
Quanto vale una vittoria in F1? Generalmente 25 punti, ma nel Principato di Monaco un trionfo trasforma un pilota in leggenda. È la sfida più impegnativa dell’anno, poiché la potenza lascia spazio alla precisione di un uomo che duella con il tracciato più soffocante del mondo. Daniel Ricciardo appare essere il grande favorito alla vittoria fra le storiche curve del circuito cittadino.
Mirabeau, Sainte Devote, Tabaccaio, Rascasse… una sinfonia di tradizione e di ricordi meravigliosi per generazioni di appassionati. Quale occasione migliore, allora, può sognare il buon Daniel per risplendere nel firmamento di Montecarlo?
Domenica in casa Red Bull si celebrerà il Gp numero 250, Ricciardo ha iniziato la prima giornata di prove con un ritmo insostenibile per i competitors. Sembra tutto fin troppo scontato.
L’australiano è stato l’unico pilota, infatti, in grado di fermare il cronometro sul tempo di 1:11.841: un record incredibile, meno di 72 secondi per completare il mitico tracciato. Daniel ha sferrato l’attacco al tempo, spodestando Max Verstappen e creando una competizione elettrizzante tra le due vetture di Milton Keynes.
La sfida si riproporrà nella giornata di domani per la conquista della prima pole stagionale di casa Red Bull, ma Daniel non si sente di sottovalutare nessuno.
“Spero che potremo giocarci la pole e penso che abbiamo una buona opportunità per raggiungerla – ha dichiarato l’australiano – La Ferrari però mi sembra molto veloce per il sabato. Non so valutare la Mercedes, non so se sia al livello nostro e della Ferrari. Penso che le prime tre squadre siano molto vicine, sarà una grande battaglia per la pole e in gara”.
Ricciardo si è presentato, sin dalle prime ore nel Principato, molto sereno e sicuro di poter dire la propria fino all’ultimo giro: “Mi toccherà lavorare ma sono pronto a vincere”. Tutto sembra pronto per il trionfo dell’australiano ma ricordate le parole: “Non vinco mai gare noiose”. La caratteristica più interessante e rischiosa dell’australiano è quella di trionfare quando nessuno si aspetta una sua vittoria. Come in una sua manovra di sorpasso, Daniel sorprende tutti senza preavviso.
In questo inizio di stagione, l’australiano è già salito sul gradino più alto del podio in Cina e vorrebbe ripetersi nella gara cittadina più famosa al mondo. Stavolta dovrà convivere con la pressione vera, quella dei campioni abituati a vincere sempre, quando tutto sempre filare liscio.
Indelebile è il ricordo negativo di Monaco 2016 per Daniel, che fu costretto a rinunciare ai sogni di gloria a causa di un erroraccio dei meccanici durante il secondo cambio gomme.
Questa volta le mescole potrebbero restituire il sorriso al buon Daniel, che ha chiosato: “Possiamo dire che ci siamo. Questo circuito è bellissimo, e quando si è veloci è ancora meglio. Con le Hypersoft è ancora più bello, perché si va ancora più veloci. Oggi siamo scesi a 1’11, ed è una bella sensazione”.
Nel corso della settimana Ricciardo aveva espressamente richiesto l’utilizzo dell’Hypersoft per lo spettacolo che queste mescole garantirebbero ad ogni Gran Premio.
Le voci sul futuro di Daniel si susseguono. In conferenza stampa ha dichiarato di non aver avuto ancora contatti né con Ferrari né con Mercedes: “Per ora parlo solo con Red Bull. In estate ci sarà tempo per capire. Valuterò eventuali opzioni e non credo di restare senza un sedile“.
La priorità per un pilota di ventotto anni è una squadra che gli dia la possibilità di lottare per il titolo piloti, infatti Daniel afferma: “Non andrò da qualche parte solo per voglia di cambiare. Mi muoverò solo se sentirò la possibilità di fare un salto di qualità”.
Ricciardo non ha mai nascosto il suo legame con Red Bull, scuderia che lo ha lanciato nel Circus della Formula 1, del resto “L’inizio di tutto è stato nel 2008 con loro. È passato tanto tempo e mi hanno aiutato per farmi arrivare qui. A un certo punto bisogna guardare oltre i sentimenti e soppesare le opzioni, nonostante l’amore verso Red Bull rimarrà”.
Parole che lasciano presagire la voglia di Ricciardo di provare nuove esperienze e lottare per la corona di campione.
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