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    Gp Cina F1, Ferrari: una lezione di cui far tesoro

    Gianluca D'AlessandroBy Gianluca D'Alessandro17 Aprile 2018Nessun commento5 Mins Read
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    Il Gran Premio della Cina deve essere una lezione importante per la Ferrari, per capire che è importante fare la differenza in quelle situazioni in cui l’anno scorso si è perso un mondiale, ovvero capitalizzare al massimo qualsiasi situazione ci si trovi di fronte. E così, per vari motivi, non è stato a Shanghai, dove il team di Maranello si è trovato di fronte ad una giornata difficile, fatta di errori e di sfortuna, ma che può essere un’importante punto di partenza per migliorare nel corso della stagione.

    Innanzitutto è importante sottolineare come, anche in Cina, la SF71H si sia dimostrata una vettura estremamente competitiva, forse anche oltre le più rosee previsioni, soprattutto in qualifica. È un segnale importante, perché ciò denota che la nuova nata di Maranello non è una monoposto che va forte solo in base alle temperature o in base alle caratteristiche della pista, ma che, per ora, essa sia competitiva in differenti tipologie di situazioni. Questo può solo far sorridere gli ingegneri italiani. Il progetto continua a dimostrare di essere valido e cresce gara dopo gara, weekend dopo weekend, dando quella consapevolezza alla squadra e ai piloti di avere un mezzo che gli possa permettere davvero di puntare davvero al colpo grosso. Indubbiamente questo può essere motivo di ottimismo in vista dei prossimi appuntamenti mondiali, in attesa di quegli aggiornamenti che vadano a perfezionare e a puntellare quei piccoli problemini che ancora affliggono la SF71H, nonostante l’ottimo lavoro di messa a punto nelle ultime settimane che ha radicalmente migliorato il comportamento e le prestazioni della vettura.

    È chiaro però che nel weekend cinese ci sono state diverse cose che non hanno funzionato nel modo giusto. Problemi che sono costati alla Ferrari la possibilità di vincere la gara, cominciando dalla partenza. Sicuramente la mossa di Sebastian Vettel allo scatto è stato istintiva, per proteggere la pole position e il primo posto, che tanti vantaggi può darti nel corso della gara. Naturalmente in quel momento il tedesco stava pensando alla sua gara e, dal suo punto di vista, un’azione del genere allo start è comprensibile. D’altra parte, però, c’è da sottolineare come il riuscire a mantere il primo e il secondo posto alla partenza avrebbe permesso alla Ferrari di gestire diversamente alla gara. In questo caso la scelta sta alla dirigenza, la quale deve parlare con i piloti su ciò che è meglio per il team. Per quanto quella di Sebastian sia stata una mossa comprensibile dal suo punto di vista, è altrettanto vero che essa ha danneggiato il risultato di squadra e le sue possibilità di gestire meglio la seconda parte della corsa. Meglio un amico che un nemico, si potrebbe dire.

    In secondo luogo, forse si poteva fare qualcosina di più nella prima sosta di Vettel. Nonostante Valtteri Bottas si trovasse circa 3 secondi dietro al quattro volte campione del mondo, si poteva prendere in considerazione la possibilità di progettersi dal tentativo di undecut del finlandese anticipando la sosta. Questo oprattutto considerando che la finestra del pit stop era libera e tenendo in considerazione i tempi fatti segnare dai piloti Red Bull con la gomma media dopo il pit stop (per Verstappen parliamo di un miglioramento di oltre un secondo e mezzo – mentre per Hamilton, seppur si è fermato dopo Bottas, c’è stato un miglioramento di oltre due secondi). Tutto ciò, unito ad un pit stop piuttosto lento da parte degli uomini in rosso (22.097 per Bottas, 23.009 per Vettel), ha permesso a Bottas di chiudere quel gap ed uscire in testa alla corsa dopo la sosta, complicando la seconda parte di gara di Vettel.

    In terzo luogo, la strategia con Kimi Raikkonen. Lasciando da parte la decisione di ritardare il pit stop, l’errore più grande è stato quello di non fermare il finlandese sotto regime di Safety car per montare un nuovo set di gomme soft. Ricordiamo che il pilota della Ferrari si era fermato pochi giri prima per effettuare la sua unica sosta, concludendo la gara sulla mescola media. Quando si presenta un’opportunità così ghiotta, però, è necessario sfruttarla. Una possibile spiegazione sul perché Raikkonen non si sia fermato ce la dà Toto Wolff, responsabile Mercedes, che ha vissuto una situazione molto simile con Lewis Hamilton: “Abbiamo pensato che mantenere la nostra posizione in pista sarebbe stato più vantaggioso. Nel primo stint di gara non c’erano stati sorpassi, e Lewis aveva montato le medie da dieci giri. Secondo i nostri calcoli con quelle gomme saremmo stati veloci fino alla fine della corsa, e le soft non sarebbero state così performanti. Adesso sappiamo che sarebbe stata la giusta strategia da seguire, fare un secondo pit-stop e montare le soft, ma nessuno nel team, me incluso, ha pensato che fosse la scelta giusta”.

    A concludere una giornata che stava diventando sempre più difficile è stato Max Verstappen, protagonista di un incidente con Sebastian Vettel: ad avere la peggio, però, è stato proprio il tedesco, il quale ha dovuto concludere la gara con la vettura pesantemente danneggiata, perdendo tra l’altro anche alcune posizioni.

    Chiariamoci: questa non vuole essere una critica agli uomini in Rosso che tanto bene hanno fatto fino ad ora, anche a livello di strategia. Nessuno è perfetto, in una stagione ci possono essere degli errori. Piuttosto vuole essere un’esortazione a sfruttare ogni occasione, a fare tesoro di questa gara, a curare ogni minimo dettaglio e a farsi trovare sempre pronti, perché questo sarà un campionato che molto probabilmente si giocherà sul riuscire a cogliere i frutti di situazioni di questo genere, come accaduto anche in Australia (sfruttata bene la Virtual Safety Car) e in Bahrain (strategia definibile come una magica follia). La Ferrari è capace di ciò e lo ha dimostrato ed è importante continuare su quella via. Siamo comunque solamente alla terza gara dell’anno e il campionato è ancora lungo. Il team Ferrari può comunque ritenersi soddisfatto della trasferta asiatica, perché ha portato chiare indicazioni sul come questa SF71H stia crescendo e stia diventando una vera protagonista di questo mondiale.

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    Gianluca D'Alessandro | Giovane appassionato di tecnologia e di sport, in particolare di Formula 1. Cresciuto passando la domenica pomeriggio a guardare Schumi in TV a vincere i mondiali sulla Rossa! | Twitter: @Gianludale27

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