
La lotta per la quarta piazza nella classifica costruttori è più aperta che mai. Ovviamente ci sono dei favoriti: Renault e McLaren guidano un gruppo davvero folto e non mancano le squadre che hanno di fronte un percorso in salita.
È il caso della Haas che con i suoi 19 punti chiude il gruppetto a pari punti con la Toro Rosso. I ragazzi del team italo-americano devono guardarsi anche le spalle visto che otto punti più indietro si posiziona un’Alfa Romeo Sauber in ottima forma.
La situazione del team di Gunther Steiner non è delle migliori: in molte occasioni, questa prima parte di stagione, le due vetture sono state davvero competitive, tanto che in quattro delle prime cinque gare, almeno un pilota era riuscito a piazzarsi in Q3, talvolta grazie a prestazioni straordinarie. A conti fatti però, i punti messi in cascina raccontano di una storia completamente diversa rispetto a quella che potevano lasciar presagire le ottime prestazioni delle qualifiche. Sono davvero tanti i punti persi per strada in questi primi GP, punti che a fine stagione potrebbero rivelarsi fondamentali in ottica piazzamento finale e conseguente entrata economica.
I pit stop di Melbourne e gli errori di Grosjean sono soltanto gli avanzi di un vecchio piatto che purtroppo però, lascia ancora l’amaro in bocca, soprattutto considerando che le altre scuderie hanno già cominciato a portare degli sviluppi in pista. Sul piano degli aggiornamenti la Haas infatti non è ancora sul livello degli altri competitors: la mancanza di novità tecniche è stata una delle principali cause della disfatta monegasca dove i due piloti si sono perfino dovuti arrendere ancora prima del Q2.
La storia del team in Canada non è tra le più rosee non essendo mai andata a punti sul tracciato di Montreal. Sulla VF-18 ci saranno però i primi aggiornamenti aerodinamici e forse anche motoristici significativi di questo campionato. Nel primo weekend oltreoceano dell’anno, entrambi i piloti si sono detti più che fiduciosi sulle loro possibili prestazioni. Grosjean ha sottolineato quanto sia importante la massima efficienza dell’impianto frenante su un tracciato dove le staccate pesanti sono all’ordine del giro. Magnussen invece ha espresso la sua positività in materia di rendimento degli pneumatici, soprattutto quelli di mescola Hypersoft, che a Monaco davano non pochi problemi di gestione e che potrebbero invece risolversi sui lunghi rettilinei del circuito intitolato al grande Gilles.