
Dopo la vittoria in Australia, Vettel ha replicato in Bahrain. Mercedes battute grazie ad un week end capolavoro del pilota tedesco e ad una strategia azzardata, e azzeccata, della Ferrari. Disastro Red Bull, con entrambe le monoposto fuori gara nei primi giri. Toro Rosso in paradiso con il quarto posto di Pierre Gasly. Primi punti iridati per la Sauber-Alfa Romeo.
Domenica trionfale per l’Italia in Formula 1. Per la vittoria della Ferrari, con Sebastian Vettel che ha concesso il bis dopo la gara inaugurale in Australia. Ma anche per il 4° posto della Toro Rosso, miglior risultato in gara, dopo la vittoria a Monza nel 2008 proprio dello stesso Seb: e per i primi punti iridati della Sauber-Alfa Romeo, con la nona piazza di Marcus Ericsson.
Un Italia da dieci nonostante l’assenza (troppo lunga) di un rappresentante del bel paese su una monoposto.
Vediamo insieme i promossi e i bocciati nel deserto del Bahrain.
SEBASTIAN VETTEL – 10
Un week end da incorniciare per il tedesco della Ferrari. Pole position “rubata” al suo compagno di team, con un giro mozzafiato. Una gara consistente. Un perfetto equilibrio tra velocità e guida pulita. Ben 39 giri con le gomme soft. E una resistenza accanita all’assalto finale di Valtteri Bottas. Che parliamoci chiaro: non sarà Hamilton!. Ma comunque aveva in mano una Mercedes con mescole medie. Capolavoro di Vettel, ma anche della Ferrari. Sia perché ha costruito una vettura che sembra essere “gentile” con le gomme: sia per la scelta delle strategia azzardata, che alla fine ha pagato.
Vittoria n. 49 e punteggio pieno in classifica iridata. Se il buongiorno si vede dal mattino…Mercedes e Hamilton sono avvisati.
PIERRE GASLY – 10
Portare una Toro Rosso ai piedi del podio non è cosa da tutti: meglio di lui solo Vettel, che con la stessa monoposto ci ha vinto. Arrivare quarto con una Toro Rosso motorizzata Honda alla seconda stagione in Formula 1, è un impresa titanica. Soprattutto se paragonata al 13° posto del suo compagno di team. Un ottimo risultato per la squadra: e per il colosso giapponese, in crisi di identità da una paio di anni a questa parte.
LEWIS HAMILTON – 8
Un terzo posto che non può certo soddisfare un “cannibale” come il campione del mondo. Ma visto come si era messo il week end, penalizzazione e Bottas più veloce in prova, il gradino più basso del podio è oro che cola. Da vedere, rivedere e registrare il triplo sorpasso in staccata. Anche quando non è in giornata l’inglese ha classe da vendere. Nessuna responsabilità sul contatto con Verstappen.
VALTTERI BOTTAS – 7,5
Un secondo posto che da punti e morale al finlandese, dopo l’opaca prestazione in Australia. Buona la partenza che gli ha consentito di sopravvanzare Raikkonen. Sul finale è mancata quella grinta e quella velocità , che gli avrebbero potuto far vincere la gara. Molti pensano che, se al suo posto ci fosse stato Hamilton, la rimonta sarebbe stata completata. E’ la differenza tra un campione e un buon pilota!
KIMI RAIKKONEN – 7
L’altra faccia della medaglia Ferrari. Una domenica da dimenticare, dopo una qualifica incoraggiante. Kimi ci ha messo del suo, facendosi sorprendere al via dal connazionale Mercedes. L’errore ai box lo ha privato di un possibile podio. Anche questo week end comunque ice-man ha mostrato che la Ferrari può proporre un attacco a due punte.
SAUBER-ALFA ROMEO/MARCUS ERICSSON – 7
Primi punti iridati per la cenerentola della Formula 1. Che dopo il 9°posto di ieri sembra aver relegato inaspettatamente la Williams a tale ruolo. Due punti, dopo solo due gare, è già una bella iniezione di fiducia. In attesa che Leclerc accumuli un po’ di esperienza e possa dare il suo contributo alla causa italo-svizzera.
KEVIN MAGNUSSEN – 7
Dopo il disastro ai box in Australia, sono arrivati i primi punti iridati per il Team Haas e per il danese. Un pilota spesso sottovalutato che, in primi questi due Gran Premi è sembrato voler far ricredere i suoi detrattori, tenendo testa anche al suo più blasonato compagno di box.
NICO HULKENBERG – 6,5
Sesto posto in gara davanti alle due McLaren. E’ l’unico a tenere alto il nome della Renault, dopo la debacle della Red Bull. Un pilota consistente, che in carriera ha ottenuto meno di quello che meritava.
MCLAREN – 5
Dopo il quinto posto di Fernando Alonso in Australia, ci si aspettava sicuramente di più dalla scuderia inglese. Settima e ottava piazza, alle spalle di Renault, Haas. E soprattutto Toro Rosso, motorizzata Honda: uno smacco che sa di vendetta nipponica. La sfida è aperta!
CARLOS SAINZ JR – 4
Il passaggio alla Renault non sembra aver giovato al talento spagnolo. Le ha prese regolarmente dal suo compagno di box, rimasto una promessa incompiuta del circus. Per non fare la stessa fine Sainz dovrà svegliarsi: e per prima cosa….batterlo
FORCE INDIA – 2
Anche in Bahrain Ocon e Perez hanno sudato le proverbiali sette camicie per tenere in pista le loro monoposto. Alla fine il francese ha portato a casa un misero punticino. Troppo poco per una scuderia che all’inizio della stagione voleva dare fastidio ai grandi.
MAX VERSTAPPEN – 1
Un errore in qualifica e uno in gara, equamente divisi, prima di parcheggiare la sua Red Bull per noie meccaniche. Ancora troppo irruento il giovane olandese, che non ne vuole sapere di mettere la testa a posto. Le doti di guida ci sono: il coraggio pure. E spesso ci hanno fatto divertire. Ma se continua così presto sarà ribattezzato il Marquez della Formula 1. Calma!
RED BULL E WILLIAMS – 0
Week end disastroso per entrambi i team. Il primo fuori gara con entrambe le monoposto, dopo appena pochi giri, per problemi di affidabilitĂ . Il secondo, irriconoscibile rispetto alla stagione passata, e soprattutto al suo palmares, ad occupare costantemente le ultime posizioni della classifica.
Per la scuderia di Milton Keynes ci si aspetta un pronto riscatto già tra sei giorni in Cina. Per la Williams invece il tunnel sembra buio e senza uscita. La favola insegna che….non sempre i soldi risolvono tutti i problemi!