La Formula 1 è una categoria che, da quando esiste, ha sempre regalato forti emozioni ai propri appassionati: gare spettacolari, sorpassi mozzafiato ed apparentemente impossibili, qualifiche combattutissime e tantissimi altri episodi, memorabili o tragici che fossero, ma comunque fondamentali per entrare di diritto nel grande libro della storia di questo sport.
In questa giornata nuvolosa e bagnata, i ricordi e le emozioni tornano indietro di venticinque anni, per andare a scovare un altro pomeriggio piovoso, nel quali tutti assistettero al giro più incredibile mai visto su una pista di Formula 1.
A distanza di poco più di due decenni da quel giorno, CircusF1 torna a rivivere quello che fu il Gran Premio d’Europa 1993, una gara ancora oggi ricordata per la rimonta magistrale di un campione amatissimo e mai dimenticato: Ayrton Senna da Silva.
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Il 1993
Prima di andare ad analizzare quella che fu la magia di Senna, bisogna fare un piccolo “antipasto” per tornare ad assaporare il panorama di una Formula 1 vecchia di venticinque anni. Un vero tuffo al cuore per i nostalgici e gli amanti di quella realtà automobilistica dei primi anni ’90, così tanto diversa da quella di oggi e così ricca di campioni indiscussi.
Già, perché nel 1993 non c’era soltanto Ayrton Senna, ma anche tante altre icone verso il tramonto delle rispettive carriere, ed altre che stavano per nascere.
Innanzitutto, la McLaren di Senna, dopo aver dominato la scena nel biennio 1990-1991, accusa il colpo della concorrenza. La Williams, equipaggiata dal potentissimo motore Renault, detta legge nel 1992 con Nigel Mansell. Al termine di quella stagione, il “Leone” inglese si ritira dalla F1 per cercare fortuna in America, lasciando così il proprio sedile vuoto.
L’assenza viene presto colmata da un vecchio nemico dello stesso Senna, ovvero il francese Alain Prost. Il “Professore”, dopo essersi preso un anno sabbatico proprio nel 1992, rientra così nel circus dalla porta principale, firmando un contratto con la Williams nel 1993 nel tentativo di rincorrere il quarto titolo mondiale, prima di appendere definitivamente il casco al chiodo.
Venti di ritiri dalla F1 che soffiano anche in casa Benetton, con Riccardo Patrese destinato a disputare la sua ultima stagione, lasciando così spazio ad un giovane ed emergente compagno di squadra che risponde al nome di Michael Schumacher.
La McLaren, spinta da un motore Ford non all’altezza del propulsore Renault, prova a tenere il passo della Williams soltanto grazie alle abilità di Senna, mentre la Ferrari (reduce da 1992 disastroso) prosegue la sua crisi di risultati.
Gran Premio d’Europa 1993
Con queste premesse si arriva dunque a domenica 11 aprile 1993, giorno in cui è in programma il Gran Premio d’Europa sul tracciato britannico di Donington. La pista inglese, che fa da palcoscenico per il terzo appuntamento del mondiale 1993 (il primo in terra europea), vede Ayrton Senna in testa al mondiale piloti. Il brasiliano, reduce dall’emozionante vittoria nel suo Brasile, si trova inaspettatamente leader del campionato davanti all’acerrimo rivale Alain Prost, che pure aveva vinto la gara d’esordio in Sudafrica.
In qualifica però, la situazione si ribalta completamente a favore di Prost. Il francese tira fuori dal cilindro un giro spaventoso, conquistando la pole position davanti al compagno di squadra Damon Hill, seguito a sua volta da Schumacher e da Senna, 4°, staccato addirittura di oltre un secondo e mezzo dalla pole.
Si arriva dunque al tanto atteso evento della gara. Siamo in Gran Bretagna, e le condizioni meteorologiche avverse tipiche della zona non tardano ad arrivare. Sulla griglia, poco prima del via, si scatena un violento acquazzone: la “danza della pioggia” pone di nuovo Senna come favorito per la vittoria finale, visto l’incredibile talento del brasiliano in condizioni di bagnato. E infatti, la magia sta per arrivare.
Alla partenza Senna scatta bene, ma nel tentativo di superare Schumacher alla prima curva il brasiliano si trova la strada sbarrata proprio dal tedesco. In questa confusione ne approfitta la Sauber dell’austriaco Karl Wendlinger, che supera Senna e Schumacher portandosi in 3° posizione.
A questo punto Ayrton è 5°, e le due Williams sembrano già volare ad una vittoria scontata.
Eppure, nonostante la situazione decisamente sfavorevole, Senna si rimbocca le maniche, e dà inizio ad una delle rimonte più veloci e spettacolari mai viste in tutta la storia della categoria.
Nel corso del solo primo giro, il brasiliano prende immediatamente confidenza con la pioggia, spingendo la sua McLaren ai limiti, lì dove nessuno osa arrivare.
Senna passa per primo Schumacher, recuperando subito la 4° posizione iniziale. Successivamente, con una magnifica manovra all’esterno, passa Wendlinger, portandosi così al 3° posto. Poco avanti è la volta di Hill, che deve arrendersi alla furia agonistica di Senna.
Infine, con una staccata decisa all’interno, supera Prost e si piazza al comando.
Morale della favola: quattro posizioni recuperate nel corso di un solo giro, il primo della gara.
Il resto fila via tutto liscio per il brasiliano, che diventa praticamente irraggiungibile per gli avversari, i quali maledicono la pioggia e l’asfalto bagnato.
Senna vince così il Gran Premio d’Europa davanti a Damon Hill ed Alain Prost, 3° al traguardo ed addirittura doppiato dal pilota dalla McLaren, protagonista di quello che, a detta di molti, è stato il giro-rimonta più sensazionale della storia della Formula 1.
Oggi, a distanza di venticinque anni da quell’opera d’arte motoristica, il ricordo di quei sorpassi è ancora vivo nella memoria di ogni appassionato che si rispetti. Perché quei sorpassi in rapida successione, sul bagnato, ed effettuati con una facilità apparente disarmante, potevano essere compiuti soltanto da un vero artista del volante: una “pennellata” di nuvole d’acqua che riporta la firma di Ayrton Senna da Silva.