
Tra gli amanti di Formula 1 non possono mancare coloro che, spinti dal desiderio di soddisfare le proprie curiosità, desiderano di sapere il maggior numero di informazioni possibili su un determinato GP. Se anche voi rientrare in questa categoria di super-appassionati, sappiate che il Gran Premio del Canada è l’evento che fa per voi.
In terra canadese infatti, si sono verificati molti casi che hanno fatto la storia della Formula 1, oppure altri che sono meno noti agli occhi del grande pubblico, ma che meritano comunque una particolare attenzione storica.
In seguito, dunque, vi proponiamo alcuni dei momenti più curiosi legati al Gran Premio del Canada, in attesa che l’edizione 2018 abbia il suo inizio già questo venerdì, quando il pomeriggio di Montreal verrà trasmesso nelle nostre case in una gradevole ed imperdibile prima serata.
Non solo Montreal
Dal 1961 al 1966, le prime monoposto di Formula 1 sbarcarono in terra canadese per le prime gare. In questo arco temporale però, nessuno di questi eventi era valevole per il campionato mondiale, nonostante la presenza di piloti affermati e già vincitori nella massima categoria automobilistica.
Il periodo di “fidanzamento” tra F1 e Canada si convertì in “matrimonio” soltanto nel 1967, quando, di fatto, si tenne la prima edizione ufficiale del Gran Premio del Canada. Il primo vincitore, in quella circostanza, fu Jack Brabham. Oggi siamo abituati ad associare automaticamente il Canada con il circuito di Montreal, ma fino al 1977 la situazione era ben diversa.
Fino a quell’anno infatti, il GP canadese aveva la propria sede sul circuito di Mosport, tracciato collocato nel cuore dell’Ontario. Soltanto in due occasioni l’appuntamento si tenne altrove: nel 1968 e nel 1970, la Formula 1 si presentò infatti a Mont-Tremblant, nel Quebec, in quella stessa regione che oggi accoglie i bolidi della F1 sul circuito di Montreal, intitolato a Gilles Villeneuve dal 1982, anno in cui l’eroe locale perse la vita a Zolder, durante le qualifiche del Gran Premio del Belgio.
Curiosamente, proprio in occasione del primo GP disputato a Montreal, nel 1978, il primo a vincere sulla suggestiva isola di Notre-Dame (isola artificiale sui cui sorge il circuito ed originariamente studiata per accogliere l’Expo di Montreal del 1967) fu proprio Villeneuve, che in quell’occasione colse anche la sua prima vittoria in F1, al volante della Ferrari. Ancora oggi, “l’aviatore” resta l’unico pilota canadese ad aver vinto in patria.
Montreal, il circuito delle prime volte
Gilles Villeneuve, come già accennato, vinse il suo primo GP in Formula 1 proprio in Canada, davanti ad un pubblico festante che assistette ad una cerimonia del podio alternativa. Il canadese infatti, non stappò una bottiglia di champagne, come di consuetudine in Formula 1, optando invece per una bottiglia di birra, la cui casa produttrice sponsorizzò la gara del 1978.
Tralasciando questa curiosità celebrativa, Villeneuve non fu l’unico pilota ad ottenere la prima vittoria in carriera sul circuito di Montreal.
Dopo di lui, nel 1989, toccò al belga Thierry Boutsen il meraviglioso compito di alzare la coppa del vincitore per la prima volta in carriera. Più tardi, nel 1995, un altro pilota francofono colse il suo primo ed unico successo in carriera proprio a Montreal: il ferrarista Jean Alesi.
In anni più recenti, altri tre piloti esplosero di gioia in Canada: nel 2007, al suo primo anno in F1, Lewis Hamilton tagliò il traguardo per la prima volta da vincitore, fatto che si ripeté l’anno seguente con un altro pilota, tra i più amati del circus: Robert Kubica. Anche per lui, quello fu il primo ed unico successo in Formula 1, ed anche l’unico di un pilota di nazionalità polacca.
Nell’era delle power unit, invece, l’emozione della prima vittoria venne avvertita da Daniel Ricciardo che, curiosamente, vinse il suo primo gran premio in regime di safety car.
A proposito di safety car…
Ricciardo vinse dunque dietro la vettura di sicurezza, che nella Formula 1 moderna siamo abituati ormai a vedere in pista dopo incidenti di un certo spessore. Non tutti però sanno che proprio in Canada, nel 1973, la safety car fece la sua prima apparizione assoluta durante un GP di Formula 1. In seguito ad un incidente, i giudici di gara decisero di far entrare in pista la safety car, rappresentata da una Porsche 914 dalla carrozzeria color giallo.
In quella circostanza, l’inesperienza ebbe conseguenze sull’esito della gara. Il conducente della vettura di sicurezza, Eppie Wietzes, si posizionò per errore non davanti al leader della corsa, ma al malcapitato Howden Ganley. In questo modo, diversi piloti riuscirono a guadagnare un giro di vantaggio sui concorrenti, tra cui il vero leader della corsa, Peter Revson, che vinse poi la gara.
