’analisi strutturale è risultato che l’Halo, tra il dispositivo e gli attacchi al telaio, implica un incremento di circa 15 kg. Dunque, i team hanno dovuto ingegnarsi per rimanere al di sotto del peso limite e poter ancora usare le zavorre per distribuire il peso. Lo si considerava uno scenario probabile quello di vedere nei test invernali monoposto che potessero nascere oltre i 733 kg fissati dalla Federazione Internazionale come peso minimo proprio a causa dell’impossibilità di fissare la zavorra nei punti delicati della vettura per trovare il miglior bilanciamento.

    L’impatto diretto verificatosi sul peso della monoposto si è verificato anche sul lato aerodinamico e per questo motivo il regolamento tecnico ha disposto un’area di libera interpretazione, al di sopra dell’anello dell’Halo, di 20 millimetri di estensione in altezza, per tentare di eliminare le ripercussioni nocive della scia generata dal dispositivo. Anche il profilo tubolare, dalle prime interpretazioni viste, presenterà una sezione non perfettamente tubolare.

    Allison ha spiegato: “Questa struttura tubolare ha un impatto negativo sull’aerodinamica, pertanto è stato consentito a tutti di modificare l’Halo in un modo che sarà personalizzato per ciascun team. Ci è stato permesso di aggiungere una carenatura aerodinamica intorno che offrirà un certo margine per mitigare l’effetto che ha sull’aerodinamica della monoposto. Quel che puntiamo a ottenere è che la scia dell’Halo non incida sul funzionamento ottimale e sulle prestazioni del motore, ci assicuriamo che il disturbo aerodinamico non venga assimilato dal motore e non influisca negativamente sul comportamento dell’ala posteriore.”

    Dunque, Halo non è un accessorio semplicemente “attaccato” a tutte le macchine nello stesso modo, ma un elemento della vettura che diventa una parte integrante e quindi influente sul suo funzionamento e sulla sua prestazione. Inoltre, ogni team ha dovuto studiare, svolgere test e analizzare dati per conto loro in modo tale da cercare di capire come meglio integrare Halo sulla loro monoposto, con la conseguente necessità di basarsi sulle caratteristiche della stessa.

    Nei primi test svolti con ottica 2018 ad Abu Dhabi dopo la conclusione dell’ultima gara della stagione 2017, i team, specialmente McLaren e Toro Rosso, si sono presentati con alcuni soffiaggi e piccoli deviatori di flusso in carbonio su Halo proprio nel tentativo di ottimizzare l’andamento dei flussi e limitare, almeno parzialmente, l’inefficienza nel sistema. Questo spiega la decisione della FIA di concedere libertà d’intervento intorno all’Halo nei 20 millimetri oltre la circonferenza della protezione, che rappresenta un’opportunità per i team di lavorare su questo dispositivo di sicurezza come fanno su tante altre componenti aerodinamiche e di differenziarsi l’uno dall’altro anche in questo.

    Per maggiori approfondimenti sulle proprietà di Halo e su come viene costruito, potete leggere questo articolo di CircusF1.

    Oltre al peso e all’aerodinamica, c’è un terzo fronte influenzato dall’implementazione di Halo sulle Formula 1, nonostante sia apparso in modo meno travolgente: il consumo di carburante. Nei test in pista prima di quelli invernali Halo era sempre stato usato per stint molto brevi, specialmente all’inizio o alla fine delle sessioni per non intralciare eccessivamente i programmi di prova per il weekend. Dunque, non erano stati raccolti dati relativi all’impatto del nuovo dispositivo di sicurezza sul consumo di benzina nell’arco di un gran premio intero.

    Era stato rivelato che gli effetti di Halo, la maggiore resistenza all’avanzamento della monoposto (maggiore drag) e l’aumento di peso, insieme potessero avere un’influenza sui consumi dei motori fino al 1%. I motoristi hanno cercato di limitare le ripercussioni negative del nuovo sistema di protezione della testa e già per il via del campionato l’impatto potrebbe essere ridotto al minimo.

    Vi sono dunque aspetti dell’Halo che vanno oltre la semplice apparenza ed estetica visibile al pubblico e tanto discussa dallo stesso, ma comunque, come svela Allison, anche questa subirà ulteriori adattamenti: “Si tratta della prima generazione del sistema di protezione per la testa, che passa sopra e intorno al casco del pilota. È la prima generazione ma non sarà l’ultima, in Formula 1 niente resta immutato a lungo, partiamo da qui e tutti proveremo a migliorarlo, affinché progredisca la sicurezza ma anche l’estetica. Si tratta di farci l’abitudine e la stiamo ancora facendo, sono convinto nei prossimi anni ci saranno cose che potremo fare per renderlo anche più gradevole nell’integrazione con la macchina.”

    L’implementazione di Halo è sicuramente un passo avanti fatto verso l’aumento della sicurezza dei piloti, ma ha suscitato scalpore tra gli appassionati e anche tra i piloti per il lato estetico. Tuttavia, ha generato una reazione ancor più “importante” nei team e nelle squadre tecniche, che hanno dovuto lavorare duramente per integrare questo dispositivo nella macchina, per studiare i suoi effetti e per arrivare a soluzioni che impediscano che il rendimento e il funzionamento della monoposto vengano influenzate negativamente. Sarà sicuramente interessante vedere l’impatto di Halo sulle macchine e sulle gare, specialmente per quanto riguarda i consumi, le prestazioni e l’affidabilità. Inoltre, sarà curioso vedere se qualche squadra è stata particolarmente penalizzata dall’implementazione di Halo perché incapace di rimediare alle sue ripercussioni negative sulla vettura o se, al contrario, qualche squadra è riuscita a rimediare a tali ripercussioni meglio delle altre e a sfruttare Halo a proprio vantaggio tecnico.

    Manca davvero poco e noi di Circus F1 siamo impazienti di cominciare la stagione. Sicuramente vi terremo aggiornati. Stay tuned!

    2018 allison F1 halo
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    Mattia Livraghi

    Mattia Livraghi | Ho iniziato a correre con i go-kart a livello agonistico nel 2008 e sono arrivato a competere nella categoria regina del karting a livello nazionale. Il sogno è sempre stato quello di diventare pilota ma dopo il motorsport l’altra mia grande passione è la scrittura. Abbinare le due cose insieme? Un mix da favola e una grande opportunità. Condividere la mia passione e trasmetterla agli altri per me è qualcosa di speciale.

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