
Il primo avversario in pista è sempre il compagno di squadra! E’ questa una verità assoluta del motorsport che i piloti imparano a conoscere sin dalle categorie minori e che trova la sua massima espressione in una campionato al top come la Formula 1.
La rivalità poi diventa ancora più marcata quando due compagni di squadra hanno a disposizione una monoposto per vincere delle gare o per lottare per il titolo mondiale.
In un recente passato, possiamo facilmente ricordare i duelli in pista e fuori tra Lewis Hamilton e Nico Rosberg in Mercedes, tra Sebastian Vettel e Mark Webber in Red Bull oppure tra Fernando Alonso e lo stesso Lewis Hamilton in McLaren.
Il Campionato F1 2018 è appena iniziato e ciò che si è capito sin da subito è che la Ferrari dispone di una monoposto veloce, in grado di mettere i suoi piloti nelle migliori condizioni di vincere gare e campionato.
Nelle prime tra gare infatti le due pole position, le altrettante vittorie e podi sono lì a dimostrare che la Ferrari SF71H è nata bene e potrà garantire soddisfazioni ai due piloti di Maranello.
E arriviamo quindi al dunque, ovvero la rivalità che stiamo cominciando ad intravedere tra Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen. Rivalità che rischia di acuirsi per via di un Team non all’altezza nella gestione di due campioni di questo calibro.
Proviamo a spigarci meglio, partendo dall’ultima gara di Shanghai dove la Ferrari ha gettato al vento in gara ciò che di buono aveva fatto vedere in qualifica. Il misero terzo posto del finlandese e il pessimo ottavo del tedesco sono il risultato di una squadra con un approccio non equo verso i suoi due piloti.
Inoltre uno dei due piloti ha cominciato a mostrare un certo nervosismo e qualche “azione di disturbo” nei confronti del primo avversario. Ci riferiamo alla manovra in partenza nel Gran Premio della Cina dove Vettel ha letteralmente chiuso la porta in faccia a Raikkonen; il più corretto pilota finlandese, come già avvenuto anche altre volte negli anni scorsi, ha alzato il piede per evitare il botto ma questo gli ha fatto poi perdere due posizioni nelle curve successive ai danni di Valtteri Bottas e Max Verstappen
Una brutta manovra quella di Vettel che ha penalizzato il compagno ma condizionato in maniera negativa anche la sua gara. Con due Ferrari davanti infatti, l’esito della gara di Shanghai sarebbe stato molto diverso.
Dopo lo “sgarbo” del compagno, Raikkonen ha dovuto subire anche il “colpo basso” del Team Ferrari che, prima di farlo rientrare per il suo primo pit-stop, lo ha lasciato in pista con il palese obiettivo di rallentare Bottas (1°) per favorire il ritorno di Vettel (2°). Una mossa palese, brutta, non certo in stile Ferrari che ha spesso criticato comportamenti analoghi da parte di altri team. Ritardando la sosta di Raikkonen il finlandese ha perso altre due posizioni in pista!
In questo inizio di mondiale F1 2018, abbiamo finalmente rivisto il Raikkonen dei tempi migliori: un pilota costante e veloce sul passo gara e in grado di sfruttare al meglio la monoposto che ha tra le mani anche in qualifica.
Ma questo non è bastato alla Ferrari che ha pensato bene di penalizzarlo nelle strategie e di relegarlo già alla terza gara dell’anno ad un ruolo di seconda guida al servizio di Vettel e di strategie sperimentali mal congegniate e peggio gestite.
Questo è un clamoroso errore che non può non avere ripercussioni sulle prestazioni di Raikkonen ma anche, inevitabilmente, come successo in Cina, sul risultato del compagno e del Team.
Se la Ferrari è così miope da non capire questo, anche il 2018 vedrà il titolo mondiale costruttori e piloti lontano da Maranello e le due belle vittorie iniziali saranno servite davvero a poco…