Con il tempo, e con l’avanzare della tecnologia, l’ingresso della safety car in pista si è perfezionato sempre più, ed errori di quel tipo non si sono più verificati, nemmeno in condizioni di confusione totale come il Gran Premio del Canada 2011.
A causa delle pessime condizioni climatiche di quel giorno, che portò la direzione gara a sospendere momentaneamente la corsa, il gran premio di quell’anno passò alla storia per vari record: infatti, oltre ad esser stata la gara più lunga della storia (4 ore e 39 minuti), con la velocità media più bassa di sempre (74 km/h), e con più sorpassi in assoluto (89), quella fu anche la corsa con il record di maggior numero di ingressi in pista della safety car: ben sei.
I momenti più tristi
La safety car, generalmente, viene mandata in pista per rallentare le vetture in seguito ad un incidente di una certa entità. In alcune occasioni, purtroppo, il Gran Premio del Canada, così come in altri luoghi, viene anche ricordato per alcuni gravi incidenti. Il più grave in assoluto si registrò nel 1982, con una tragedia che colpì da vicino anche noi italiani. Alla partenza, la Ferrari di Didier Pironi rimase bloccata sullo schieramento. Tutti i piloti riuscirono a schivarla, ad eccezione del milanese Riccardo Paletti, all’esordio in F1 proprio in quella stagione. Il giovane pilota fu vittima di uno schianto pauroso, cui seguì anche un incendio attorno alla sua vettura. I tentativi di soccorso per salvargli la vita furono purtroppo inutili. In ricordo di Paletti, l’autodromo di Varano de’ Melegari ha intitolato la propria struttura in suo nome.
Su un tracciato dove si raggiungono velocità considerevoli, un’uscita di pista può rivelarsi molto pericolosa. Ne sa qualcosa il francese Olivier Panis, che nel 1997 finì in ospedale con le gambe fratturate in seguito ad incidente in prova con la sua Prost. Senza conseguenze, ma pur sempre pauroso, fu invece lo schianto di Robert Kubica nel 2007, con la sua BMW-Sauber che andò letteralmente in frantumi dopo un’uscita di pista ad oltre 300 km/h.
Uno “zero” in pista
Nel 1973, oltre ad essersi verificato il primo ingresso in scena della safety car, ci fu un altro episodio che attirò l’attenzione. Prima ancora che Damon Hill lo adottasse come suo numero di vettura negli anni ’90, il sudafricano Jody Scheckter divenne infatti il primo pilota della storia a presentarsi sulla griglia di partenza con il numero zero sul proprio musetto.

2001: Odissea dei Schumacher
Al termine della stagione 2001, la FIA premiò gli organizzatori del Gran Premio del Canada, riconoscendo loro la miglior organizzazione per un GP di quel campionato. Sempre nel 2001 però, a Montreal, si verificò un altro fatto inedito: per la prima volta nella storia della Formula 1, due fratelli finirono in prima e seconda posizione in un GP di Formula 1. Gli autori di questo record furono i fratelli Schumacher. A vincere la corsa fu curiosamente Ralf Schumacher, che terminò davanti alla Ferrari Michael con la sua Williams.
2005: il Canada alza lo share mondiale
Al termine dell’anno solare 2005, emerse un dato statistico interessante e significativo: il Gran Premio del Canada 2005 infatti, fu l’evento di Formula 1 più seguito in televisione di quel campionato, ma non solo. In tutto il mondo, fu anche il terzo evento sportivo più seguito nel 2005, con un numero di telespettatori inferiori solo al SuperBowl ed alla finale di Champions League.
Gli anni con la pista vuota
Soltanto in tre occasioni il Gran Premio di Canada non si svolse affatto. Il primo caso si verificò nel 1975, quando gli organizzatori non riuscirono a trovare un adeguato rimborso spese. L’episodio più clamoroso andò però in scena nel 1987: i due maggior produttori di birra canadesi, Labatt e Molson, non riuscirono a trovare un accordo per la sponsorizzazione del GP. La loro lite si tradusse con l’esclusione del GP del Canada dal calendario 1987. Diverso fu invece il caso del 2009, quando non ci furono le condizioni economiche necessarie per soddisfare le richieste di Bernie Ecclestone.
Il passato gioca un rischio per la Renault
Nel 2004 il Canada, come molti altri paesi ospitanti un GP di Formula 1, mette in vigore la legislazione sul tabacco, impedendo così la sponsorizzazione di marchi di sigarette all’interno di eventi sportivi.
Curiosamente, nel 2011, proprio questa legge rischia di giocare un brutto scherzo alla Renault. La livrea del team francese, pur essendo priva di sponsor legati al tabacco, viene indicata dalle autorità come non idonea, in quanto la colorazione ricordava un precedente marchio di sigarette. Pertanto, la stessa Renault poteva dunque incorrere in una sanzione, cosa che non si verificò soltanto dopo diversi incontri tra i vertici del team ed il Ministero della Sanità del Quebec.