
Dopo due titoli consecutivi, quella del ’92 fu una stagione molto complicata per Senna, abituato a vincere sempre o, almeno a provarci in ogni situazione. E’ stato estremamente complicato, per il paulista, vedere Nigel Mansell, suo rivale di tante battaglie in pista, dominare la stagione grazie ad una Williams estremamente superiore alla concorrenza: la gloriosa FW14B era, infatti, equipaggiata con un sistema di sospensioni attive che offrivano un vantaggio enorme su ogni tipo di circuito. A testimonianza di ciò, le cinque vittorie di Mansell nelle prime cinque gare di campionato, una dopo l’altra, una più schiacciante dell’altra.
Ma, poi, si arriva a Montecarlo, nella storia di questo sport, a casa di Senna; lì aveva già vinto quattro volte e voleva a tutti i costi eguagliare il record di vittorie del re di Monaco, Graham Hill. Difficile con la sua non perfetta McLaren. Impossibile? No, di certo, almeno non per un pilota del calibro del tre volte campione del mondo.
Nelle prime prove libere del giovedì, la Williams da segnali di grande forza ma Senna è li, “appena” otto decimi dietro Mansell, sicuramente meno dei due secondi degli scorsi gran premi: il brasiliano comincia a sentirsi più a suo agio con la macchina, ritrova lentamente il sorriso e si rende conto che quel week end poteva terminare in maniera diversa rispetto agli altri cinque. Al sabato, come previsto, la bellissima e velocissima gialloblu Williams monopolizza la prima fila con Mansell e Patrese, ma poi c’è lui, a poco più di un secondo. La sua personale pole position l’ha ottenuta e, per ora, è contento così, sorridente ma senza fare proclami, fiducioso ma cosciente.
Monaco F1 1992: SENNA E MANSELL

Domenica, 31 Maggio: un bel sole a intermittenza splende sul porto di Montecarlo. Nessuno sa che, dalle 14, si trasformerà in una savana. Si parte e il Leone d’Inghilterra mantiene la prima posizione alla Saint Devote ma, dietro di lui, Senna ha già sopravanzato Riccardo Patrese che pressa da vicino il campione in carica per alcuni giri fino a quando dovrà rallentare per problemi al cambio. La gazzella ha spossato il suo primo predatore, è riuscita a salvarsi.
Più dietro, intanto, c’è grande battaglia con Alesi e Schumacher che si toccano al tornantino del Loews: il francese, al volante di una lenta Ferrari, ha la peggio ed è costretto al ritiro. La gara prosegue senza grossi cambiamenti: Mansell conduce agevolmente su Senna che fa quel che può, rimanendo ancora nel radar; al giro 60, un grosso spavento per il brasiliano quando Michele Alboreto, in procinto di essere doppiato, commette un errore rischiando di coinvolgere Ayrton che, nonostante tutto, tira un sospiro di sollievo e prosegue indenne.
Al 71° giro, la svolta: Mansell sente che uno dei suoi pneumatici sta perdendo pressione e rientra inaspettatamente ai box: impressione giusta dell’inglese visto che un dado della sua ruota si è allentato, andando a danneggiare anche il cerchione. Nigel torna in pista cinque secondi dietro a Senna: la gazzella è in fuga, scappa il più veloce che può, ma il leone la riprende, in poche tornate. Quattro giri al termine del Gran Premio di Monaco F1 1992; Mansell, forse come mai nella sua carriera, si rende conto di quanto siano strette le stradine del Principato e, soprattutto, di quanto sia difficile cercare di superare il padrone di casa, anche se si dispone di un’astronave. Ci prova ovunque: Saint Devote, Massenet, Loews, alla chicane del Tunnel, al Tabaccaio e alla Rascasse. Niente. Ayrton Senna chiude tutte le porte e vince per la quinta volta a Montecarlo, record ora condiviso con Hill. La gazzella, stavolta, ha lasciato a digiuno il leone.
Monaco F1 1992: SENNA E MANSELL
